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“IO, IN FUGA DALL’ITALIA, DA LAVAPIATTI AD ASSISTENTE DI KUBRICK”

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Da Cassino, dove partì poverissimo, fino al set di “Eyes Wide Shut”. Trent”anni vissuti fianco a fianco con il grande regista. Tutto iniziò con una strada ghiacciata, e una grossa scultura da trasportate sul set di “Arancia meccanica”.

Ancora ventenne e poverissimo, partì da Cassino alla volta di Londra, nel lontano 1960, per evitare il servizio militare. Una storia come poche, quella di Emilio D’Alessandro, ospite venerdì scorso al Mav di Ercolano, nell’ambito della mostra Carta Kubrick, a cura di Emanuele Donadio. Dieci anni dopo il suo arrivo nella capitale inglese, D’Alessandro, che aveva sbarcato il lunario come lavapiatti, meccanico e autista, finì col trovarsi sul set di “Arancia Meccanica”. Complici le strade ghiacciate, e l’inesperienza degli autisti inglesi, fu lui a occuparsi del trasporto dei grossi oggetti necessari per le riprese. Tra questi, la grande scultura fallica che appare nella casa della “signora dei gatti”.

Un rapporto straordinario, nato per puro caso, quello tra l’autista ciociaro e il grande cineasta, una storia che ha portato D’Alessandro, assistente tuttofare, ma soprattutto amico fidato, sul set dell’ultimo film di Kubrick, “Eyes Wide Shut”, in cui è un edicolante che vende un giornale a Tom Cruise. Ad ascoltare i suoi racconti si capisce subito che tra Stanley Kubrick ed Emilio D’Alessandro c’è stato un legame profondo, fatto di fiducia e affetto. Il racconto si arricchisce dei ricordi di un uomo dalla storia eccezionale, che si è trovato per caso a contatto con una delle personalità più importanti della storia del cinema, senza sapere come. «Un giorno», racconta in una lingua ormai mista di inglese, italiano quasi dimenticato e dialetto ciociaro, «la segretaria mi chiese “ma tu sai per chi lavori?”, e io risposi “so soltanto che ogni settimana mi arriva l’assegno!”».

Ad ascoltare i suoi racconti, frammisti a risa e momenti di vera commozione, ci si chiede come dovesse essere un’ amicizia tra un uomo, Kubrick, grande regista, dalla personalità schiva così come si definisce anche dai racconti di questo suo assistente e confidente, e l’emigrante ciociaro, che si presenta come persona semplice e piena di allegria, dalla capacità di attrarre un’immediata simpatia. Il racconto del signor Emilio, che ha accompagnato per anni Kubrick, guidando auto importanti, si sofferma sul rapporto di Mr. Kubrick con la velocità. Quando Emilio si vide consegnare una Porsche 280, una vera e propria «superauto», come sottolinea con entusiasmo ancora vivo, gli venne da dire «è bella, ma che ci facciamo?», dato che il suo illustre passeggero aveva paura della velocità, e perciò, come racconta D’Alessandro, «il tragitto quotidiano da casa allo studio, di cinque chilometri, durava sempre molto».

Emilio racconta anche del rifiuto di Kubrick di volare. «Stanley aveva il brevetto di volo», racconta, «quindi conosceva tutti i rischi. Da uomo prudente diceva sempre che di un aereo tu puoi vedere se fuori è verniciato bene. Ma come fai a sapere se i bulloni del telaio sono ben avvitati?».
Emilio era diventato ormai il confidente di Stanley Kubrick. Curando i trasporti di attori, staff, registi. E così racconta di come, certe volte, gli venisse affidato il compito di indagare sulle opinioni dei suoi passeggeri sul regista. Ma non solo: la stima e la fiducia era tale per cui suo era il compito di controllare che tutto fosse fatto secondo le indicazioni di Kubrick.

La voce si commuove nel ricordo di un caro amico. «Stanley per me è stato un amico che non mi ha mai lasciato», dice. Dalla sala nasce una domanda sulla personalità di Stanley, su come fosse in sala di montaggio. «Stanley accettava i consigli di tutti», racconta d’Alessandro. «Lui non avrebbe mai voluto offendere o danneggiare nessuno. Se c’era qualcosa che disturbava, lui lo voleva sapere. Lui voleva soddisfare tutti e non offendere mai le persone. Era davvero una persona di cuore».

Prossimi incontri nell’ambito di “Carta Kubrick”:

Venerdì 1 aprile ore 20.30: incontro col produttore Angelo Curti. Proiezione di “Orizzonti di Gloria”.
Venerdì 8 aprile ore 20.30: incontro col regista Antonio Capuano. Proiezione di “2001: ODISSEA NELLO SPAZIO”.
Venerdì 15 aprile ore 20.30: “Shining il cineconcerto”, risonorizzazione dal vivo di “SHINING” da parte del gruppo musicale RanestRane.
Venerdì 29 aprile ore 20.30: incontro coi registi Beppe Gaudino e Isabella Sandri. Proiezione di “Barry Lyndon”.

www.museomav.it – Infoline 081 198 06 511

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