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Bullismo al femminile

Bollate, episodio di bullismo tra ragazze. Il filmato dell’aggressione fa il giro del web.

Risale al mese scorso l’ennesimo caso di bullismo che ha scosso l’opinione pubblica per i particolari terrificanti con cui si è svolto. La vicenda ha coinvolto due ragazzine di 15 anni. L’episodio si è svolto davanti alla scuola: calci, pugni, insulti per due interminabili minuti. All’aggressione ha assistito anche un gruppo di coetanei, che piuttosto che intimare la “bulla” di smetterla e prestare soccorso alla vittima, incitava la ragazza a perpetuare la violenza e per di più riprendeva la scena con lo smartphone, per creare un video, successivamente diffuso sul web.

Vicende come quelle di Bollate si sono verificate ripetutamente negli ultimi tempi. Tutte testimoniano quanto il fenomeno del bullismo sia presente tra i ragazzi e costituisca un fenomeno sul quale si deve ancora dibattere molto nell’ottica della sua prevenzione e riduzione.
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo caratteristico delle relazioni tra coetanei caratterizzato da comportamenti violenti. Esso può essere definito come un “abuso sistematico di potere”: il bullo, infatti, agisce con l’intenzione deliberata di provocare un danno alla sua vittima che subisce ripetutamente tali prepotenze e dalle quali non riesce a difendersi. Le ricerche condotte negli anni sul fenomeno del bullismo, hanno messo in luce che mentre il bullismo maschile si manifesta prevalentemente attraverso l’aggressività fisica, quello femminile, al contrario, assume la forma del bullismo relazionale.

Per questo motivo si parla, nel caso delle ragazze, di bullismo psicologico. In altri termini i conflitti tra le ragazze sono raramente espressi con comportamenti fisici ostili e aggressivi volti a dimostrare la propria superiorità fisica, mentre sono più orientati a rompere i legami sociali e di amicizia dello loro vittime. Il caso di Bollate costituisce un’eccezione rispetto a quanto riportato dalla maggior parte degli studi e a quanto esposto sopra tuttavia mette in scena perfettamente quella che è la caratteristica più importante per la comprensione del fenomeno e cioè il bullismo come fenomeno di gruppo. Infatti al di là della figura del bullo e della vittima cioè di chi rispettivamente mette in atto le prepotenze e di chi invece le subisce, è possibile individuare altre figure all’interno degli episodi di bullismo, che contribuiscono al reiterarsi degli episodi di prepotenza del bullo nei confronti della vittima. Tra i ruoli individuati abbiamo l’aiutante del bullo cioè colui che partecipa materialmente all’episodio; il sostenitore del bullo cioè chi agisce in modo da rinforzare il comportamento del bullo ad esempio ridendo, incitandolo (esattamente come è accaduto nell’episodio di Bollate!) e ancora c’è la figura del difensore cioè di colui che consola e difende la vittima affinchè cessi la prepotenza.

Le conseguenze del bullismo per le vittime sono notevoli e nel caso dell’episodio di Bollate aggravate dal fatto che l’episodio dell’aggressione è stato ripreso con un cellulare e poi messo online. In questo modo è stato reso visibile a migliaia di utenti. Dalle ricerche è emerso che le vittime hanno una probabilità due volte maggiore di soffrire di disturbi psicosomatici (mal di testa, mal di stomaco, dermatiti) rispetto ai compagni che non subiscono tali prepotenze. In alcuni casi, e la cronaca ce lo testimonia tristemente, le vittime possono esperire anche stati depressivi e nei casi più critici si registrano anche casi di tentato suicidio. Di fronte a un fenomeno così presente e dilagante nelle nostre realtà è necessario implementare azioni dirette non esclusivamente al singolo individuo o volte ad agire sul comportamento aggressivo individuale ma intraprendere azioni che coinvolgono a 360º tutto il personale scolastico, gli studenti e le famiglie.

Nel tempo sono stati elaborati ed attualmente utilizzati programmi di contrasto al fenomeno del bullismo particolarmente efficaci. Anche l’Italia ha cercato di stare a passo con gli altri Paesi. Tale interesse si è poi formalizzato nella direttiva ministeriale n.16 del 2007 che ha istituito in ogni regione, presso gli uffici scolastici, gli Osservatori Permanenti sul Bullismo mirati principalmente alla prevenzione e alla lotta al bullismo, al monitoraggio di tale fenomeno e alla promozione di percorsi alla legalità attraverso attività curriculari ed extracurricolari. Unitamente alla costituzione degli Osservatori, la direttiva ministeriale ha previsto anche l’attivazione di un servizio di consulenza telefonica, tramite l’attivazione di un numero verde 800.669.696. Al numero rispondono operatori qualificati che ricevono segnalazioni di atti di bullismo, forniscono informazioni sul fenomeno e consigliano comportamenti possibili da tenere in situazioni a rischio.
(Fonte foto: Rete internet)

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