Lo stop era stato programmato. Ora sta alla Regione garantire la regolarità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Intanto aumentano i roghi tossici.
La chiusura per manutenzione della terza linea del termovalorizzatore di Acerra era stata programmata per oggi già dal mese di gennaio. Dunque, l’attività di incenerimento dei rifiuti sfiorerà un calo del trenta per cento.
Nel frattempo dovranno essere gli stir, vale a dire gli impianti di trattamento primario degli scarti urbani, a dover fronteggiare al meglio questa situazione. I loro depositi dovranno essere in grado di gonfiarsi per sette settimane, vale a dire per tutto il periodo di tempo previsto per la manutenzione del termovalorizzatore. Fino alla metà di luglio l’impianto bruciarifiuti di Acerra non potrà infatti accogliere le quantità solitamente smaltite. Da qui la necessità di un piano alternativo capace di fronteggiare l’emergenza.
Intanto tutti tremano. Lo stop del termovalorizzatore capita in un fase delicata: il caldo aumenta e si sono rifatti vivi in roghi tossici di rifiuti , nonostante il decreto sulla Terra dei Fuochi.
(Fonte foto: Rete Internet)






