Acerra, il vescovo attacca l’inceneritore: qui troppi morti di cancro

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Attraverso monsignor Antonio Di Donna la Chiesa locale prende una posizione netta contro l’A2a, l’azienda milanese che gestisce il termovalorizzatore. Strali lanciati dal pulpito anche sul progetto del polo dei rifiuti pericolosi.

Duro monito del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, all’A2a, la società che gestisce l’inceneritore e che nelle scorse settimane aveva fatto affiggere un manifesto dal titolo " stiamo scrivendo un’altra storia ", un messaggio a cui era stata aggiunta una brochure inviata dall’azienda milanese alle famiglie di Acerra e di Caivano. Il depliant descrive un impianto sicuro e all’avanguardia sia sotto il profilo tecnologico che dell’impatto ambientale. “ Andate a dire alla mamma di Nello che “stiamo scrivendo un’altra storia” – ha però eccepito il prelato durante l’omelia dell’Assunta, pronunciata l’altra sera nel duomo – o che non esiste la certezza di una connessione tra inquinamento ambientale e le tante morti per tumore nella nostra città ”.

Aniello Maione era un giovane di 20 anni i cui funerali sono stati celebrati il giorno prima dell’infuocata omelia di Ferragosto, proprio nella cattedrale della città dell’inceneritore. Aniello si è spento per un tumore allo stomaco, in soli otto mesi. Ma gli strali del vescovo Di Donna non si sono limitati alla sola questione dell’inceneritore. Durante il discorso dell’Assunta il prelato ha fatto sapere di aver inviato una lettera alla Regione Campania attraverso cui la chiesa di Acerra ha detto di no al progetto del polo dei rifiuti pericolosi. La lettera è stata inviata alla conferenza dei servizi della Regione Campania, organismo che a settembre dovrà decidere sull’insediamento del nuovo polo di trattamento dei rifiuti industriali, progetto presentato da un gruppo di imprenditori locali, condannati dalla magistratura per traffico di rifiuti, e che punta allo smaltimento di 390mila tonnellate all’anno di scarti tossici, liquidi e solidi.

“E’ una scelta inopportuna”, ha ribadito Di Donna mentre il sindaco Raffaele Lettieri, seduto in prima fila, lo ascoltava con attenzione. Il vescovo ha approfittato della presenza del sindaco per sottolineare “ la positività dell’intesa tra comune e ambientalisti che ha permesso di creare un fronte compatto contro il progetto del nuovo impianto di trattamento dei rifiuti ”. Tornando poi alla questione A2a Di Donna ha aggiunto che “ suona come una provocazione la brochure della società con cui è stato affermato che l’inceneritore è una risorsa per l’ambiente ” e che è “ inaccettabile che a controllare l’impianto sia lo stesso controllato: un conflitto di competenze palese ”. A ogni modo il vescovo di Acerra ha giudicato positivi i piccoli passi in avanti fatti registrare nell’ambito dei controlli dei siti inquinati e della loro mappatura.

Lodevole poi, sempre in base all’omelia pronunciata nel duomo, l’opera degli agricoltori riuniti sotto la sigla Ari.Amo, agricoltori che hanno avviato da tempo una campagna finalizzata alla conoscenza dei prodotti sani. Proprio in queste ore gli agricoltori di Ari.Amo hanno organizzato davanti alla cattedrale di Acerra una “cocomerata” a base di angurie locali.

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