In coincidenza dell’avvio della riorganizzazione la fabbrica della Panda si fermerà il primo, l’11, il 15 e il 18 marzo.
A marzo il piano di riorganizzazione della Fiat di Pomigliano sarà caratterizzato da quattro giornate di stop della grande fabbrica automobilistica produttrice della Panda. Cassa integrazione straordinaria, dunque, nelle giornate di venerdì 1, lunedì 11, venerdì 15 e lunedì 18.
Il primo fermo, quello previsto per la prossima settimana, sarà esclusivamente puntato sulla concretizzazione del piano di adeguamento, organizzativo e strutturale. Piano che determinerà il trasferimento di ramo d’azienda di 2142 addetti della Fip Fabbrica Italia Pomigliano alle dipendenze della Fga Fiat Grop Automobiles, sotto le cui insegne già si trovano altri 2373 lavoratori, 1390 dei quali non rivedono lo stabilimento da anni. Ma per questa manodopera esclusa da tempo la riorganizzazione potrebbe sancire il rientro graduale al lavoro, sia pure nell’ambito di brevissimi periodi di rotazione. Le altre tre fermate programmate a marzo, secondo quanto spiega il Lingotto, da Torino, sono invece determinate soprattutto dai soliti problemi di mercato.
L’ultimo periodo di blocco delle produzioni per crisi congiunturale si era consumato tra il 28 gennaio e il 3 febbraio: il sesto stop da agosto. Il piano di riorganizzazione della Fiat di Pomigliano, oltre a determinare lo svuotamento della newco e il passaggio di tutte le consegne ad Fga, concentrerà i lavoratori in tre aree “ben distinte”. Nell’area “A”, interamente dedicata alla produzione nuova Panda, saranno concentrati i 2142 addetti attualmente ancora alle dipendenze di Fip. Alla “B”, riservata allo stampaggio delle lamiere, resteranno assegnati gli attuali dipendenti, sono 402 (356 operai, 78 impiegati e 8 quadri). In questi due primi settori la rotazione non sarà possibile. Soltanto nell’area B potrebbero essere previste turnazioni tra i dipendenti in attività e quelli in cassa. Previa una formazione specifica, però.
Nell’area “C”, dedicata al collaudo delle auto prodotte e ai servizi generali saranno invece stipati 1971 dipendenti ( 1802 operai, 146 impiegati e 23 quadri ). E’ qui che ruoteranno i 1390 cassintegrati di Pomigliano che non rientrano in fabbrica da molto tempo. Esclusi dal piano di riorganizzazione i 316 dipendenti di Fga del polo logistico di Nola. A ogni modo nel piano di rilancio Fiat si legge una serie di interventi strutturali. Tra gli obiettivi c’è il miglioramento dei livelli di eccellenza raggiunti nel prodotto e nei processi produttivi. Il rilancio sarà puntato anche sui sistemi informatici, il cui ammodernamento determinerà la fermata del primo marzo.
“Saranno realizzati nuovi sistemi informativi – scrive la Fiat – con i computer più moderni, in particolare nelle unità lastratura, verniciatura e montaggio”. “La strada della ripresa è ancora lunga ma l’abbiamo imboccata”, commenta Luigi Mercolgiano, segretario regionale della Fismic. “Essenziali, però, politiche di crescita”, conclude Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli.




