Ma l’architetto replica:”io vittima di un mobbing dell’ente”. Intanto finisce al centro dello scandalo la speculazione nelle aree di pubblica utilità.
Ancora storie di abusivismo nella capitale del cemento selvaggio. Qui ieri pomeriggio i vigili urbani hanno sequestrato un palazzo intestato alla figlia di un architetto del comune, un impiegato dell’ufficio tecnico. Secondo la polizia municipale nell’edificio sarebbero state apportate trasformazioni difformi alla destinazione d’uso dell’immobile, che ricade in zona “ F ”, area di pubblica utilità, cioè vietata all’uso abitativo. Quella della speculazione nelle zone F, cioè degli spazi per le attrezzature di servizio, lo sport e il tempo libero, è un problema radicato in tutto l’hinterland. Anche a Casalnuovo, dove il fenomeno è stato abnorme.
Ma il sindaco, Antonio Peluso, non la pensa allo stesso modo e spiega così l’accaduto. «Devo precisare – commenta Peluso – che il sequestro di oggi è avvenuto soltanto dopo che i nostri tecnici avevano constatato, già alcuni giorni fa, l’abuso. Inoltre – aggiunge il sindaco – negli altri edifici delle zone di pubblica utilità finora vigili urbani, polizia di Stato e magistratura non hanno ravvisato irregolarità, ma le indagini sono in corso». Dal canto suo Federico Bergamo, legale della famiglia Ferrini, alla quale è stato sequestrato l’immobile, spiega: «E’ stato un provvedimento sproporzionato: il fabbricato era già stato sequestrato nel 2007 per poi essere dissequestrato dalla magistratura. Tra l’altro il Comune aveva dato il via alle modifiche col silenzio-assenso: ma sono intervenuti lo stesso».
Tra l’amministrazione comunale e l’architetto Valerio Ferrini, padre della donna proprietaria del palazzo sequestrato, ci sono forti contrasti. Il dipendente municipale è stato sospeso per due giorni dalla municipalità per motivi disciplinari. Attriti nati durante una riunione sul problema di palazzo Berlingieri-Petagna, una delle ultime, rarissime, testimonianze storiche della città. Un edificio quasi del tutto demolito dalle ruspe. Durante una riunione sulla grave situazione in cui versa il palazzo, ubicato nel centrale corso Umberto, Ferrini, vice dell’ingegner Rea nella questioni di protezione civile e di messa in sicurezza degli stabili, era stato accusato dal comandante dei vigili, il signor Librino, di aver usato toni e comportamenti indisciplinati.
Lo scontro si è consumato dopo che un costruttore, in parte proprietario dell’edificio storico, profittando dell’ordinanza comunale di messa in sicurezza dello stabile antico, ne aveva demolito una cospicua fetta con un vero e proprio colpo di mano, un “ blitz” indiscriminato a colpi di ruspa. «Non sono stato responsabile di quella demolizione – ha poi dichiarato l’architetto Ferrini – chi doveva controllare le opere di messa in sicurezza era il comadante dei vigili, intanto sto subendo un mobbing ingiustificato da parte dell’amministrazione comunale». «Noi vigili urbani – replica il signor Librino – abbiamo sorvegliato il palazzo Petagna dopo l’intervento di demolizione del costruttore. Purtroppo la ruspa ha agito di sorpresa, velocemente, per cui non è stato possibile intervenire in tempo. A ogni modo abbiamo informato di tutto la procura di Nola ».
(Fonte Foto:Rete Internet)

