Fiat, i Cobas davanti ai cancelli di Pomigliano

Si sono rivisti stamane al varco operai dello stabilimento automobilistico partenopeo gli extraparlamentari del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat.

Protestano contro l’avvio dei contratti solidarietà per 1949 dei 4500 addetti della grande fabbrica produttrice della Panda. Il volantinaggio dei militanti del Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat è stato puntato sull’accordo appena stipulato tra il Lingotto e i sindacati firmatari del contratto dell’auto, Fim, Uilm, Fismic e Ugl.

“L’amministratore delegato Sergio Marchionne ha guadagnato milioni di euro mentre tanti lavoratori italiani sono rimasti in cassa integrazione oppure, come a Pomigliano, beneficiano di un contratto di solidarietà che darò loro pochi spiccioli”, dice Marco Cusano, attivista Cobas e operaio, in cassa integrazione da oltre cinque anni, del reparto logistico Fiat di Nola. Un impianto mai decollato e che non rientra nel programma di solidarietà avviato con l’accordo della scorsa settimana. “I sindacati non dovevano fare un accordo al ribasso – aggiunge Cusano – soprattutto nella consapevolezza che in questi anni quelli che hanno fatto profitti milionari non sono stati di certo gli operai e tantomeno i piccoli imprenditori.

Chi ci ha guadagnato sono state le grandi società per azioni. E sappiamo di chi stiamo parlando, di quei colossi che oggi stanno andando all’estero lasciando tutti gli operai italiani in gravi difficoltà”.

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