A dichiararlo, dopo l’allarme lanciato dalle federazioni FISH e FAND, è stato lo stesso primo ministro italiano, Matteo Renzi.
La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), insieme alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), hanno appreso con grande sollievo la nota del premier Matteo Renzi, che senza lasciare ulteriori fraintendimenti, ha voluto dissipare ogni dubbio in merito ai tagli di bilancio che avrebbero colpito pensioni di invalidità e di accompagnamento.
Si sono rivelate fondamentali, quindi, le proteste messe in campo dalle due associazioni, che avevano prontamente denunciato la scellerata intenzione del Governo.
E come ci si augurava, la risposta dell’esecutivo Renzi non ha tardato ad arrivare. Infatti, qualche giorno fa, lo stesso Matteo Renzi ha reso pubblica la sua decisione: "Non toccheremo pensioni e indennità di accompagnamento per i disabili".
Una risposta secca e lapidaria che fuga ogni minimo dubbio in merito. Eppure, nonostante le parole del Presidente del Consiglio, è ancora lunga e accidentata la strada che porta ad una migliore condizione di vita per milioni di disabili. Si dovrebbe iniziare, ad esempio, da un concreto impegno per l’attivazione di politiche sociali a sostegno dell’handicap, della non autosufficienza e per l’inclusione sociale. Argomenti che oggi vedono la totale assenza da parte delle Istituzioni.
“La disabilità è il primo fattore di impoverimento per milioni di persone e famiglie, a causa della carenza di servizi e di supporti consolidati. E anche l’esclusione sociale pesa”. Dichiara la FISH, “pesa drammaticamente nelle condizioni di vita delle persone con disabilità. Le disparità territoriali sono poi enormi e irrisolte anche a causa dell’assenza di livelli essenziali di assistenza che dovrebbero garantire servizi e prestazioni omogenee sul territorio nazionale. Sulla disabilità gravano anni di riduzioni dei trasferimenti agli enti locali, di tagli di finanziamento, di disapplicazioni di norme, nazionali e internazionali, che si davano per consolidate”. Conclude la sua buia riflessione la federazione per il superamento dell’handicap.
(Fonte foto: Rete Internet)
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