Dopo l’impressionante serie di minacce e avvertimenti, ieri pomeriggio Clemente Sorrentino è stato ricevuto dal prefetto di Napoli, Francesco Musolino. Top secret i contenuti del faccia a faccia.
Ieri pomeriggio il prefetto di Napoli, Francesco Musolino, ha ricevuto il sindaco di Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino (Pdl) nel suo ufficio di piazza del Plebiscito. C’è molta preoccupazione all’indomani dell’impressionante serie di attentati subiti da Sorrentino e dalla municipalità locale. Un mese fa erano stati tranciati gli pneumatici della vettura del primo cittadino. Quindi, tra venerdì 22 e martedì 26 marzo, l’escalation degli avvertimenti.
Venerdì, dal deposito comunale di via Passariello, alla periferia del paese, viene rubato un furgone municipale della nettezza urbana. Il furgone sarà ritrovato il giorno successivo dai carabinieri, completamente incendiato, nelle campagne di Marigliano, in località Boscofangone. Quest’attentato è il prologo degli altri due atti intimidatori, stavolta direttamente rivolti al sindaco, lunedì e martedì. Lunedì Sorrentino trova la porta del suo studio privato di progettazione manomessa con un pezzo di ferro inserito nella serratura. Per sbloccare l’ingresso dell’ufficio del primo cittadino è necessario ricorrere a un fabbro, che asporta la serratura, sostituita e poi sequestrata dagli investigatori.
Martedì sera, quindi, l’ultima è più pericolosa minaccia, quando cioè l’auto di Sorrentino viene imbottita di benzina, impregnata fin dentro l’abitacolo con decine di litri di liquido altamente infiammabile. La vettura, una vecchia Mercedes, è parcheggiata in un cortile, a pochi metri dal municipio. Quando il sindaco sale poi a bordo dell’auto non valuta bene il pericolo che sta per correre. L’amministratore comunale guida la macchina inzuppata di benzina per diversi minuti, fino ad un autolavaggio di fiducia. Una volta qui i gestori gli riferiscono che sarebbe bastata una scintilla per saltare in aria. La benzina aveva impregnato tutto: sedili, cruscotto, divano posteriore. Sorrentino ha informato di ogni cosa le forze dell’ordine.
L’ipotesi è che tutti questi episodi siano collegati al fatto che il sindaco ha voluto affidare alla prefettura la responsabilità di designare la ditta che dovrà gestire il nuovo appalto dei rifiuti.





