giovedì, Giugno 4, 2026
20.7 C
Napoli

Amour

Adv

Una malattia incurabile stravolge la vita di Anna e George, musicisti ottantenni insieme da sempre. Ancora un film estremo di Michael Haneke, premiato con la Palma d’oro a Cannes.

Michael Haneke ha costruito negli anni la sua straordinaria filmografia sul racconto dell’inevitabilità del male. I suoi personaggi – spesso borghesi agiati – si scontrano con il lato morboso proprio e degli altri, l’attrazione verso l’oscurità ne guida le azioni, in un rigore stilistico che non concede molto spazio all’emotività o alla compassione.

Il regista austriaco è diventato così uno dei più lucidi cantori delle perversioni, del modo in cui si muovono sotto la copertina rigida dello status sociale e delle convenzioni portando gli uomini sull’orlo del baratro e oltre. Anche Amour è il racconto di una fine, appena stemperato dall’affetto che lega i protagonisti. E’ un Haneke più morbido, che non rinuncia comunque a quei gesti estremi che da sempre caratterizzano il suo cinema. Anna e George sono una coppia di musicisti ottantenni, nella cui tranquilla esistenza irrompe l’ictus che colpisce la donna e le fa perdere gradualmente ogni autonomia. Il calvario di Anna passa dall’accettazione della malattia alla perdita di ogni capacità e funzione, con il tempo per chiedere al marito di porre fine ad un’esistenza che è solo un peso, per lei e per gli altri.

La regia dell’austriaco si muove silenziosa tra le crepe della quotidianità, il suo occhio registra l’avanzare della malattia, cercandola nei brevi dialoghi, nei gesti sofferenti ma amorevoli di George, nella dignità di Anna, nei volti rugosi di due attori straordinari (Jean-Louis Trintignant ed Emmanuelle Riva). Haneke non si risparmia e non ci risparmia niente, con il piglio dello scienziato sociale rende concreto il dolore, materializza la sofferenza nelle piccole cose: nella vergogna di risvegliarsi bagnati, nei gesti di una badante maleducata, nell’impossibilità di suonare il pianoforte.

Per una volta vogliamo illuderci che Haneke abbia scelto una forma di consolazione, lasciandoci quelle speranze negate in altri film. E allora siamo portati a immaginare che quell’amore – così importante da meritare il titolo – sia il vero protagonista dell’opera e la leggiamo come l’apologia di un sentimento forte in grado di legare due persone oltre il dolore e spingerle a tutto. Eppure questo non sarebbe Haneke; un’interpretazione comprensibilmente emotiva e speranzosa mutilerebbe il film e si adatterebbe poco e male allo stile (e alla filosofia) fredda e oscura del regista austriaco.

“Come è bello vivere”. Anna, dopo l’ictus, sfoglia un album di fotografie che li ritrae giovani e sorridenti e si lascia scappare una frase all’apparenza banale, che diventa la più importante del film. Haneke si è voluto concentrare, ancora una volta, sul turbamento interiore che precede la fine, con la differenza di avere rappresentato in questa pellicola il dolore con le sembianze fisiche e materiali della malattia. Non ci sono le pulsioni oscure di borghesi annoiati, non c’è la violenza inspiegabile dei ragazzini terribili di Funny Games, c’è solo la forma più naturale e inevitabile del male, quello che porta al deterioramento fisico e mentale, intossica le relazioni, spinge a desiderare la morte.

E l’amore? L’amore, come l’arte, fa parte di quella vita rimpianta da Anna, che nelle sue condizioni diventa sempre più un ricordo impossibile da sostenere. George, sempre per amore, fa la scelta più tragica, spinto dal buco nero in cui la malattia della moglie ha gettato le loro vite, le passioni, i rapporti con la figlia. L’uomo “salva” la moglie e se stesso per amore, ma entrambi sono vittime, come tutti, di un male che ha molteplici forme e al cui passaggio sopravvive solo una giovane donna che si aggira come un fantasma per una casa vuota, senza musica, senza parole.
(Fonte foto: Rete Internet)

Regia di Michael Haneke, con Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert
Durata: 120 minuti
Uscita nelle sale: 25 ottobre 2012
Voto 8/10

CINEMA E PAROLE

Adv

In evidenza questa settimana

Investito da mezzo industriale, 63enne muore nello stabilimento

NAPOLI – Un grave incidente sul lavoro è costato...

Immacolata Panico, il dolore degli amici sui social e la battaglia contro gli insulti online

La foto di Immacolata Panico, diffusa da domenica 31...

Pompei capitale del grande schermo: al via il Festival Internazionale del Cinema

  Una settimana di proiezioni, incontri e ospiti nel segno...

Brusciano, allo stadio comunale l’evento “In campo per la Solidarietà”

Riceviamo e pubblichiamo   Brusciano. “In campo per la solidarietà”, l’evento...

Argomenti

Adv

Related Articles

Categorie popolari

Adv
Adv