Dopo l’euforia dei dati di ottobre rispunta il solito trend di vendite: sei giorni di stop nella fabbrica partenopea per un ponte lungo due settimane, tra Natale e la Befana. L’appello dei sindacati napoletani: indispensabile un’altra vettura.
Alla fine non c’è stata l’impennata produttiva tanto sperata. Anche quest’anno si profila infatti un lungo ponte natalizio per la strategica Fiat di Pomigliano. La fabbrica della Panda si fermerà dal 24 dicembre al 6 gennaio. L’ultimo giorno di lavoro del 2014 sarà martedì 23 dicembre mentre il primo giorno di attività del 2015 è stato fissato a mercoledì 7 gennaio.
La fermate della catena di montaggio sono state programmate nei giorni 24, 29, 30 e 31 dicembre e 2 e 5 gennaio. Stop che si agganceranno alle tradizionali festività natalizie e ai fine settimana attraverso l’utilizzo dei permessi retribuiti, i “par”. Nessun uso della cassa integrazione, quindi, per i circa 2200 addetti alle produzioni dell’utilitaria. Altri 400 operai di Pomigliano resteranno al lavoro nel reparto stampaggio, settore questo che produce anche per altri impianti del gruppo. Rimarrà in funzione pure il test-drive, il collaudo delle auto. Circa 2mila addetti in contratto di solidarietà resteranno invece a casa, nel solito andamento che li vede in fabbrica soltanto per una settimana al mese.
Dunque, produzioni Panda che sostanzialmente non stanno facendo registrare nè alti nè bassi. Eppure il 18 novembre scorso a Pomigliano le aspettative rasentavano l’euforia. L’azienda in quell’occasione aveva revocato i quattro giorni di cassa programmati per la fine di novembre. Dopo il rallentamento estivo la Panda era tornata a correre e la Fiat aveva deciso di annullare la cig già programmata nei giorni 20, 21, 24 e 28 novembre. Fermate che si sarebbero aggiunte a quelle, effettuate, del 10 novembre, del 30 ottobre e del periodo tra il 20 e il 27 ottobre.
“La Panda mantiene il suo trend – commenta Crescenzo Auriemma, della Uilm Campania – il problema è che non migliora. Ma non flette nemmeno. Lo ripeto – aggiunge Auriemma – i tempi sono maturi per fare un ragionamento puntato all’introduzione di un ulteriore modello che salvaguardi tutti i lavoratori: basti pensare a quello che sta succedendo a Cassino”. Nell’impianto laziale, dove si produce la Giulietta, la Fiat prevede di lanciare, a marzo, la berlina supersportiva Alfa Giulia. E sempre a Cassino è in cantiere l’introduzione di una terza vettura col marchio del biscione. Sono 7 i nuovi modelli Alfa annunciati dall’ad Sergio Marchionne nel piano presentato a Detroit.
“Noi a Pomigliano speriamo di intercettarne almeno uno. A ogni modo lo stop programmato per questo Natale è inferiore di alcuni giorni a quello effettuato nel ponte 2013-2014”, l’ottimismo di Raffaele Apetino, della Fim di Napoli. “Ma lo sviluppo di Pomigliano e della Campania – conclude Luigi Mercogliano, della Fismic – dovrà necessariamente passare attraverso il rapporto di reciproca fiducia tra il sindacato e la Fiat”. L’ultimo appello è di Franco Percuoco, della Fiom:
“Ancora una volta emerge la necessità di introdurre a Pomigliano una nuova vettura, stavolta di fascia più alta”. Intanto si profila un cambio della guardia a Pomigliano. Il capo del personale, dottor Carmine D’Agresti, il 10 gennaio sarà sostituito dal collega proveniente dalla Sevel di Val di Sangro, il dottor Francini.
(>Fonte foto: Rete Internet)




