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Fissato per mercoledì 20 marzo alle ore 17.30 il consiglio comunale in sessione straordinaria in seduta pubblica, che ha come unico punto all’ordine del giorno:” Sequestro preventivo di n° 250 unità abitative ad opera della Procura della Repubblica – conseguenze Urbanistiche – Discussione Politica”.

 

Amarezza, sconforto, panico e tante verità a Volla. Il sequestro degli immobili ordinato dalla Procura della Repubblica delle, oramai famose, zone “F2”, non lascia nessuno indifferente. In questi giorni il paese, rispecchiando pienamente il volto delle persone “truffate”, completamente estranee ai fatti,  assume l’aspetto dell’amarezza e dello sconforto, rispecchiando quello dei responsabili, il panico.

Numerose famiglie si ritrovano con l’investimento “per la vita”, un mutuo talvolta anche trentennale, intrapreso per una casa attualmente sequestrata con ordinanza di sgombero.

Sommerse nel panico, invece, sono le 16 persone indagate. Nel paese c’è un vociferare di nomi e cognomi tra tecnici, imprenditori e proprietari accostati ai vari cantieri.

A questo punto è la politica ad assumere un ruolo necessario per questo dramma.

Gli onorevoli del M5S S. Vaccaro (Senato), C. Sibilia e A. Caso (Camera), T. Malerba (Regione Campania) in un comunicato stampa hanno dichiarato: “Seguiremo la faccenda, fin quando non saranno accertate tutte le responsabilità. I sequestri di Volla sembrano essere frutto di una errata interpretazione sia dall’ufficio tecnico di Volla che di quella autentica fornita dalla Regione Campania a mezzo circolare in merito al proprio Piano Casa”.

Facendo riferimento alla circolare della Regione Campania del 23/10/2012, inviata a tutti gli Uffici Tecnici campani, con oggetto la ‘L.R. n. 19 del 28.12.2009 e s.m.i. Informativa interpretativa ed applicativa del Piano Casa Regionale. Applicazione in ambito paesaggistico ed urbanistico-edilizio’ … “La circolare è a nostro avviso poco chiara e ha alimentato, probabilmente ed in alcuni casi, una errata interpretazione della norma, soprattutto dell’art.4. Anche se la stessa non è assolutamente vincolante per l’Ente. Inoltre, alla luce della sopracitata circolare, con Protocollo n. 14408, in data 11/05/2018, la nuova responsabile dell’ufficio tecnico di Volla, (C. Granata ndr) aveva posto un quesito al dirigente dell’UOD Dott.ssa Lucilla Palmieri per avere delucidazioni in merito, ad oggi, senza ricevere alcun riscontro.”

Una sorprendente e quasi inquietante dichiarazione che insinua una scarsa chiarezza da parte delle istituzioni soprattutto sulla sua pazzesca conseguenza: una cementificazione selvaggia determinata “semplicemente” dalla possibilità di interpretare una legge a proprio piacimento.

Attualmente parte della politica locale esprime una sua posizione in merito. Ognuno spiega la sua “verità”, determinata di volta in volta dal periodo e dal rappresentante.

Ma “Verba volant”, le parole vanno al vento, quel che restano sono i fatti, e a questo punto servono i fatti per orientarsi. Difatti ogni politico del territorio ha sicuramente dimostrato con i fatti, la visione che aveva per il suo paese.

Una breve panoramica degli ultimi anni, per consentire di inquadrare la situazione e le visioni politiche.

Le due operazioni denominate “Edilizia Residenziale Sociale” (via Filichito e via Sepone) sono state approvate durante l’amministrazione S.Ricci; “Sviluppo Italia” (ex Cartiera ed ex Comen), a cavallo tra l’amministrazione A.Guadagno e la gestione del commissario e l’amministrazione A.Viscovo, rispettivamente. Tutti questi interventi non sono riconducibili a quelli con permessi non conformi alla normativa urbanistica.

