Si è tenuta nel tribunale di Nola l’udienza di convalida dell’arresto di Manna, reo confesso dell’omicidio del muratore accoltellato la sera della domenica di Pasqua nel tentativo di recuperare un portafogli rubato a un bracciante albanese.
Il gip Giuseppe Sepe ha disposto ieri la custodia cautelare in carcere per Manna, 52 anni, accusato dell’omicidio di Salvatore Sagliocco, il muratore accoltellato nel giorno di Pasqua. Per l’accusato è stato ipotizzato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale, vale a dire che l’omicida avrebbe agito "costi quel che costi".
Secondo quanto emerso dall’udienza la vittima si sarebbe presentata davanti alla casa di Manna e di suo fratello Antimo, al primo piano del rione Gescal, insieme ad altre persone. L’obiettivo era di ottenere la restituzione di un portafogli sottratto a un bracciante albanese in un centro scommesse di Acerra, il cui titolare è un lontano parente dello stesso Sagliocco.
Ma l’incontro ha sortito una colluttazione tra il muratore quarantenne e Antimo Manna. A quel punto Salvatore è sopraggiunto con un grosso coltello da cucina. Sagliocco, raggiunto da una serie di fendenti ai polmoni, è stramazzato a terra, sul pianerottolo del palazzo, in un lago di sangue. E’ morto in poco tempo. "Manna ha agito per legittima difesa", affermano però gli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Bianco, difensori dell’indagato.






