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Dramma ipermercati: cassa integrazione all’Ipercoop e timori all’Auchan

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Tra gli impianti di Afragola e Nola si gioca il destino della grande distribuzione nell’area metropolitana di Napoli.

Ipermercati che rimpiccioliscono fino a diventare poco più che dei supermercati. Salari che diminuiscono. E la cassa integrazione che la fa da padrona. Accade all’Ipercoop di Afragola, ormai quasi trasformato in un più modesto superstore. Qui i lavori di ridimensionamento strutturale sono partiti il 5 febbraio. Ieri, poi, la cassa integrazione: a zero ore per una parte della manodopera e a rotazione per la restante. Tagli e timori.

Paure espresse anche dai lavoratori della più grande catena di ipermercati in Campania, gli iper di Auchan. In un documento di due pagine il coordinamento delle rsa del gruppo campano ha denunciato gli errori commessi nell’ambito dell’insediamento e della gestione della grande distribuzione a Napoli e in tutta la regione. “Troppi centri commerciali – scrivono le rsa Auchan – troppe speculazioni immobiliari, gallerie di negozi che non offrono prodotti in grado di attrarre la clientela e una concorrenza sleale di supermercati in franchising che spesso non rispettano le più elementari norme contrattuali e sanitarie e che nè l’ispettorato del lavoro, nè le asl nè le forze dell’ordine controllano”.

La presa di posizione delle rappresentanze sindacali aziendali giunge poco prima del confronto tra azienda e organizzazioni di categoria sul destino del più grande ipermercato regionale, l’Auchan ubicato nel centro commerciale Vulcano Buono, a Nola. Qui, domani, inizierà il confronto tra le organizzazioni di categoria e la multinazionale francese, che vuole il ridimensionamento della struttura ed azioni puntate alla riduzione dei salari e al contestuale aumento della produttività in cambio del salvataggio di una serie di posti di lavoro, ancora da quantificare. Posti di lavoro che all’Ipercoop di Afragola appaiono ormai pericolosamente in bilico. Qui dei 226 addetti, fino a qualche settimana fa in organico, ne sono rimasti 205.

Una ventina ha optato per le dimissioni. Da ieri poi 70 dipendenti sono andati in cassa integrazione a zero ore. Una parte di questi addetti a zero ore rientrerà al lavoro tra un anno. Per un altro blocco invece il rientro è previsto nel 2016. Non si sa però con quali prospettive visto che i 130 addetti rimasti in attività saranno costretti a subire un regime di rotazione di quelli particolarmente duri, con pause di non lavoro lunghe anche fino a 45 giorni. Per rendere l’idea chi ieri è uscito dal ciclo produttivo tornerà soltanto il primo aprile tra quel che resta delle casse e degli scaffali dell’impianto. Impianto che è stato ridotto di più della metà, passando da 10mila a 4mila metri quadrati. Quello di Afragola è il secondo ipermercato della provincia di Napoli, dopo l’Auchan di Volla, a sparire per far posto a un “superstore”, cioè a un qualcosa che è poco più di un supermercato. Tredici giorni fa è stato aperto il cantiere edile finalizzato al drastico ridimensionamento dell’Ipercoop afragolese.

Un muro divisorio ha eliminato i reparti dedicati agli elettrodomestici e ai casalinghi, già svuotati in precedenza. Lavori che non stanno comportando la chiusura temporanea della struttura. Intanto Campania Distribuzione Moderna, la newco di salvataggio dell’Ipercoop di Afragola, ha incontrato i sindacati e firmato l’accordo per l’avvio della cassa integrazione per ristrutturazione. Addetti che per due anni percepiranno il salario relativo alle ore effettivamente lavorate più la differenza derivante dalla cassa straordinaria. Ma non si sa cosa possa accadere alla scadenza di questo periodo, cioè nel 2016, quando scadranno gli ammortizzatori sociali e scatterà l’erogazione dei salari tagliati, come da accordo sindacale. Si spera nella ricollocazione dei circa 120 lavoratori in esubero nei negozi che apriranno all’interno degli spazi sacrificati.
(Fonte foto: Rete internet)

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