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I sax e le chitarre del neapolitan sound per due ore di fila tra gli operai Fiat

Ieri pomeriggio la lunga perfomance dal vivo dei grandi musicisti napoletani, davanti all’ingresso della fabbrica. Senese, Gragnaniello, Sepe e Tony Cercola hanno incantato i lavoratori: “Dedicato a voi, a tutti: no allo sfruttamento, fermate Marchionne”.

I grandi musicisti napoletani suonano davanti ai cancelli della Fiat, contro la crisi, lo sfruttamento, la cassa integrazione. I sax di James Senese e di Daniele Sepe, la voce e la chitarra di Enzo Gragnaniello, le percussioni di Tony Cercola: è tutto vero, sono proprio loro nel piazzale del varco numero due.

All’una del pomeriggio di ieri, nel momento del cambio tra il primo e il secondo turno di lavoro, centinaia di operai attratti da quei suoni che vengono dal cuore si accalcano attorno alla chioma inconfondibile di Senese, protagonista di un duetto spettacolare col suo amico Daniele Sepe. Due modi diversi di concepire il sax, ma entrambi sublimi e molto efficaci, per un solo obiettivo: sollecitare la mobilitazione per combattere lo smantellamento, la disgregazione sociale. Poco prima dell’inizio del concerto James Senese è molto duro: “Si tratta di fare la rivoluzione, queste cose servono solo se c’è la massa pronta a ribellarsi, a spazzare via tutto il marcio che c’è”.

Gragnaniello, giunto qui cinque anni fa per l’ensemble con Dario Fo in onore del sindacalista Fiom Santorelli, licenziato nella vicina fabbrica Avio, è invece quasi ironico: “Marchionne è come un disoccupato finito nella disperazione: se sbaglia è perché spiritualmente non riesce a vedere nulla e quindi questo concerto è anche per lui, perché non può mettersi i paraocchi, non può decidere tutto quello che vuole”. Il concerto quindi è davvero di quelli strepitosi. Mezzi di supporto acustico zero ma passione a mille. Domina la mescola di sonorità jazz, blues, napoletane, folk. E’ un’improvvisazione estrema. Centinaia di operai rompono gli indugi e fugano la paura di farsi identificare dai loro capi ritrovando il sorriso davanti a quella performance “operaia”.

Accanto a Sepe, Senese, Gragnaniello e Cercola ci sono anche il Gruppo Operaio e i Zezi Matteo D’Onofrio, Sebastiano Ciccarelli, Vincenzo Ciccarelli ed Enzo La Gatta, delle Nacchere Rosse. Ci sono anche il fondatore di Potere Operaio, Oreste Scalzone, e l’operaio licenziato Mimmo Mignano, della Confederazione Cobas, il sindacato che si è fatto in quattro per avere il neapolitan sound quasi tutto presente, qui, tra gli operai Fiat. Dopo un’ora e mezza di concerto Daniele Sepe, mente organizzativa dell’evento, commenta col suo sorriso beffardo: “Era quello che volevamo: far fermare i lavoratori, fargli sentire di persona James ed Enzo, che sono l’anima di Napoli, fargli capire che tutte le fabbriche sono a rischio, che siamo tutti in pericolo”.

La mobilitazione di Pomigliano finisce nel pomeriggio con l’arrivo nella Cgil di Pino Picozzi, delegato Fiom a Mirafiori, licenziato dalla Fiat per aver espresso delle opinioni politiche personali in una mail “intercettata” dall’azienda.

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