Per un episodio molto marginale l’ufficiale dei carabinieri era stato scaraventato nel vortice di un’inchiesta su un traffico di veicoli confiscati. Consales è l’investigatore di punta di indagini storiche.
Sette anni fa, proprio mentre stava conducendo l’inchiesta sui palazzi abusivi di Casalnuovo, il più clamoroso scandalo edilizio della storia italiana, e proprio mentre sottoponeva ai raggi x le attività amministrative di quell’inquietante comune, poi sciolto per infiltrazioni mafiose, il trentacinquenne tenente Amedeo Consales fu trafitto da un freccia al curaro.
Preso in pieno dal più classico dei fuochi amici: un avviso di garanzia per aver restituito al legittimo proprietario una Vespa sequestrata perché il conducente era risultato ai controlli privo di casco. La magistratura aveva accusato Consales di aver falsificato la pratica della restituzione. Cosa che però non è risultata vera. Un’accusa, quella di falso, molto marginale nell’ambito della molto più vasta operazione Demolition Man, che nel giugno del 2007 portò all’arresto di tre “insospettabili”: Calogero Cortimiglia, vice prefetto a Napoli responsabile dell’ufficio confische, Pietro Marra, ex dipendente dell’agenzia del demanio, considerato dagli inquirenti il capo dell’organizzazione, e Mario Fumarolo, titolare di un deposito giudiziario di Casalnuovo, dove appunto era custodita la Vespa che mise nei guai l’ufficiale antimafia.
Agli arrestati vennero contestati i reati di truffa ai danni dello Stato per danni erariali quantificati in un milione di euro, peculato, traffico di rifiuti pericolosi, falso. Un giro illecito di più di 42 mila tra auto e moto sequestrate e solo apparentemente rottamate. Veicoli in effetti rivenduti ai proprietari dietro un compenso variabile tra i 50 e i 100 euro. Alla fine però, dopo ben sette anni di pensieri tormentati, il collegio C della quinta sezione penale del tribunale di Nola ieri ha emanato la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto nei confronti di Consales, che all’epoca dell’episodio contestato era il comandante della tenenza di Casalnuovo. e che da qualche tempo comanda il nucleo operativo di Ascoli Piceno, da dove ha condotto indagini brillanti e decisive sull’assassinio di Melania Rea.
Ora dunque può finalmente tirare un sospiro di sollievo il militare dell’offensiva anticamorra culminata nel 2007 a Casalnuovo con il sequestro e l’abbattimento di decine di palazzi abusivi e il commissariamento anticamorra del comune. L’investigatore può adesso contare su un avanzamento di carriera. A causa dell’indagine sulla rottamazione il tenente Consales non ha infatti ancora potuto acquisire i gradi prima di capitano e poi di maggiore.
(Fonte foto: Rete Internet)

