La nuova rubrica prende le mosse dalla necessità di raccogliere gli eventi dell’affascinante e dannata Regione. Primo appuntamento ad Avellino, con la mostra di Fausto Palomba.
Sostenibile, avventurosa, colta, frivola oppure golosa. Anche (perchè no?) un pò impegnativa. Spirito di accoglienza, umana simpatia ed estro incontenibile. Troppi "colori"? Quando ad esser dipinta è una regione dalle mille sfumature non bastano sette monocromi: i giochi di luce sono infiniti, e se il resto del mondo cerca il monocromatico: pazienza. Ci sono cose che restano eternamente giovani: la Campania, la sua cultura, i suoi abitanti. “Campania Contemporanea”, la nuova rubrica de ilmediano.it, nasce per chi della bellezza della sua regione sa farne strumento, per chi sa che i colori dalle mille tonalità non sono per una cultura viva, non sono per tutti. Niente paura: non si tratta di osservare alcuna disciplina rigorosa e flessibile.
È bello, però, pensare che una sensibilità di questo tipo possa farsi strada anche in una Regione come la nostra. E gli strumenti sono innumerevoli: festival, kermesse, manifestazioni dedicate ad arte, musica, teatro, cinema ed enogastronomia svelano il carattere poliedrico dei diversi territori che abitano la Campania. E poi c’è qualcosa che mette sulla stessa linea di mira testa, occhio (soprattutto) e cuore: la fotografia. Ed è da quello che oggi intendiamo cominciare. La fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha, e non esiste la fotografia artistica: come in tutte le cose, vi sono soltanto delle persone che sanno vedere, altre che non sanno nemmeno guardare. In teoria la fotografia riproduce all’infinito ciò che ha avuto luogo una sola volta: ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi esistenzialmente.
In teoria, la sfida consiste nel creare attraverso di essa quella combinazione tra verità e bellezza che tutti chiamiamo arte. Eppure, alcuni scatti vanno ben oltre: restituiscono mondi lontani, forse poco conosciuti, ma inconfondibilmente legati al nostro. É il caso delle fotografie di Fausto Palomba (foto), in mostra dal 31 marzo presso il foyer del Teatro Comunale "Carlo Gesualdo" di Avellino, con il Patrocinio morale della Provincia e del Comune di Avellino. "Lagrimas de oro" racconta l’estenuante lavoro nelle miniere aurifere (abusive) sorte negli ultimi anni della Selva Amazzonica del Madre de Dios, in Perù, catturando la miseria degli accampamenti e delle cittadine, ma soprattutto gli sguardi tristi di chi è costretto a prostituirsi, oltre ai volti stanchi degli operai.
Ciò che sorprende di più, è che nel quadro di una realtà sociale ed economica complessa, si fa tuttavia strada un ritratto di un’umanità tutta da scoprire, dove condizioni di vita precarie lasciano ancora spazio ai giochi dei bambini, non spengono i sorrisi di chi lavora immerso nel fango ed in sostanze tossiche, non cancella le speranze. Personaggi forti, insomma. Temperamenti d’acciaio che mascherano le debolezze senza perdere mai il decoro.
E stavolta non parliamo della Filumena Marturano di Eduardo, nè di Antigone o Medea. Ma di milioni di persone umiliate ed offese che ancora ci sono, che ancora riescono a reiventarsi dal nulla un’identità.
(Fonte foto: Rete Internet)






