Vengono da Pomigliano , Portici, Castellammare, Ercolano, Napoli. Da Calabria, Sicilia, Puglia. Sono oltre mille. Una delegazione, ieri, ha consegnato il loro elenco nella prefettura di Napoli.
Gli imprenditori e i commercianti attivisti delle associazioni antiracket lunedì hanno presentato una lista del consumo critico, a cui aderiscono quelli che, come dire, c’hanno messo la faccia dichiarando pubblicamente di non voler pagare il pizzo. Lo hanno scritto anche sugli adesivi che hanno affisso sulle vetrine dei loro negozi. Sono tutte persone coraggiose, il cui contrasto alla criminalità organizzata è stato certificato da informative e indagini antimafia. Il loro registro è stato portato in prefettura, alla presenza del commissario straordinario di governo per le iniziativa antiracket e antiusura, Elisabetta Belgiorno, e del prefetto di Napoli, Francesco Musolino.
C’erano Tano Grasso, presidente onorario della Fai, la federazione italiana antiracket, e Silvana Fucito, la prima imprenditrice napoletana ad aver lanciato una campagna contro i suoi estorsori. Aree di provenienza dei commercianti coraggio: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Sono circa quaranta le imprese di Pomigliano che aderiscono al progetto . 429 in tutta la Campania e 1000 nelle quattro regioni a rischio. “ Siamo ancora pochi ma dovremo diventare tantissimi ”, promette Salvatore Cantone, presidente dell’associazione antiracket Domenico Noviello.
“Da quando i miei colleghi hanno aderito al progetto Consumo Critico – racconta Salvatore – i negozi non hanno più avuto fastidi. Da alcune intercettazioni della magistratura – aggiunge l’esponente Antiracket – è emerso che i mafiosi siciliani e i pentiti di Ercolano hanno detto che è meglio stare alla larga dai negozi e dalle imprese che espongono il nostro adesivo antiracket ” . In Campania sono 429 gli imprenditori e i commercianti associati nel progetto Consumo Critico . Cinquemila in tutto il Sud i clienti, cioè i consumatori che hanno aderiscono all’iniziativa.

