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Fiat, a Pomigliano è sempre più scontro, sindacale e politico

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Un gruppo di mogli dei cassintegrati indicono un’assemblea operaia. Ma stamane la Fiom ha dato il via alla sua adunata generale. Intanto i sindacati firmatari danno i numeri: “La petizione anti Fiom firmata da 1900 lavoratori della fabbrica”.

Un gruppo di mogli di alcuni cassintegrati di Pomigliano che organizza un’assemblea operaia contro la povertà e l’emarginazione politica, la Fiom che stamane ha tenuto la sua assemblea, i sindacati firmatari che aggiornano i dati sulla raccolta di firme puntata a non far entrare nello stabilimento i metalmeccanici della Cgil.

Non c’è che dire: nell’area della grande fabbrica automobilistica in crisi non si parla di futuro in termini industriali, com’è avvenuto ieri a Torino. Da queste parti tutto punta sulla lotta, sulle tensioni, sullo scontro sindacale e politico. Contrapposizioni a colpi di assemblee o di petizioni. Ma andiamo per gradi o, meglio, per comunicati. Lo Slai-Cobas degli “autorganizzati” Vittorio Granillo e Mara Malavenda, entrambi dipendenti Fiat in pensione, ieri hanno diramato un annuncio: il 24 novembre, alle 10, nella sala della biblioteca comunale di Pomigliano, assemblea operaia organizzata dalle mogli dei cassintegrati.

Nel messaggio dello Slai si legge: “Come mogli, come compagne, come mamme, e come donne operaie, scendiamo in campo accanto ai nostri uomini per un’unica lotta, quella per il lavoro a cominciare proprio dalle fabbriche Fiat, che devono essere nazionalizzate”. “Ci siamo ritrovate a confrontarci sui prezzi che salgono – aggiungono le mogli dei cassintegrati – per far quadrare i conti tra libri per la scuola, ticket per la sanità e l’esigenza di arrivare a fine mese”. Intanto non conosce attimi di tregua lo scontro tra i sostenitori del si alla Fiat e la Fiom. Secondo quanto riferito, sempre ieri, dalle rsa Fim-Uilm-Fismic della Fip di Pomigliano, sono aumentate le firme degli operai in attività apposte sulla petizione puntata a impedire il rientro nello stabilimento dei colleghi iscritti alla Fiom, rientro stabilito dalla recente sentenza della corte d’Appello di Roma.

Le sottoscrizioni adesso sfiorerebbero quota 1900. “Ora per la Fiom – commenta Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim Cisl campana – l’unica strada è firmare gli accordi”. “Basta con le contrapposizioni – aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – torniamo tutti a ragionare al tavolo della con concertazione”. I sindacati del sì alla Fiat le stanno provando proprio tutte per costringere la Fiom (che stamane sferrerà la sua controffensiva con un’assemblea generale organizzata a Pomigliano) a ratificare il nuovo contratto dell’auto. Però Maurizio Mascoli, della segreteria regionale della Federazione degli Impiegati e degli Operai Metallurgici, risponde così:

“I lavoratori della Fip fanno bene a preoccuparsi delle minacce della Fiat di ritorsioni se non firmano la petizione: un’iniziativa in aperta violazione della legge. Per cui la Fiom difenderà tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti, che ne saranno coinvolti. Noi proponiamo una strada solidale: il contratto di solidarietà per la fase di crisi e un piano industriale con nuovi investimenti, perché la nuova Panda, da sola, non basta. A ogni modo i sindacati del si dovranno rispondere dell’impegno a garantire l’occupazione a Pomigliano a 4300 dipendenti della Fiat e a 500 della ex Ergom. E stiano certi che la Fiom non firmerà mai l’accordo di Pomigliano: si può garantire il lavoro riconoscendo i diritti, la libertà e la democrazia ai lavoratori”.

Oggi, infine, il tribunale del lavoro di Nola discuterà il ricorso per il rientro in Fiat del leader Cobas Domenico Mignano, operaio licenziato dopo una manifestazione. Mignano ha anche presentato un esposto in procura allo scopo di controllare “un grave incidente avvenuto la settimana scorsa in fabbrica”.

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