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Il nostro patrimonio, l’Agip Nocerino

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Riprendiamo la nostra ricerca di quelle attività commerciali e artigianali che hanno dato lustro alla comunità di San Sebastiano al Vesuvio. Siamo passati stavolta presso la stazione di rifornimento Agip/ENI della famiglia Nocerino.

Parlare di carburante, in un contesto dove in genere si parla di tradizione e artigianato, potrebbe risultare difficile, se non fuori luogo, visto l’argomento non propriamente tipico, ma quando un’azienda familiare rimane sul mercato per sessant’anni e con lo stesso fornitore, allora riteniamo opportuno parlarne, se non altro per dare un esempio di dedizione al lavoro e alla qualità di un prodotto che va ben oltre le crisi e le recessioni.

Abbiamo dunque incontrato Giovanni Nocerino, che col fratello Agostino porta avanti l’azienda avviata dal padre, il compianto Raffaele. A lui e al concittadino Giuseppe Calviati è dedicato un autoraduno d’auto d’epoca, che il prossimo 2 giugno celebrerà la sua quinta edizione. Un evento che va man mano acquistando notorietà, anche a livello nazionale, il che dimostra che anche un’azienda può fare cultura.

Come nasce l’azienda? E in quale contesto?
“La nostra azienda nacque nel ’54; a quei tempi, a San Sebastiano, c’era una ditta di pullman, la linea Napoli-San Sebastiano, era di un certo commendator Falcone, un privato che parcheggiava i pullman presso una proprietà di mia madre, dalle parti di via Garibaldi. Nacque quindi la necessità di creare un punto di rifornimento per quegli automezzi, che pur essendo di una ditta di Ottaviano facevano capolinea a San Sebastiano per convenienza e quindi fu necessario che gli si fornisse il carburante. Fu così che mio padre aprì il primo distributore del paese proprio vicino alla farmacia, per poi spostarsi, due anni dopo, sul marciapiedi di fronte”.

Quale era la marca?
“Era sempre l’Agip anche se si chiamava Supercortemaggiore, infatti, a quei tempi, l’Agip scoprì, proprio a Cortemaggiore, in Emilia, un giacimento di petrolio, e quella era la prima benzina italiana. C’era comunque un solo erogatore che riforniva di benzina e miscela, all’epoca giravano solo vespe, moto e qualche macchina. Sul marciapiede opposto rimanemmo fino al 1988, quando ci trasferimmo sotto casa, in via Matteotti, per un ordinanza comunale, a causa del fatto che la stazione si trovava in curva e poteva essere pericoloso, essendo, nel frattempo, cambiata la mobilità e il traffico”.

Allora sono 60 anni di attività ininterrotta?
“Saranno giusto sessant’anni il prossimo agosto”.

Un bel record!
“Credo che attualmente, in Italia, siamo gli unici, anche valutando il fatto che abbiamo sempre mantenuto lo stesso marchio”.

A parte questo, qual è stato il segreto di questo rapporto ininterrotto; di crisi ce ne sono state tante, non ultima quella ancora in atto.
“Quest’ultima crisi è stata forse la peggiore, in passato, negli anni settanta, c’è stata l’austerità, il blocco della circolazione ma all’epoca eravamo contingentati, avevamo la concessione prefettizia e non c’era la grande concorrenza di oggi. Oggi la concorrenza è libera ma purtroppo anche selvaggia”.

Come si spiegano allora questi sessant’anni?
“Si spiegano con un rapporto che è migliorato nel tempo, tra noi e l’Agip, oggi ENI, è andato costantemente migliorando nei risultati, nel seguire le strategie aziendali, ne seguivamo le direttive oltre che fornire numeri tali da conquistarne la fiducia”.

E con i clienti?
“Con i clienti è un discorso consolidato perchè essendo stati i primi in tutta la zona vesuviana, molti vengono da noi anche per tradizione familiare. Offrendo un buon servizio, difficilmente i clienti ci abbandonano”.

E invece com’è il rapporto con i dipendenti, quanti ne avete?
“Consideri che adesso abbiamo due punti vendita, sono due anni che gestiamo un’altra pompa Agip in via Diaz a Portici. E fra i due impianti abbiamo tre dipendenti. Giovanni a San Sebastiano, Pasquale, che si divide tra Portici e San Sebastiano e Gennaro che sta a Portici”.

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