Cassintegrati, centri sociali, studenti, gli operai Irisbus e Astir: sono stati chiamati tutti a raccolta per l’ennesima giornata di mobilitazione anti Marchionne. Atteso davanti ai cancelli della fabbrica anche Oreste Scalzone.
La crisi dell’auto con il suo carico di cassintegrati e di attività ferme sta creando due reazioni opposte. C’è chi aspetta l’evolversi degli eventi e chi, come i Cobas, preferisce sferrare l’offensiva di piazza, magari rispolverando i fantasmi degli anni di piombo. Per oggi infatti è previsto l’arrivo a Napoli di Oreste Scalzone, fondatore di Potere Operaio e di Autonomia Operaia, il leader storico della sinistra extraparlamentare italiana rifugiatosi a Parigi per 27 anni, fino al 2008, a causa di una lunga serie di provvedimenti giudiziari per associazione sovversiva, reato poi prescritto.
Scalzone sarà accompagnato domattina, davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano, da Domenico Mignano, esponente locale dei Cobas, che ha organizzato una giornata di manifestazioni attorno al perimetro della grande fabbrica automobilistica, vale a dire nel giorno i cui gli operai rientreranno al lavoro dopo le due settimane di cassa integrazione programmate a causa del tonfo del mercato dell’auto nazionale. Intanto non si riesce ancora a prevedere quali saranno le proporzioni di questa manifestazione dei Cobas, a cui aderirà il comitato di lotta che intende rappresentare i circa tremila cassintegrati della Fiat di Pomigliano e del suo indotto per i quali si teme la prospettiva del licenziamento. E sempre per lunedì è anche previsto l’arrivo di un gruppo di operai di Mirafiori.
Porteranno a Pomigliano la tenda montata davanti allo stabilimento piemontese durante i giorni del referendum sul piano Fabbrica Italia. “ Monteremo questa tenda davanti all’ingresso della fabbrica di Pomigliano, insieme ai compagni di Torino – preannuncia Mignano – sta crescendo un nuovo movimento contro Marchionne: ormai sono centinaia le aziende che applicano il suo modello politico ”. La giornata di mobilitazione inizierà alle nove e trenta. Quindi, a mezzogiorno, i Cobas, i centri sociali, gli operai della Irisbus di Flumeri ( l’impianto irpino della Fiat inattivo da mesi ), i disoccupati autorganizzati di Napoli e di Acerra, gli attivisti dei centri sociali, dei collettivi studenteschi, dell’Astir, dei bacini, si concentreranno nel piazzale antistante l’ingresso 2, il varco operai.
Ma i sindacati firmatari del piano Fabbrica Italia stanno stigmatizzando l’iniziativa. In un comunicato Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim-Cisl, scrive che “ c’è chi sceglie di continuare a percorrere la strada dell’antagonismo fino a se stesso ricorrendo a qualsiasi alleanza di piazza, spaccando il movimento dei lavoratori e del sindacato ed allontanando gli investitori dal territorio partenopeo ”. “ Questo è sbagliato! – esclama Terracciano – oggi serve costruire un rapporto forte e costruttivo tra capitale e lavoro e tra istituzioni e politica utile al fine di difenderci dalle ricadute della crisi mondiale per tutelare la presenza dell’investimento di 800 milioni di euro a Pomigliano, investimento realizzato grazie a quelli che hanno avuto il coraggio di firmarlo e sostenerlo con il referendum dalla maggioranza dei lavoratori ”.
“ Io però credo – stempera Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – che in democrazia ognuno sia libero di manifestare la propria opinione come vuole, ovviamente nel rispetto della legge. Però sia chiaro: solo un atteggiamento costruttivo potrà aiutare i lavoratori a uscire da questa crisi ”. L’autunno caldo è ormai iniziato. Mercoledì la Fiom organizzerà l’ennesima manifestazione, e sempre davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano.

