Dopo il successo della “Mostra impossibile”, fino al 10 ottobre prossimo, al convento di San Domenico Maggiore, continua l’approfondimento sui tre maestri affidato a giovani esperti del settore artistico.
Difficile – ma non “impossibile” – immaginare una mostra in cui il genio di Leonardo, i capolavori del divo Raffaello e i quadri in penombra dell’outsider Caravaggio possano ritrovarsi nella stessa sala. I grandi musei del mondo tendono a tenersi strette le opere che calamitano il grosso dei loro visitatori, evitando di sottoporle ad eccessivi stress dovuti allo spostamento, e capita sempre più di rado che i capolavori dei maestri vengono dati in prestito per mostre temporanee.
Nasce soprattutto da questa constatazione l’idea delle “Mostre Impossibili”, voluta dall’ex dirigente rai Renato Parascandolo e iniziata oltre dieci anni fa. Dalla prima a Castel Sant’Elmo nel 2003 all’ultima, terminata nell’aprile scorso a San Domenico Maggiore, si sono succedute centinaia di migliaia di spettatori, ammaliati dalla possibilità di ammirare i grandi capolavori della storia dell’arte riprodotti in alta definizione e in scala 1:1, in un percorso rigorosamente cronologico.
Dato il successo >possibile – anzi reale – dell’ultima >mostra impossibile che ha richiamato circa 80mila visitatori, Renato Parascandalo ha avviato una ciclo di approfondimenti sul trio delle meraviglie: fino al 10 ottobre prossimo, 117 “Capolavori in dettaglio” di Leonardo, Raffaello e Caravaggio saranno riprodotti in hd su un grande schermo (10m x 5m) installato per l’occasione nel grande refettorio del Convento. L’illustrazione delle opere è delegata a venti giovani laureati e storici dell’arte di diverse città italiane che si alterneranno in un ciclo di incontri serali ad hoc.
Oltre alle riproduzioni multimediali in alta definizione, l’approfondimento sulle vite di Leonardo, Raffaello e Caravaggio viene affidato alla proiezione di pellicole, fiction e documentari realizzati dalla Rai (che ha supportato da sempre il progetto, insieme al Ministero per i beni e le attività culturali ) in oltre cinquant’anni: dall’istrionico Caravaggio interpretato da Gian Maria Volontè fino agli spettacoli di Dario Fo, pensati appositamente per le mostre impossibili.
Plusvalore dell’evento le cinque macchine ricostruite attraverso lo studio meticoloso dei disegni di Leonardo, la presenza di opere “autentiche” – il Cristo benedicente e lo sfarzoso abito in damasco che rivestiva il corpo di Isabella d’Aragona – e la preziosa collaborazione con il Museo di Capodimonte, dove è stato tracciato un percorso espositivo che propone quindici dipinti ispirati al genio di Vinci.
(>Fonte foto: Rete internet)

