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La strana storia del concorso per Dirigenti Scolastici

In attesa delle sentenze della magistratura, la scuola Campana rischia di rimanere senza Dirigenti e senza una bussola che la orienti nel cammino.

C’era un tempo in cui Dirigenti Scolastici erano il punto di riferimento ultimo di tutte le istanze e le problematiche all’interno di un Istituto. Si arrivava a ricoprire quel ruolo con un percorso chiaro che, spesso, era il passo finale di una carriera lunga e ricca di esperienze. Ai mie tempi esisteva il Signor Preside.

Era una figura mitologica che viveva in uno ieron temenos, un recinto sacro, dal quale ti dovevi tener fuori per evitare guai seri. Il mio preside era un personaggio da epos che ti incuteva timore e rispetto. Ricordo ancora le fibrillazioni che mi attanagliavano allorquando dovevo varcare la soglia della presidenza. Una stanza in penombra nella quale c’era l’odore della polvere che trasudava dai libri ammassati in scaffali lignei e tarlati. Nell’attesa che ti si rivolgesse la parola, gli occhi scorrevano i titoli di opere greche e latine, genialmente mischiate da una mano diabolica e sopraffina, che combattevano con edizioni datate della Divina Commedia. Dietro la scrivania,ornata con protomi leonine, si ergeva la figura del Preside. Ne avevi soggezione perché ne sentivi parlare con rispetto dai tuoi stessi professori.

Lo ammiravi perché lo ritenevi all’apice di una piramide scolastica che allora ti sembrava l’unica cosa seria che conoscevi. Ne avevi paura perché se eri li in quella stanza a respirare pulviscoli di polvere acculturata c’era un motivo serio che forse non conoscevi nemmeno. Poi, la storia è cambiata. Al vecchio preside uscito dalla penna di De Amicis, la scuola moderna ha sostituito il Dirigente scolastico. Niente più di mitologico, ma un manager capace di racchiudere in sé esperienze di didattica, capacità organizzative, conoscenze informatiche e gestione delle risorse economiche. Poco spazio al romanticismo ma tanta, tanta sostanza! Come è naturale, una vecchia schiera di dirigenti è andata o sta andando in pensione e deve essere sostituita. Niente di più naturale che bandire un concorso pubblico.

Ma in questo Paese le cose non sono mai semplici. Per meglio dire, anche le cose semplici diventano stramaledettamente complicate. Nel Luglio di due anni fa, il Miur bandisce un concorso per il reclutamento di 2386 dirigenti scolastici, di cui 224 in Campania. Il concorso si sarebbe dovuto svolgere in tutte le sue fasi a livello regionale: cioè i diversi Uffici scolastici regionali dovevano curare l’organizzazione del concorso, nominare le commissione esaminatrici, vigilare sul regolare e corretto espletamento della procedura concorsuale, approvare le graduatorie di merito al termine delle varie fasi, emanare i provvedimenti di esclusione dal concorso e curare l’organizzazione e lo svolgimento dell’attività di formazione e tirocinio in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica.

Ma sin dalla pubblicazione del bando sono cominciati migliaia e migliaia di ricorsi. Tra quelli sacrosanti e quelli da lestofanti, si è arrivati ad oggi, vigilia della sentenza del Tar circa l’intera impalcatura del concorso e il suo eventuale prosieguo. Nella nostra regione le motivazioni dei ricorrenti sono sostanziose. Esso verte su sull’incompatibilità di alcuni componenti della commissione giudicatrice; i ricorrenti, infatti, hanno evidenziato, per fare un esempio ,che un componente della Commissione risultava dirigente scolastico referente ufficiale di un sindacato, per l’istruzione tecnico professionale; un altro esponente della commissione aveva fatto parte del comitato scientifico ed era stato docente di un corso di preparazione al concorso, organizzato da un ente nazionale; un altro componente della commissione aveva effettuato un master di preparazione al concorso”.

Inoltre, “i ricorrenti hanno dimostrato, altresì, che alcuni componenti della commissione erano legati ad alcuni candidati da un rapporto di stretta collaborazione in quanto risultavano essere vicari o collaboratori di un dirigente scolastico facente parte della stessa commissione”. Cosa ne sarà del concorso lo scopriremo a breve. Probabilmente verrà bloccato e ridisegnato in futuro. Ci preoccupa un intervento politico che possa somigliare ad un colpo di spugna. Il sottosegretario Marco Rossi Doria nel merito si è espresso: “Le censure mosse dal TAR sulla presunta incompatibilità di alcuni componenti della Commissione esaminatrice non sono condivisibili. Nessuna delle incompatibilità sollevate rientra infatti tra le ipotesi di astensione normativamente previste, né i rilievi mossi sulle modalità di svolgimento del concorso sono tali da mettere in discussione la correttezza e imparzialità della procedura. Si auspica dunque un esito positivo del giudizio in corso”.

Aggiungendo, inoltre: “che sono comunque all’esame dell’amministrazione tutte le più opportune misure da adottare a tutela dei candidati e dell’amministrazione scolastica nel caso l’esito del predetto giudizio fosse diverso” dalla decisione di merito.” Anche questo concorso è diventato, quindi, un inestricabile labirinto. L’italiaca genia di guazzabugli sconci e sconclusionati si è riversata, logicamente, anche sul concorso a dirigente. Staremo ad attendere gli sviluppi, consapevoli che la scuola campana ha bisogno urgentemente di Dirigenti preparati e motivati.
(Fonte foto: Rete Internet)

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