Va avanti la protesta dei lavoratori addetti alle pulizie negli istituti scolastici. Ad Ottaviano il sindaco Capasso incontra i manifestanti, a Somma Vesuviana occupati il primo e il terzo circolo didattico.
Prosegue la protesta degli ex Lsu impiegati nel servizio di pulizia delle scuole. Da Somma Vesuviana ad Ottaviano, passando per Pomigliano d’Arco e altri Comuni del comprensorio nolano e vesuviano, la battaglia dei lavoratori va avanti ormai da tempo.
“Mancano pochi giorni alla scadenza dell’appalto delle pulizie e non si hanno notizie circa l’affidamento dei servizi che nella nostra regione vede impegnati circa cinquemila addetti. Un altro colpo mortale alle già precarie condizioni in cui ci troviamo da anni”, scrivono gli addetti sul piede di guerra. Ad Ottaviano, sono una ventina i lavoratori che stanno occupando il plesso scolastico di via Lucci, mentre a Somma Vesuviana il presidio riguarda il primo ed il terzo circolo didattico. A Pomigliano d’Arco, invece, sono interessate tutte le scuole. La data che preoccupa i lavoratori è sempre più vicina: 28 febbraio.
La protesta, infatti, è scattata proprio dopo le lettere di licenziamento già recapitate agli ex Lsu per la conclusione del rapporto di lavoro il prossimo 28 febbraio da parte della ditta appaltatrice. Non ancora firmato in tutta la Campania il nuovo contratto di lavoro con la ditta subentrante, vincitrice del bando. “Dopo tanti tentativi, il governo centrale da circa sette mesi non intende chiudere la vertenza rispetto alle richieste dei lavoratori. Ad oggi la situazione resta precaria”. Solidale il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso:
“Li ho incontrati ed ho apprezzato il fatto che mi abbiano chiesto di scusarsi con i cittadini per i disagi che stanno arrecando agli studenti, alle famiglie e ai docenti. Stanno combattendo una battaglia di dignità per avere un futuro lavorativo stabile e duraturo. Ho assicurato ai manifestanti il massimo impegno mio e dell’amministrazione comunale, pur non avendo responsabilità e competenze in merito, a sollecitare il Governo a risolvere quanto prima questa vicenda che riguarda il futuro lavorativo di 5000 addetti e il buon funzionamento delle nostre scuole”.





