Dopo il deludente verdetto di venerdì scorso, gli ambientalisti vogliono reagire organizzando la protesta di piazza. I giudici hanno dichiarato prescritto il disastro ambientale.
Il traffico illecito di rifiuti è stato riconosciuto. Ciò ha consentito la condanna, a pene variabili da 4 a 6 anni, dei tre fratelli Pellini, imprenditori dell’immondizia e del cemento, ad Acerra e in tutto l’hinterland.
I Pellini sono stati anche condannati all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, vale a dire che non possono aver alcun tipo di rapporto con le pubbliche amministrazioni. Ma agli ambientalisti non basta. Per loro i problemi creati dal verdetto della sesta sezione penale sono due: il reato di disastro ambientale è stato prescritto e, quel che è peggio, il giudice Sergio Aliperti ha ordinato il dissequestro delle discariche di proprietà dei fratelli acerrani. Per il momento non si sa ancora quando potrà scattare l’interdizione e quando potranno essere dissequestrate le discariche finite al centro dell’operazione Carosello Ultimo Atto, messa a segno dai carabinieri nel 2006. Se ne saprà di più al momento della pubblicazione delle motivazioni della sentenza.
Fatto sta che tutti quelli che finora hanno lottato per una giustizia finalmente giusta sono rimasti profondamente delusi dal verdetto. Gli ambientalisti vogliono organizzare una fiaccolata ad Acerra per protestare contro la sentenza di primo grado. L’altro giorno si sono recati da don Maurizio Patriciello, il parroco di Caivano attorno al quale si è coagulato un vasto movimento contro l’ecomafia. L’obiettivo è attuare una grande marcia per dare impulso all’indignazione.

