Canile Buonocore, nuovo capitolo della vertenza: il Comune avvia il procedimento per il ritiro dell’autorizzazione

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Napoli – Settanta cani, molti anziani, tutti microchippati. E una pratica amministrativa che rischia di chiudere una storia cominciata negli anni Ottanta. Il canile di via Eduardo Scarfoglio, ad Agnano, torna al centro del dibattito cittadino dopo che il Comune ha avviato il procedimento per il possibile ritiro dell’autorizzazione sanitaria e per la conseguente inefficacia della SCIA. Una scelta che, se confermata, metterebbe in discussione la sopravvivenza della struttura gestita dall’associazione per la Difesa degli Animali e la Valorizzazione del Mastino Napoletano.

Sul posto si sono recati il vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, Gianfranco Librandi, e il consigliere comunale azzurro Gennaro Demetrio Paipais. «Dietro una pratica amministrativa ci sono settanta animali e il lavoro di chi ogni giorno se ne prende cura», ha affermato Librandi. «La politica deve partire dai luoghi e dalle persone e cercare una soluzione quando la legge offre gli strumenti per farlo». Paipais ha ricordato che nel luglio 2023 il Consiglio comunale approvò un ordine del giorno per la concessione in comodato d’uso gratuito del suolo all’associazione, come già avvenuto per un’altra realtà analoga a Ponticelli.

«Bisogna capire perché a quell’indirizzo non sia stato dato seguito», ha affermato. «Se esiste una strada legittima per garantire continuità al rifugio, il Comune deve percorrerla».

Il canile di via Scarfoglio è attivo da circa quarant’anni e per decenni ha rappresentato un presidio per la gestione del randagismo in una città che non disponeva ancora di una struttura pubblica adeguata.

Nel luglio 2023 il Consiglio comunale votò a larghissima maggioranza una mozione che impegnava sindaco e giunta a concedere il comodato d’uso gratuito del suolo, riconoscendo il valore sociale e assistenziale dell’attività.

Tuttavia, l’indirizzo politico non si è tradotto in un provvedimento concreto. A gennaio 2026 la tensione è salita: una PEC del Comune ha disposto lo sgombero della struttura e il trasferimento degli animali, scatenando la reazione dell’associazione che ha annunciato ricorso al TAR.

Nei mesi successivi si era aperto un tavolo tecnico e a maggio sembrava esserci stata una svolta: lo sfratto era stato «congelato» grazie all’intervento della presidente della Commissione Salute e Verde Fiorella Saggese e dell’assessore Pier Paolo Baretta, in attesa di una relazione tecnica sulla operatività della struttura.
Ora, però, il Comune ha riaperto il fronte amministrativo con il procedimento sul ritiro dell’autorizzazione sanitaria.

Adelaide Buonocore, presidente dell’associazione, sottolinea il valore personale della battaglia: «Ho continuato l’opera di mio padre. Questi settanta cani per me sono settanta figli. Gli ho promesso che avrei combattuto con tutta me stessa perché questa storia potesse continuare e nessuno di loro venisse lasciato solo».

Dall’altra parte, l’amministrazione si muove nel solco della legalità: il canile insiste su suolo demaniale comunale e la regolarità autorizzativa è un requisito imprescindibile. Va poi ricordato che negli anni sulla gestione della struttura sono piovute critiche e accuse documentate anche in una petizione online che cita sentenze del Tribunale di Napoli e della Corte d’Appello, riferite a fatti del passato.

Il punto è che settanta cani — molti anziani e difficilmente ricollocabili — non possono essere spostati come un semplice carico amministrativo. La legge qualifica gli animali come esseri senzienti e il loro benessere psicofisico va tutelato anche nelle scelte di gestione del territorio. Al tempo stesso, la regolarità urbanistica e sanitaria non è negoziabile.

La sfida per il Comune è trovare una soluzione che concili i due piani: quello della legalità amministrativa e quello della tutela animale. Una strada, come ricorda Paipais, potrebbe passare proprio dal comodato d’uso gratuito votato dal Consiglio comunale due anni fa, ma mai attuato.

La prossima settimana sarà decisiva per capire se la pratica si chiuderà con una revoca o con un nuovo tavolo di confronto.
I settanta ospiti di via Scarfoglio, intanto, aspettano.

Giovanni Sodano
Giovanni Sodanohttp://www.giovannisodano.it
Giovanni Sodano si occupa di comunicazione strategica e social media marketing. Esperto di naming e posizionamento sui motori di ricerca, ha lanciato diverse startup di successo. Vive a Napoli e lavora “dietro le quinte“.

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