Dai documenti sulla richiesta di variante al piano regolatore, avanzata dal professore De Biasio, presidente dell’ISE, spunta la lettera di un entusiasta Espedito Marletta, ex primo cittadino di Rifondazione.
Ampliamento dell’Interporto di Marcianise: “necessaria la variante urbanistica di Acerra “. Sono due le lettere spedite dal professor Salvatore Antonio De Biasio, docente di fisica e presidente dell’Interporto Sud Europa, all’amministrazione comunale della città dell’inceneritore. L’ultima è stata trasmessa a dicembre e contiene due richieste: la convocazione di una conferenza comunale dei servizi e la possibilità , da parte della municipalità , di approvare una variante urbanistica. Obiettivo: ampliare l’Interporto Marcianise-Maddaloni, quinto scalo merci d’Italia, di otto milioni di metri quadrati, vale a dire di otto chilometri quadrati: un terzo dell’agro acerrano, tutti individuati nel vicino territorio amministrato dal comune di Acerra. Una richiesta legittimata dalla concreta prospettiva di investimenti ingentissimi, di conti a nove zeri, di centinaia di nuovi posti lavoro, di un radicale potenziamento di vitali scambi commerciali tra il centrosud d’Italia e il resto del mondo.
Ma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, non ne vuole sapere. La settimana scorsa ha spedito al professor De Biasio una risposta piuttosto secca nei toni e che non lascia tante speranze a giudicare dal contenuto. “La richiesta di ampliamento dell’Interporto Sud Europa non si può soddisfare perchè contrasta con il Piano Urbanistico Attuativo e con il programma della mia amministrazione”, la replica scritta di Lettieri. Nulla a che vedere dunque con il primo carteggio tenuto tra l’Interporto Sud Europa e il comune di Acerra. Un epistolario consumato alla fine del febbraio del 2008. In quell’occasione il professor De Biasio aveva esposto al sindaco di Acerra dell’epoca, Espedito Marletta, i principi basilari del progetto. Cosa che aveva entusiasmato l’ex primo cittadino di Rifondazione Comunista.
“Le esprimo il consenso e il formale impegno di questo comune – aveva scritto Marletta – ad assumere ogni e qualsiasi atto rientrante nella sua competenza per la conclusione di un Accordo di Programma contenente le necessarie variazioni degli strumenti urbanistici e del Piano Urbanistico Attuativo dell’area di questo territorio interessata dall’ampliamento”. Ma non si sa a questo punto che valore amministrativo possa avere una lettera d’intenti così esplicita.
Però il valore politico, e questa è una certezza, c’è tutto. Di sicuro ci sono tutti gli ingredienti di un braccio di ferro che sembra promettere notevoli sviluppi. Nel frattempo gli ambientalisti acerrani e dei comuni limitrofi, tra i quali figurano quelli di Maddaloni, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico e Caivano, si sono mobilitati. Chiedono la convocazione di un consiglio comunale straordinario, magari congiunto con le altre municipalità dell’area. La richiesta è di ottenere il no ufficiale all’ampliamento dell’Interporto Sud Europa.




