Il presidente del consiglio comunale di Ottaviano dovrebbe dimettersi. Ma l’Amministrazione Capasso, senza Simonetti presidente, non sarebbe più la stessa. Arrasso sia! Se poi pensiamo che la on. Picierno aspira a presiedere la Regione Campania:.
Bisogna ammetterlo: l’on. Picierno non si piega e non si spezza. Pochi giorni dopo essere stata maltrattata in diretta TV da Vittorio Sgarbi, è scesa di nuovo nell’arena per affrontare Massimo Cacciari sull’art. 18. A un certo punto Massimo Cacciari, che pure non è ostile a Renzi e ha fatto sempre guerra alla casta del Pd, ha lanciato un’imprecazione contro gli avversi numi. Era successo che la Picierno, dopo aver ripetuto per la 36° volta il “mantra ” di Renzi – “noi ci preoccupiamo di tutti coloro che sono stati dimenticati dal sindacato”- aveva aggiunto che Renzi e compagni si interessano solo della “vita reale”, o della “vita vera”, o di qualcosa di simile: mentre gli altri, Cacciari compreso, ragionano di formule e di astrazioni e di simboli.
Questo la signora non l’ha detto, ma lo ha pensato. Quando Massimo Cacciari le ha domandato : “Come fa Renzi, segretario di un partito che in Europa si schiera tra i partiti socialdemocratici, a condividere, in tema di leggi sul lavoro, le posizioni di Sacconi e di Brunetta ?”, la Picierno ha candidamente risposto: “Questo non è vero”. La faccia del filosofo è stato un terribile commento. Ma la signora Picierno ha dato la misura piena e definitiva di sè quando ha spiegato a un esterrefatto Cacciari che la contrapposizione “padrone-operaio” è un ferro, ormai vecchio, di certa propaganda del passato, è roba che non funziona più, perchè nel panorama di oggi, fatto di piccole aziende, il rapporto tra imprenditore e lavoratore non si sviluppa nel segno dell’ostilità. Mi pare che non abbia rivelato, la signora, quale è il segno nuovo di questo rapporto : se lo sa, vada a spiegarlo non nei salotti TV, ma ai cortei dei disoccupati, ai lavoratori del settore edile, per esempio. Vada a raccontarlo agli operai italiani di Marchionne. Se lo sa. Dopo un altro intervento della Picierno Cacciari ha esclamato: “Stasera sono costretto a dar ragione, per la prima volta, a D’ Alema”. Il filosofo ha detto proprio così, a voce alta. Se la Picierno conosce la storia del PD, ha capito, probabilmente, che il filosofo non le stava facendo un complimento.
Resta aperta una questione di fisiologia del ridere (e del sorridere) relativa alla natura dello strano sorriso con cui la signora suggellava i suoi interventi. Amici e nemici potrebbero pensare, per opposte ragioni, che fosse un sorriso di soddisfazione. Io mi auguro, invece, che in quel sorriso lei cercasse di nascondere la puntura improvvisa della perplessa coscienza e si domandasse, nell’intimo: ma che cavolo sto dicendo ? Conviene a tutti noi augurarcelo: perchè la signora Picierno corre il rischio serio di essere candidata alla presidenza della Regione Campania.
Il prof. Simonetti sa che dovrebbe dimettersi dalla presidenza del consiglio comunale di Ottaviano. Egli è un professore dell’Università di Benevento, è un uomo di mondo, nel senso reale, poichè ieri ascoltava nella piazza di San Gennarello Michele Zarrillo, oggi sta a Hanoi, e domani mattina passeggerà per le strade di Vera Cruz. Egli è, mi dicono, anche uno spiritoso, beato lui: ed è, inoltre, un politico esperto, uno che viene dalla gavetta, che è stato a lungo consigliere di opposizione: e che oppositore !. Una spina. Un pungolo. Se non ricordo male.
Un uomo di tante e tali virtù capisce da solo che deve dimettersi, se non ha provveduto a denunciare alla magistratura il sistema della “malapolitica” di cui scrisse in un documento pubblicato da questo giornale il 20/09, accusando la “passata” Amministrazione di aver “assunto obbligazioni dubbie” a vantaggio degli “amici degli amici”. Il prof. Simonetti dovrebbe dimettersi anche perchè in quello stesso documento invitava i cittadini ad assistere alla seduta del consiglio comunale di fine settembre, in cui l’assemblea avrebbe esaminato le ” dubbie obbligazioni” e avrebbe votato contro gli interessi di quegli amici là. “Venite a vedere il carattere dei Consiglieri in quella seduta!”.
Se fossimo andati, non avremmo visto nulla. Se fossimo andati, avremmo dimostrato di non conoscere nemmeno una ‘nticchia della storia di Ottaviano. Delle ” dubbie obbligazioni” non c’era traccia nell’o.d.g. della seduta di consiglio del 29/09. Il presidente ha fatto una figura non bella. Una figura “grigia”: di quel grigio Payne che accorcia, riduce, rimpicciolisce, e viene usato da certi pittori per sbozzare figurine che servono solo a suggerire le proporzioni dell’insieme, e che si chiamano, tecnicamente, “macchie piccole”.
Perchè le “dubbie obbligazioni” non siano entrate nell’o.d.g., non lo so e non mi interessa saperlo, anche perchè penso che il dibattito su questo argomento sia solo all’inizio. Non credo che il prof. Simonetti abbia voluto evitare gli scherzi del Caso: non c’è formula alcuna che possa aiutarci a prevedere, anche solo per approssimazione, come, dove e quando il Caso colpirà. Ma non me la sento, di chiedere le dimissioni del presidente . Se la signora Picierno aspira a presiedere la Regione Campania, il prof. Simonetti può, nonostante tutto, presiedere il consiglio comunale di Ottaviano. Non avrei chiesto le dimissioni, anche se non avessi visto la signora Picierno cedere sotto i colpi del filosofo. Del resto, sarebbe una richiesta oziosa. L’ Amministrazione Capasso, senza Simonetti presidente, non sarebbe più la stessa: direbbe un noto studioso di pittura che in questa Amministrazione il professore non è un particolare: è un dettaglio.
E’ uno dei dettagli.

