I turisti amano Napoli. Almeno è quello che si evince dai commenti sul più importante portale di viaggi. All’entusiasmo dei visitatori risponde la freddezza dei numeri.
Lo stato di salute dell’economia regionale non è incoraggiante e non si vedono segnali di ripresa. Nessun settore è sfuggito alla crisi, i dati raccontano di un quindicennio di degrado economico e sociale. Se le cifre ufficiali sono impietose, qualche consolazione arriva ancora dal web e ci ricorda che il marchio Napoli in un modo o nell’altro tira ancora.
TripAdvisor è la Bibbia del viaggiatore, il sito amico che svela opinioni e dritte su ristoranti, alberghi, attrazioni, ordinando tutto in classifiche basate sulle recensioni dei consumatori. La sua esplosione non è recente, ma in Italia si è fatta sentire con leggero ritardo.
Oggi quasi tutti i ristoranti e gli hotel appendono orgogliosi all’entrata i riconoscimenti sull’ormai famoso cartellino verde e i turisti, nel vederli, si sentono più sicuri. Non vengono azzerati i rischi, anche perché sullo stesso posto non è raro leggere opinioni agli antipodi; ma quando un locale raggiunge una buona massa critica di recensioni le possibilità di sbagliare il colpo sono poche.
Ogni anno TripAdvisor lancia i Travellers’ Choice, destinati a premiare le mete più apprezzate sulla base dei commenti dei turisti. Nonostante la crisi decennale del turismo napoletano, la classifica del 2013 mette Napoli al 5° posto tra le mete italiane più “gradite”, dietro Roma, Venezia, Firenze e Milano. Un risultato ancora più prestigioso era stato raggiunto già nel 2012, quando il capoluogo campano si era piazzato quinto nella classifica europea delle destinazioni in crescita.
Il pubblico di TripAdvisor ama Napoli, sembrerebbe. È curioso inoltre scorrere la classifica dei 10 luoghi dell’area napoletana più apprezzati dai turisti di tutto il mondo, che regala diverse sorprese. Al primo posto si posiziona il Parco Archeologico di Posillipo, meravigliosa attrazione lontana dai giri classici del centro storico e poco conosciuta dagli stessi napoletani. A seguire troviamo la Cappella Sansevero (con il suo Cristo velato), il Teatro San Carlo, gli scavi di Ercolano, le catacombe di San Gennaro, San Gregorio Armeno, la Chiesa del Gesù, il Cimitero delle Fontanelle, le manifestazioni dell’Associazione culturale NarteA e il complesso di Santa Chiara.
Il premio virtuale di TripAdvisor non si basa su dati statistici ufficiali; inoltre è limitato al pubblico che commenta sul portale, per quanto numeroso. È tuttavia interessante notare come, di fronte ai numeri che testimoniano il calo nel lungo periodo del turismo nell’area napoletana, i commenti e le impressioni dei viaggiatori siano in larga parte positive, tali da far piazzare Napoli tra le prime mete in Italia e in Europa.
Il carro trainato dalla buona notizia si è fatto subito affollato. Il sindaco De Magistris non ha perso l’occasione per rivendicare il buon lavoro dell’amministrazione nel settore, spiegando in parte i risultati positivi con quella politica dei grandi eventi per la quale solo qualche settimana fa era stato messo sotto assedio.
Una piccola vendetta, anche se il rapporto tra le varie manifestazioni e i commenti positivi è tutto da dimostrare e, soprattutto, andrebbe lasciato ad analisi più “scientifiche” di una classifica basata sulle opinioni.
Anche perché, appena si gira l’angolo, tornano le brutte notizie. Il Rapporto 2013 sul turismo italiano di Mercury – questo sì basato su numeri e dati certi – dipinge un quadro nerissimo per la Campania e per tutto il Mezzogiorno. Nel 2012 le regioni del Sud hanno richiamato solo il 17% del turismo interno e appena il 13% dei flussi internazionali verso l’Italia. Il Mezzogiorno assorbe 1/8 del totale della spesa dei turisti stranieri in Italia e arranca anche nella fetta del turismo balneare, potenziale punto di forza. La Campania guida la classifica meridionale degli ingressi e della spesa, ma in rapporto alle altre mete italiane (per non dire europee) raccoglie le briciole.
Tra le lodi dei visitatori via web e il brusco risveglio dei numeri non c’è contraddizione, poiché si tratta di metodologie e ambiti diversi. La lettura integrata delle due notizie ci dà un quadro chiaro: chi viene a Napoli ne subisce il fascino, loda il cibo e le attrazioni; la nota dolente resta la difficoltà di intercettare una domanda più ampia.
Il riconoscimento dei Travellers’ Choice conferma ancora una volta le enormi potenzialità dell’area napoletana. Le risorse ci sono e lasciano entusiasti i (pochi) turisti che arrivano, ma abbandonate a se stesse senza programmazione, pubblicità e interventi infrastrutturali non riusciranno mai ad essere uno strumento di crescita.

