La Panda sta facendo registrare il terzo tonfo dal rientro estivo. E a fine novembre un altro stop: quattro giorni di cassa integrazione per tutti. I sindacati: “Necessaria una seconda produzione accanto all’utilitaria”.
Fiat di Pomigliano: ieri l’azienda ha comunicato altri quattro giorni di blocco delle produzioni Panda, a fine novembre. Situazione preoccupante. Proprio mentre lo stabilimento è fermo da una settimana ( riaprirà martedì 28 ottobre dopo otto giorni di cassa) l’azienda ha infatti annunciato altri quattro stop nei giorni del 20, 21, 24 e 28 novembre. Giornate che si aggiungeranno a quelle programmate del 30 ottobre e del 10 novembre. Intanto il sindacato invoca nuove produzioni.
“Nel piano di Detroit ci sono otto nuovi modelli per la regione EMEA – l’appello di Raffaele Apetino, della Fim Cisl –auspichiamo che l’anno prossimo questo sviluppo passi anche attraverso Pomigliano e l’indotto”. Dello stesso avviso è Crescenzo Auriemma, della Uilm Campania. “Da una crisi così profonda della società – dice Auriemma – non ci si può aspettare una ripresa dei consumi e l’auto è il prodotto che paga il prezzo più alto. Il governo deve mettere in campo politiche per la crescita e la Fiat deve mettere in produzione modelli nuovi anche per Pomigliano”.
C’è però un moderato ottimismo. Lo conferma Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic, che parla di “ segnali positivi ormai imminenti per l’indotto Marelli e consolidati per il Wcl di Nola, dove c’è un piano di rilancio con rientro al lavoro entro dicembre ”. Ma permangono le tensioni tra i sindacati. Ora è la questione delle elezioni delle rsu a creare scintille. Martedi 28 dovrebbe tenersi un incontro tra i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Farina, Landini e Palombella. I sindacati firmatari del contratto dell’auto temono che la Fiom voglia sfilarsi dal voto.
“La Fiom rischia di perdere un’opportunità storica – afferma Giuseppe Terracciano, segretario della Fim campana – ieri anche l’attivo dei nostri delegati ha stabilito che sia un’ennesima contraddizione l’eventuale rifiuto della Fiom di partecipare alla tornata elettorale, visto che il testo unico sulla rappresentanza archivia definitivamente la stagione degli accordi separati e delle tensioni tra i sindacati”. La Fiom ha però già chiarito di “non essere contraria alle elezioni ma di volerle realmente democratiche: proporzionale secco, nessuna esigibilità degli accordi con relative sanzioni ed accordi votati con referendum dei lavoratori”.
(Fonte foto: Rete Internet)





