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Acerra, guerra per il lavoro: i disoccupati si barricano nel Castello

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Come in un film sulle battaglie medievali: senza lavoro sul muro di cinta e dentro l’antico maniero baronale. “Natale per tutti o per nessuno”, scrivono. E rivendicano il rilancio del progetto Isola.

Castello assediato e quindi preso in un battito di ciglia. Ma non è la rievocazione di una battaglia medievale. E’ la descrizione di una guerra più che attuale, la guerra per il lavoro nel Napoletano. Ieri mattina, alle nove, i disoccupati di Acerra si sono infatti barricati nel Castello Baronale della città. ” Natale per tutti o per nessuno “, il messaggio, che suona come un avvertimento, scritto su uno striscione verticale steso da un torrione del muro di cinta dell’antico maniero.

Poco prima di mezzogiorno i senza lavoro dell’Mda, il Movimento dei disoccupati autorganizzati di Napoli e Acerra, sono dappertutto nel plurisecolare edificio ubicato al margine nord del centro storico. Un gruppo di loro, dopo aver sbarrato gli accessi, occupa il cuore della struttura, dove c’è il museo di Pulcinella e dove ci sono uffici comunali e saloni utilizzati per gli eventi del ” Natale in città”. Altri dimostranti si trovano sul camminamento del muro di cinta del Castello. Da qui, all’altezza di un torrione che dà sulla parte più centrale di Acerra, dove inizia il decumano che porta al Duomo, i senza lavoro hanno steso non solo il messaggio minaccioso, quello con la frase ” Natale per tutti o per nessuno “.

Accanto a questo ce ne sono altri due che recano le scritte, sempre rosse in campo bianco, della sigla del movimento e delle rivendicazioni principali: ” Casa e Lavoro “. La miccia che ha fatto esplodere la protesta, l’oggetto del contendere, è però il progetto Isola, corsi di formazione regionali, per il settore ambientale, retribuiti con 500 euro al mese più altri 96 di ticket mensa. Danaro erogato fino al 2010 a 1500 disoccupati campani di lunga durata, soldi che non vengono più concessi da tre anni, da quando c’è stato il cambio della guardia in giunta regionale.

L’amministrazione Caldoro ha voluto una modifica radicale dell’iniziativa, destinando, in alternativa a salari ritenuti meramente assistenziali, 5mila euro alle aziende che assumono gli iscritti al progetto. ” Ma non c’è stato nessuno risultato – spiega dal torrione del castello un portavoce dei disoccupati – quei 5mila euro non hanno prodotto posti di lavoro e noi siamo rimasti anche senza corsi di formazione e senza retribuzione relativa, quindi siamo in mezzo alla strada “. Corsi che nel frattempo sono finiti anche al centro di un’inchiesta appena culminata con gli avvisi di conclusione delle indagini a carico degli enti titolari della formazione e, tra gli altri, dell’ex assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele.

“Ma l’attuale giunta regionale – eccepiscono a questo punto i disoccupati – non può far ricadere eventuali colpe, peraltro tutte da dimostrare, su di noi, togliendoci la possibilità di avere uno straccio di futuro “. I soldi ci sarebbero per sbloccare questa situazione. Ma li deve attivare il governo. Il tavolo interistituzionale, fissato a Roma il 3 dicembre, è naufragato in una proroga sine die del vertice. Cosa che provocò l’immediata reazione dei senza lavoro napoletani, che in quell’occasione sono andati a occupare la sede nazionale del Pd. Intanto l’assessore comunale al Lavoro, Enzo Falco, prova a fare qualcosa. E’ salito sul muro di cinta del Castello di Acerra e ha annunciato agli occupanti che farà ” il possibile per sollecitare, uno ad uno, tutti gli enti amministrativi in gioco “.

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