La corte d’Appello del tribunale di Nola ha deciso: la casa abusiva del capoclan Vincenzo Ianuale deve essere abbattuta. Intanto i legali del boss hanno comunicato che l’immobile sarà “autodemolito”.
Vincenzo Ianuale, boss di Castello di Cisterna, attualmente si trova in carcere. Da queste parti è soprannominato “lo squadrone” perché alcuni anni fa è stato in grado di formare un grande clan, un gruppo di fuoco con molti adepti, capace di tutto.
Una forza criminale che però non è stata in grado di fermare l’abbattimento delle casa abusiva del capoclan. Dopo cinque anni di battaglia legale la corte d’Appello di Nola ha infatti deciso, in via definitiva: “la casa abusiva di Ianuale deve essere demolita”. L’appartamento di circa cento metri quadrati (foto) si trova in via Selva, a pochi passi del centro cittadino, al terzo piano di una palazzina bianca in cui vive praticamente quasi tutta la famiglia di “Squadrone”. E’ una vicenda emblematica. L’alloggio residenziale viene costruito al posto di un sottotetto, nel 2006. Il progettista e direttore dei lavori è un politico locale, che però al momento dell’esecuzione delle opere fuorilegge non ricopre ruoli pubblici.
Poi però i carabinieri vengono a sapere dell’appartamento abusivo e sequestrano tutto. Siamo nel 2007. L’episodio finisce tra le motivazioni del commissariamento antimafia del 4 luglio 2009. Dieci mesi dopo il Tar reintegra sindaco e consiglieri comunali. A ogni modo la macchina della giustizia penale va avanti. E i legali di Ianuale danno battaglia. Resistono fino a pochi giorni fa, quando l’Appello emana la sentenza definitiva: abbattimento. Intanto gli avvocati del boss hanno già fatto sapere alla magistratura e al comune che la famiglia Ianuale eseguirà la demolizione a proprie spese. Secondo quanto riferito dai responsabili dell’ufficio tecnico comunale l’”autodemolizione” sarebbe in corso.
“Non abbiamo ancora controllato, ma lo faremo”, spiega un funzionario del municipio. L’azione di ripristino della legalità è stata imposta dalla magistratura. Ora nelle mani delle istituzioni amministrative (Comune, Provincia, Regione) resta una patata ben più bollente. Una situazione da brivido. Questo perché a Castello di Cisterna la valanga di cemento si è tradotta in decine di nuovi palazzi, costruiti tra il 2005 e il 2009, per un totale di centinaia di appartamenti. Tutte costruzioni realizzate con la licenza del comune. Ma gli edifici sono abusivi secondo la commissione straordinaria giunta a luglio dopo il commissariamento antimafia del comune.
Commissione che ha annullato tutte le delibere di attuazione del piano regolatore a causa di una serie di presunte illegittimità compiute dalle precedenti amministrazioni politiche.

