Fino 21 settembre prossimo, al Complesso del Vittoriano di Roma, la mostra Luce – L’immaginario Italiano, che, attraverso filmati e fotografie d’epoca, porta al grande pubblico uno spaccato di storia italiana.
L’Unione Cinematografica Educativa festeggia i novant’anni dalla sua fondazione: meglio noto con l’acronimo di Luce, l’istituto ha portato al grande pubblico l’archivio che ha raccolto nell’ultimo secolo attraverso la mostra dal titolo Luce – L’immaginario Italiano, al Complesso del Vittoriano di Roma, fino al 21 settembre 2014.
Nato nel 1924, l’Istituto Luce muoveva i primi passi con chiari intenti di natura propagandistica: il regime fascista ne sostenne e promosse l’attività, il cui scopo era diffondere la cultura attraverso la cinematografia, mai celando facili entusiasmi per le opere propiziate dal regime. Mussolini, grazie al Luce, si servì di un mezzo potentissimo, il cinegiornale, che divenne il tassello principale della “macchina dell’entusiasmo” volta a condizionare le masse e celebrare l’operato del duce.
Quest’ultimo, in una lettera del 14 luglio 1925 indirizzata ai ministri dell’Interno, delle Colonie, dell’Economia nazionale e dell’Istruzione pubblica, li esortava a "riconoscere ufficialmente la L.U.C.E. e ad utilizzare la sua organizzazione tecnica ed i suoi film per fini di educazione, istruzione e propaganda".
Per questa inevitabile collusione con la dittatura mussoliniana, nell’immediato dopoguerra, il Luce subì una fugace damnatio memoriae: alla volontà di liquidarlo perché emblema della cultura fascista, subentrò, sul finire degli anni cinquanta, una nuova identità grazie alla quale l’Istituto riacquistò molteplici funzioni sul piano produttivo, della distribuzione, della conservazione e della valorizzazione di un immenso patrimonio di immagini cinematografiche e fotografiche; è questo suo alto valore storico e culturale che è valso all’Archivio Luce un posto d’onore nel “Registro Unesco della memoria del mondo” .
La mostra romana assume i contorni di un emozionante viaggio attraverso il tempo; è come riaprire un grandioso album di foto ricordo, dove rivive la storia del Paese: da quella retorica del Fascismo a quella travagliata del dopoguerra, passando per quella gioiosa del boom, la cronaca e la testimonianza di quasi un secolo d’Italia trovano la giusta collocazione. Emerge così un affresco chiaro della cultura e della società italiane e, soprattutto, dei suoi cambiamenti attraverso i decenni, in un cosmo di scatti e filmati, uno spaccato del “come eravamo” che incentiva a riflettere sul “come siamo diventati”.
(Fonte foto: Rete Internet)

