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Per l’azienda non ci sono scopi di business. Ma Terracciano ( Fim-Cisl ) sostiene che questa è l’occasione per chiedere l’esportazione della nuova Panda in Brasile. Intanto Meracogliano (Fismic) smentisce.

Arrivano i brasiliani nella Fiat di Pomigliano e si scatenano le considerazioni più fantasiose. Per lunedì prossimo, 15 ottobre, è infatti prevista la visita nella grande fabbrica automobilistica partenopea di una delegazione di tecnici provenienti dal Brasile, tecnici che secondo fonti sindacali sarebbero stati inviati dal governo carioca. La Fiat, però, non conferma il particolare del carattere istituzionale della visita. “ Si tratta di una visita di studio dell’impianto: non è un incontro d’affari ”, il chiarimento del Lingotto giunto direttamente da Torino. Ma Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim-Cisl, si spinge oltre e rilancia.

“Le rappresentanze sindacali aziendali dello stabilimento – fa sapere il dirigente Fim – mi hanno riferito che si tratta di esponenti del governo brasiliano per cui a questo punto – la speranza del sindacalista – auspico l’avvio di relazioni che possano portare alla commercializzazione della nuova Panda in Sudamerica e che quindi possano risolvere il problema del rientro dei cassintegrati napoletani ”. Secondo Terracciano, dunque, l’evento che si consumerà dopodomani in quel di Pomigliano potrebbe preludere a un invio massiccio della nuova utilitaria in quel di Rio a causa, soprattutto, delle enormi difficoltà incontrate finora dalla vettura nel più che depresso mercato nostrano.

Ma Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, smorza i facili entusiasmi. “Anch’io come il Lingotto – sostiene Mercogliano – credo che la visita dei brasiliani sia motivata da ragioni culturali, visto che Pomigliano è ormai la migliore fabbrica della Fiat. Penso anche – aggiunge Mercogliano – che l’azienda disponga ampiamente degli uomini e dei mezzi per produrre direttamente in loco i modelli da vendere oltreoceano. Quindi – conclude il responsabile campano della Fismic – il problema dei cassintegrati e dello sviluppo si può e si deve risolvere con una politica concertata tra azienda, sindacati firmatari e governo italiano ”.

La Fiat ha una fabbrica di 15mila dipendenti a Betim, nell’area metropolitana di Belo Horizonte, stato di Minas Gerais, Brasile centromeridionale. Il Lingotto intanto sta costruendo un’altra fabbrica automobilistica nella nazione carioca, a Goiana, stato di Pernambuco, nel nordeste. Proprio di recente il nostro ministro dello sviluppo economico, Corrado Passera, si è recato in visita in Brasile e qui ha auspicato che la Fiat “ riscuota in Italia e in Europa gli stessi successi ottenuti nella nazione sudamericana ”. Parole che hanno subito provocato la reazione dell’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. “ Al ministro Passera – le parole del manager – non sarà sfuggito che il governo brasiliano è particolarmente attento alle problematiche dell’industria dell’auto: lì le case automobilistiche che vanno a produrre possono accedere a finanziamenti e ad agevolazioni fiscali ”.

“In particolare – ha specificato Marchionne – per lo stabilimento nello stato di Pernambuco, in corso di costruzione, la Fiat riceverà finanziamenti sino all’85 per cento su un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro. A questi si aggiungeranno benefici di natura fiscale, quando sarà avviata la produzione di automobili, per un periodo minimo di 5 anni ”. In Italia l’ultima operazione del genere si è verificata con la costruzione, tra il 1991 e il 1993, dello stabilimento di Melfi. “ Ma Sappiamo bene – la precisazione di Marchionne – che considerando l’attuale quadro normativo europeo simili condizioni di finanziamento non siano ottenibili nell’ambito dell’Unione Europea”.