Il colosso privato mondiale della consegna di lettere e merci ha dichiarato gli esuberi in Italia. Due a Casoria. Dove ieri c’è stato un tentativo, fallito, di picchetto. Da chiudere la sede di Avellino: qui 9 licenziamenti: tutti gli addetti.
854 esuberi in Italia. Per quanto riguarda la Campania la sede di Avellino, che serve tutta la vasta e aspra area irpina (e dove, ovviamente, tutti i nove addetti ieri hanno scioperato) dovrà chiudere. Mentre la centrale quanto strategica Tnt di Casoria, che serve tutta Napoli e provincia, dovrà essere ridimensionata, con due impiegati da “tagliare”. Ieri, qui, davanti alla sede di via Circumavallazione, hanno scioperato le rsa, cioè i delegati aziendali, di Cgil e Cisl, due in tutto, nell’ambito di un’iniziativa immaginata per fare da supporto alla vertenza nazionale.
Ma il tentativo di far aderire allo sciopero tutti i trenta dipendenti di Casoria è fallito miseramente. Gaetano Mosca, segretario regionale della Filt-Cgil, è accorso sul posto sin dalle cinque del mattino. Lui, insieme a un collega della Cisl e agli altri due delegati aziendali, ha tentato di piazzare un picchetto davanti al varco principale. Non c’è stato niente da fare. L’azione è fallita anche perché un dirigente dell’azienda ha inveito contro i manifestanti. “Ma bisogna dire che i lavoratori non sono intervenuti, non hanno aderito: ecco perché lo sciopero è fallito”, racconta Mosca. A Teverola, dove c’è la sede che si occupa delle consegne postali in tutto il resto della Campania, lo sciopero contro lo smantellamento è invece riuscito.
Nella sede casertana hanno aderito all’astensione tutti i cento lavoratori. “Gli addetti che si sono astenuti – conclude Mosca – hanno capito quello che il sindacato pensa è cioè che questi 850 esuberi in Italia sono soltanto l’inizio: la Tnt sta facendo tutto questo per dare il lavoro all’estero, ai paesi a più basso costo”.
(Fonte foto: Rete Internet)