Era il 2010 quando fu fatta l’attuazione e l’estensione del Piano Casa a tutto il territorio comunale con scelte condivise sia dello schieramento di CS sia di CD (2010).

Successivamente già nel 2014 (amministrazione Guadagno) l’ingegnere O. Gatta, allora responsabile dell’ufficio tecnico, segnalava che ci potevano essere questi permessi di edilizia residenziale nelle zone F2. il Partito Democratico, e il suo assessore (A. Navarra) inviò varie note al responsabile dell’ufficio tecnico, all’avvocato dell’ente G. Leone e al Sindaco, nelle quali intimava di trovare tutte le norme tecniche e giuridiche che potessero frenare questo scempio.

L’amministrazione Viscovo nel 2016, di cui l’attuale sindaco P. Di marzo era Presidente del Consiglio, approvò un permesso a costruire in deroga, con uno “scambio” di aree e di indici urbanistici tra il comune e un imprenditore locale. Questo provvedimento determinò per Viscovo la spaccatura nella sua maggioranza e l’inizio della fine della sua consiliatura. Pochi mesi prima, appena insediatosi, lo stesso Viscovo aveva approvato una variante urbanistica che trasformava un’area da agricola-commerciale a industriale. Quel provvedimento vide il voto contrario solo del consigliere D. Viola (PD).  Inoltre sembra che questo provvedimento sia motivo della prima crepa del gruppo del movimento 5 stelle locale. Il Senatore S. Vaccaro, all’epoca consigliere comunale, si astenne contro il volere di una parte del gruppo, che avrebbe nettamente votato contro il provvedimento, in fede allo “Stop al cemento” della campagna elettorale.

È il gioco delle parti, sono i processi della politica.

Da tutti questi episodi gli elementi chiari e rilevanti sono che sicuramente pochi tra i politici del territorio, fossero ostili allo sviluppo urbanistico della città, e che a determinare il profilo di una forza politica locale siano gli uomini che vi passano, non sempre legati agli stessi ideali.

Così, mentre qualcuno dell’ufficio tecnico suggeriva che forse i permessi di edilizia residenziale nelle zone F2 fossero legittimi, qualcun altro inviava note tecniche di dubbio, nel tentativo di fermare lo scempio, altri ancora organizzavano fiaccolate deludenti, o gridavano al cemento selvaggio, altri ancora formulavano interrogazioni parlamentari, l’attuale sequestro preventivo dei 250 immobili dimostra chiaramente che nessuno è riuscito a trovare riparo a queste norme.

Anzi, queste ultime sono state interpretate sempre nella stessa modalità o per scarsa capacità comprensiva, oppure per malafede (?).

Con l’arrivo a febbraio 2018 dell’Architetto C. Granata al IV settore “Urbanistica, Patrimonio, Attività Produttive, Cimiteriale ed Ambiente”, la giostra si è fermata e sono partite richieste di controlli e l’invio della documentazione alla magistratura.

Da tempo le domande erano note. Giornali e televisioni avevano accennato ad un’inspiegabile cementificazione selvaggia.

E le risposte? Quelle date, quelle mancate, quelle sbagliate!?

Attualmente, quella del M5S appare la prima della politica, tardiva e singolare, sicuramente non esaustiva.

Poi ci sono le altre risposte: quelle della politica, con le sue mancate assunzioni di responsabilità (più di trent’anni inutili per stilare un Piano Regolatore); quelle degli uffici amministrativi e i suggerimenti sbagliati; quelle del “Piano Casa” e della sua estensione totalitaria; quella di una normativa scritta male e interpretata peggio; quelle di un insieme di affari ed affaristi, quelle di alcuni “prenditori”; quelle di decine e decine di cittadini, ignari o consapevoli.

Possibile che tutte queste risposte blindano il “sistema” ed esonerano tutti dalle responsabilità?

Nell’attesa delle risposte definitive che saranno date dalla magistratura.