Il grave incidente dell’altro ieri mattina sulla SS 268 ha avuto conseguenze incredibili, traffico bloccato per ore e centinaia di persone si sono impossessate del carico disperso. FOTOGALLERY
Verso le sette dell’altro ieri mattina un grosso TIR di proprietà di una nota azienda di trasporti di Sant’Anastasia percorreva la SS 268 in direzione Napoli, all’altezza dello svincolo di San Giuseppe Vesuviano Sud. Una Golf che viaggiava in direzione Angri, per motivi da accertare, ha invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con il camion il quale ha finito la sua corsa sulla scarpata opposta perdendo tutto il carico composto da barattoli di pomodori pelati. Nell’impatto il conducente della Golf, Raffaele Ascione, 32enne di Somma Vesuviana, è morto.
Sono intervenuti immediatamente i Vigli Urbani di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano per chiudere gli accessi alla SS 268 mentre la Polstrada ha fatto i rilievi del caso, l’ANAS è intervenuta per rimettere la strada in sicurezza e rimuovere i detriti. L’intero carico di lattine di pomodoro insieme al cassone del TIR era seminato su oltre cento metri di scarpata nel territorio di San Giuseppe Vesuviano.
La chiusura della statale ha provocato la deviazione del traffico nell’abitato di San Giuseppe Vesuviano sulla direttrice via Martiri di Nassiriya – via Passanti fino al centro di Terzigno e da li fino a via Giuseppe Verdi per reimmettersi sulla SS 268. Per tutto il giorno lunghe colonne di autoveicoli miste a grossi camion si sono spostate a passo d’uomo senza che nessuno dei due comandi di Polizia Locale creasse un percorso alternativo per evitare il blocco totale della circolazione che si è avuto in concomitanza delle ore di punta di maggior traffico: a ora di pranzo e fra le 17 e le 19,30.
Specialmente in serata l’intero sistema viario è andato in tilt e gli automobilisti, lasciati soli, hanno dato il peggio di se destreggiandosi in manovre da codice penale. Si sono viste intere colonne di auto sfrecciare in contro mano nel tentativo di superare le file ferme, grossi TIR incastrati in via Passanti fra auto in sosta selvaggia e pedoni arrabbiati e per concludere la Circum ha chiuso le decine di passaggi a livello chiudendo il traffico cittadino in una morsa mortale. Nessuna Autorità è scesa in campo per cercare di portare un minimo di ordine, qualche volante di Polizia e Carabinieri è stata notata mentre cambiava direzione per non restare incastrata.
Ma l’immagine peggiore di questa triste giornata, costata la vita ad un giovane padre di famiglia, è stata fornita dalle centinaia di cittadini di ogni età che si sono recati a piedi, in auto e con i motorini nei terreni adiacenti la statale per prendere le oltre 30 tonnellate di lattine seminate sotto ai noccioleti. Ai mezzi dei soccorritori è rimasto da raccogliere solo i rottami del camion e le lattine che si sono rotte nell’impatto, il tutto sotto lo sguardo impassibile delle forze di polizia presenti e dei tecnici dell’ANAS che non hanno provveduto ad isolare la zona per evitare atti di sciacallaggio.
Queste persone non si sono fatte scrupolo di raccogliere le lattine ancora imballate nei cartoni e quelle seminate sfuse, nessuno ha fatto caso che l’intero noccioleto in cui era seminato il carico era cosparso da oltre 30 centimetri di ceneri frutto dei quotidiani incendi di rifiuti industriali che da oltre 15 anni vengono bruciati lungo la tristemente famosa SS 268. Un rischio enorme raccogliere questo materiale che forse, con un minimo di attenzione, non si sarebbe dovuto assolutamente toccare: si tratta di pomodori pelati con scadenza 31/12/2013 senza il nome del produttore ma solo con quello del distributore Svizzero che fa parte di un gruppo presente anche in Germania e in Francia.
Cosa ci facesse questo carico sulla SS 268 dovranno essere le autorità ad appurarlo, quelle stesse autorità che avrebbero dovuto impedire lo scempio dello sciacallaggio che fino ad ora avevamo visto in Tv in filmati provenienti da paesi in guerra o colpiti da tremende carestie.
Osservare queste scene in quella che fino a qualche anno fa era definita la Città del Commercio e sulle cui banche erano depositati centinaia di miliardi delle vecchie lire, fa un poco impressione. Sicuramente la responsabilità di questi atti scellerati ricade su queste persone, ma la pubblica amministrazione ha molte risposte da dare sul perché succedano queste cose, non può assolutamente girarsi dall’altra parte e fare spallucce.

