Sembra che stia per trovare una quadra il confronto sul rinnovo del contratto dell’auto. Ancora punti divergenti tra azienda e sindacati firmatari dell’accordo 2010.
Ripreso ieri pomeriggio a Torino, è stato aggiornato a stamattina il confronto tra azienda e sindacati (Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri) per il rinnovo del contratto collettivo di primo livello che interessa oltre 80mila dipendenti degli stabilimenti italiani di Fiat-Chrysler e Cnh Industrial. Sul tavolo c’è il nodo dell’aumento salariale che l’azienda si e’ detta disponibile a erogare se legato al Wcm, il World Class Manifacturing, il nuovo sistema organizzativo e produttivo introdotto per la prima volta in Italia nello stabilimento di Pomigliano. I sindacati però si oppongono.
Sostengono che l’aumento debba essere generalizzato a tutti gli stabilimenti, anche quelli in cui il Wcm non e’ stato ancora introdotto. Altro problema: secondo indiscrezioni la Fiat non solo vorrebbe legare l’aumento salariale al Wcm ma vorrebbe erogare l’aumento solo agli addetti che sono stati effettivamente impegnati nelle produzioni dirette. Il che escluderebbe tutti quei lavoratori che, per esempio proprio a Pomigliano, sono stati allontanati dalle produzioni manifatturiere principali, catena di montaggio in primis.
Lavoratori che nell’impianto partenopeo ammontano a circa 2mila, tutti in regime di contratto di solidarietà . Pure su questo tema c’è il netto no dei sindacati, che rivendicano aumenti generalizzati per tutti gli addetti e tutte le mansioni.





