Le holding del sommerso levano un triplice attacco al fisco, all”economia legale ma soprattutto verso la salute pubblica.
Da una parte c’è il sommerso dei precari, dei disoccupati, di quelli che non fanno già da tempo la “vita monotona”. E c’è il sud del mercato parallelo illegale delle griffe contraffatte che si avvalgono dei maggiori porti del paese.
Messi insieme queste sono le voci che erodono miliardi di euro e minano lo sviluppo del territorio nazionale. Dove un giovane su due è disoccupato e un laureato su dieci deve migrare per trovare lavoro.
Uno studio del Censis del 2011 quantifica il peso della contraffazione nel nostro paese in termini di mancato gettito di oltre cinque miliardi di euro.
L’industria del falso ha fatto un salto in avanti negli ultimi anni di dimensioni esponenziali.
Come enuncia il generale Giuseppe Grassi Comandante Provinciale di Napoli della Guardia di Finanza: “ nel 2011 sono stati sequestrati 105 milioni di articoli contraffatti rispetto ai 34 milioni del 2003” un aumento a dir poco spaventoso se valutiamo poi la moneta sottratta al circuito legale che ad esso non ritorna.
Gli elementi che danno corpo al sistema sono:
– Piccoli eserciti fiduciari di provenienza cinese;
– Copertura dei clan storicamente radicati nel business del falso;
– Controllo delle darsene, con una buona base di complicità delle dogane.
L’intera filiera del falso origina in una sperduta regione cinese dello “Fejan” dove la giustizia italiana è arrivata in cerca di collaborazione ed ha trovato le porte sbarrate.
Nell’inchiesta “Katana” i cinesi napoletani si parlano tramite telefono anche più di 300 volte al giorno per l’arrivo dei carichi e dei prezzi da stabilire.
A capo di tale piramide troviamo i faccendieri e gli imprenditori collegati a personaggi di spicco della camorra. Queste holding del sommerso levano un triplice attacco al fisco, all’economia legale ma soprattutto verso la salute pubblica: con l’utilizzo di sostanze altamente nocive per il corpo umano come il collante utilizzato per elaborare i falsi delle Hogan, Nike e Gucci che è costituito da un’ alta percentuale di cromo esavalente, sostanza altamente cancerogena.
Anche i Giocattoli e i farmaci rientrano nel settore triadico-camorristico del business della contraffazione, come risulta da alcuni sequestri avvenuti fin oggi. Il fenomeno della contraffazione ha assunto dimensioni internazionali, estendendosi oggi praticamente ad ogni settore produttivo.
La contraffazione danneggia non solo le imprese, che subiscono riduzioni di fatturato e possibili pregiudizi di immagine, ma anche i consumatori, quando ritengono di acquistare come originali prodotti che non lo sono e per gli eventuali rischi alla salute connessi, ed i lavoratori, che vedono ridursi le offerte "regolari" di lavoro.

