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Fiat, ex precari senza soldi e senza posto: “Aiutateci”

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Ieri gli ex operai dello stabilimento di Pomigliano si sono recati alla Uilm a chiedere aiuto. Dopo il mancato rinnovo dei contratti sono finiti anche gli ammortizzatori sociali.

Fiat, 82 ex operai precari di Pomigliano sono rimasti senza soldi e senza posto. “Aiutateci”, la richiesta di aiuto della manodopera finita nei guai. Ieri mattina alcuni di loro, una quindicina in tutto, riuniti in delegazione, sono stati ricevuti nella sede della Uilm di Pomigliano dagli esponenti territoriali e regionali dei sindacati firmatari dell’accordo Panda. Si tratta degli ex operai della Fiat con contratto a termine o di apprendistato estromessi dallo stabilimento automobilistico a causa della crisi di mercato, quattro anni fa, una volta giunto a scadenza il rapporto di lavoro.

Intanto gli ex precari sono rimasti privi degli ammortizzatori sociali erogati dalla Regione, fino al 31 dicembre del 2013. Ieri negli uffici della Uilm hanno lanciato un appello da brivido: “Siamo allo stremo: fate qualcosa, siamo ancora giovani, possiamo dare ancora molto”. Grazie a un accordo di bacino stipulato tra le organizzazioni di categoria, Fim, Uilm, Fismic e Fiom, e la Fiat (un accordo ancora valido e che prevede la riassunzione di questa manodopera in caso di rilancio delle produzioni automobilistiche) la Regione ha potuto erogare un salario, sia pure modesto, inserito nel provvedimento complessivo della mobilità in deroga.

Provvedimento che però è scaduto ma che, si spera, possa essere rinnovato. Gli ex precari sono stati infatti inseriti nell’elenco dei lavoratori che potranno usufruire degli ammortizzatori in deroga 2014. C’è anche un finanziamento di 24 milioni trasferito alla Campania. Una cifra comunque esigua rispetto alla grave situazione occupazionale in cui versa la regione. Il dramma sociale, dunque, c’è tutto. Gli ex precari della Fiat di Pomigliano nel 2009 erano 88. 36 di loro avevano il contratto a termine, scaduto il 31 dicembre di quell’anno e non più rinnovato. Altri 52 erano in regime di apprendistato, scaduto il 31 marzo del 2010 e non più trasformatosi, come di solito avviene, in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Alla base del forte calo occupazionale il sopraggiungere di una crisi di mercato senza precedenti. Alcuni ex operai a termine, 6 unità, sono stati poi assunti dal comune di Pomigliano come ausiliari del traffico. Ma sono rimasti ancora 82 lavoratori in cerca di ricollocazione, che appare molto difficile. Il 25 giugno scorso il tribunale di Nola ha tentato di dare una mano. Il presidente Giovanni Fragola Rabuano ha fatto convocare per i colloqui di lavoro 20 ex precari. Obiettivo: un contratto a tempo di quattro mesi negli uffici giudiziari con incarichi di segreteria. Il 5 luglio gli ex precari hanno quindi partecipato a un convegno nella diocesi di Nola, organizzato dal vescovo Beniamino Depalma con politici, sindaci, imprenditori e sindacalisti.

L’intento della chiesa era di sollecitare i comuni al varo di un piano occupazionale in grado di riassorbire la manodopera estromessa tra il 2009 e il 2010. Ma questa iniziativa è stata funestata da una polemica innescata dalla Fiat con una lettera di accuse a Depalma, “simpatizzante dei violenti e fuorviato dalla stampa locale mistificatrice” durante i picchetti organizzati a giugno, davanti allo stabilimento di Pomigliano, da Fiom, Slai Cobas e Cobas. Da allora è calato il silenzio sulla vertenza degli ex precari. Comunque i rapporti tra il vescovo e il Lingotto si sono normalizzati.

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