Firmato ieri a palazzo Chigi il contratto tra Atr e l’indonesiana “Lion air” per la fornitura di 40 velivoli regionali. Ricadute positive sul comparto civile meridionale di AleniaAermacchi. L’ad Giordo: “Sud protagonista”.
Un treno in corsa, un intero stabilimento da 2500 addetti, quello dell’Alenia di Pomigliano, che tenta di battere entro dicembre un record impegnativo: la realizzazione di 92 fusoliere in un anno.
Questa è per il momento la situazione che vive chi produce i pezzi fondamentali dell’Atr, il velivolo regionale di successo nel mondo. Intanto ieri è stato firmato a palazzo Chigi, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, un contratto da un miliardo di dollari tra Atr (joint venture paritetica tra Finmeccanica-Alenia Aermacchi e Airbus Group) e la compagnia aerea indonesiana Lion Air per la vendita di 40 Atr 72-600. Al contratto firmato dal ceo di Atr, Patrick de Castelbajac, e da Rusdi Kirana, presidente di Lion Group, era presente anche l’amministratore delegato di Finmeccanica, Mauro Moretti.
Con i 40 ordinati oggi salgono a 100 gli aerei a turbo elica commissionati da Lion Air ad Atr. Nel contratto firmato ieri ha avuto un ruolo anche la Sace, che ha garantito i finanziamenti per 15 Atr per un valore complessivo di 375 milioni di dollari. Le consegne dei nuovi aerei partiranno a gennaio 2016 e proseguiranno fino a dicembre 2018. Le ricadute saranno ovviamente positive sul comparto civile di Alenia, molto importante quello dislocato a sud e, in particolare, in provincia di Napoli. Ma restano intatti problemi di prospettiva a medio termine, la necessità di realizzare un nuovo velivolo, erede più capiente, veloce e dai consumi più ridotti dell’attuale Atr 72-600.
A ogni modo l’ultimo contratto “Lion” è senza dubbio un ulteriore impulso alle produzioni dei grandi stabilimenti aeronautici di Pomigliano, Nola e Foggia, dove si producono rispettivamente la fusoliera, le parti di fusoliera e gli impennaggi e gli stabilizzatori del velivolo turboelica regionale. Attualmente il programma Atr impiega circa 1500 addetti, tra operai e impiegati, nei tre impianti meridionali. Qui numeri in crescita: dal 2011 al 2014 c’è stato un aumento di circa 500 risorse a seguito dell’incremento del rateo produttivo dei velivoli (da 55 a 90 fusoliere ). Ricadute positive anche nell’indotto.
La supply chain di Alenia è composta da 20 fornitori principali con una consistente percentuale di lavoro (80%) assegnata all’Italia. In Italia sono tre i fornitori principali: Dema (Somma Vesuviana, Pomigliano, Brindisi), OMA e Tesi. In termini di supply chain la parte di Alenia del programma Atr impegna in Italia 800 tra operai e impiegati. Nel frattempo il fatturato generato dal programma Atr è cresciuto del 21% dal 2011 al 2013 ed è più che triplicato negli ultimi dieci anni. Gli specifici sviluppi nella produzione delle fusoliere negli ultimi anni hanno portato all’aumento di 350 risorse solo a Pomigliano (di cui 300 operai e 50 impiegati). Il tutto sullo sfondo di un trend positivo: il backlog di Atr è infatti superiore ai 300 velivoli, da consegnare nei prossimi anni.
Il totale degli ordini è di 1.400 velivoli. Velivoli che operano attualmente con più di 180 compagnie aeree, in oltre 90 paesi. “L’industria aeronautica italiana – spiega Giuseppe Giordo, amministratore delegato di AleniaAermacchi – dimostra che al Sud si possono fare le cose per bene se sono legate a progetti a lungo termine e a prodotti che funzionano. I programmi aeronautici Atr e 787 – conclude l’ad – hanno al Sud un centro di eccellenza”. C’è chi nel sindacato ostenta soddisfazione per tutto questo.
“L’azione dell’azienda non potrà che apportare benefici – commenta Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic Campania – però il sindacato dovrà vigilare attentamente”. E Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim Campania aggiunge che “l’Atr si conferma velivolo molto richiesto” ma che “questo non è un elemento di certezza: necessario dare il via al nuovo programma Turboprop”.







