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Circum, odissea Metrostar: quel guasto alla porta che fa ritardare i treni

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Il sindacato Orsa segnala un problema strutturale alla porta di servizio dei treni di ultima generazione. Per correre ai ripari spesso i macchinisti sono costretti ad affidarsi a mezzi di fortuna. Fotogallery

Sono una croce per tutti i macchinisti ma, anche se loro non lo sanno, pure per i viaggiatori, spesso costretti ad arrivare a destinazione in ritardo. Stiamo parlando delle porte di servizio dei MetroStar, i treni di ultima generazione della Circumvesuviana che, fin dalla loro realizzazione, hanno portato all’azienda di trasporto più problemi che benefici. Oggi la maggior parte dei MetroStar sono in funzione, dopo che per anni sono rimasti in deposito inutilizzati.

Ma i super-treni della Circum presentano comunque una serie di difficoltà. La più emblematica, segnalata più volte ai vertici Eav dal sindacato Orsa, è quella della porta di servizio. Le maniglie del portellone hanno una vite centrale che, puntualmente, si svita. A quel punto la porta è come se fosse aperta: scatta, così, il contatto elettrico, che impedisce al treno di accelerare o, quando è fermo, di partire. È necessario, dunque, che il personale a bordo rimetta la maniglia nella giusta posizione, altrimenti il convoglio non può ripartire. Di qui i ritardi, spesso lunghissimi: quando il guasto avviene in un’altra cabina rispetto a quella in cui il macchinista sta guidando, infatti, bisogna scendere e andare a riposizionare la maniglia.

Spesso questa manovra di emergenza può avvenire in aperta campagna, a volte in condizioni climatiche impervie. Peraltro, la maniglia può facilmente spostarsi anche a causa delle normali vibrazioni del treno in movimento. Un calvario, insomma, che i macchinisti conoscono bene e quelli dell’Orsa hanno più volte denunciato: “Ultimamente sta succedendo sempre più spesso, come se il pezzo del portellone avesse terminato la propria vita”, spiegano quelli del sindacato autonomo. E così, i conducenti ed i capitreno hanno dovuto arrangiarsi in qualche modo: molti legano la maniglia con una cordicella, un sistema “artigianale” che, almeno, evita troppi problemi e garantisce che l’intera corsa venga fatta senza sosta. Un paradosso, se si pensa a quanto sono costati i treni e a quanta efficienza dovrebbero garantire.

Acquistati anni fa, i MetroStar non hanno mai funzionato a pieno regime: su 24 consegnati, ora una quindicina sono su rotaie, alla fine di una lunga querelle che ha visto protagonisti l’Eav, la Regione Campania e l’Ansaldo, la ditta che li ha realizzati.

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