Vini piemontesi, le idee per la ripresa (e quali assaggiare)

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Il mondo del vino guarda ad un futuro migliore. I numeri post lockdown certificano le difficoltà che ha attraversato l’intero settore. Il mondo dei vini piemontesi in particolare ha subito gli effetti negativi del blocco delle esportazioni, le vendite precipitate anche del 90%, e la chiusura dei ristoranti (fortemente connessi con le degustazioni e la vendita dei vini).

I piccoli e grandi produttori di vini si stanno attrezzando: chi punta alla vendita sul web, chi apre nuove punti-vendita e chi si affianca alle enoteche e all’alta cucina per superare di slancio le difficoltà passate.

Le iniziative regionali – programmate per settembre-ottobre – potrebbero rappresentare una chance decisiva per presentare progetti e nuove idee per l’intero settore e per i vini piemontesi. Riconosciuto dall’Unesco, il lavoro dei contadini della zona potrà dunque di nuovo essere apprezzato dagli appassionati di tutto il mondo e da chi, di recente, magari ha scoperto i sapori peculiari dei migliori vini italiani.

La proposta piemontese per la ripresa

Coldiretti ha chiesto di recente un piano di aiuti del Governo per lanciare il settore anche a livello europeo: dall’iva agevolata al credito di imposta, sul tavolo ci sono molte proposte economiche importanti. Non solo, molte aziende puntano sul web e sulla grande distribuzione: si possono conoscere e apprezzare qualità e caratteristiche dei vini Braida online su Tannico, ad esempio. Le cantine Braida, della zona di Asti, hanno una grande tradizione che si potrà apprezzare direttamente a casa: 60 ettari e 600 mila bottiglie l’anno, la metà destinate all’esportazione. Nell’ultimo decennio proprio i vini esportati hanno rappresentato una voce decisiva per l’intero settore: nel 2019 sono state trainanti, con una rapida crescita delle vendite in valore.

Il valore dei grandi eventi vinicoli

Non solo l’esportazione: anche i grandi eventi, rivisitati in ottica di distanziamento e attenzione alle norme, saranno trainanti per i vini piemontesi. Dall’11 settembre al 4 ottobre torna la Douja d’Or, il Salone nazionale di vini selezionati. Una serie di weekend per testare i propri vini preferiti, per poi magari farseli spedire direttamente a casa. Si tratta del primo evento pubblico post-lockdown, con una serie di wine-testing in piazza e molte iniziative culturali. In questo modo l’enoturismo diventa centrale per provare a fare da volano dell’intero settore.

Come andrà la prossima vendemmia?

Il Piemonte si prepara alla prossima vendemmia: secondo le prime stime le prossime settimane saranno fondamentali per capire la portata della produzione vinicola della zona. Le prime raccolte partiranno a fine agosto, per poi continuare fino ad ottobre. Il livello della produzione dipenderà molto dai fattori climatici, passati e futuri: nell’astigiano c’è un po’ di apprensione per alcune grandinate. Rispetto allo scorso anno le piogge primaverili – seguite dal clima caldo estivo – hanno fatto germogliare con una settimana di anticipo i vitigni.

Giovanni Sodano
Giovanni Sodanohttp://www.giovannisodano.it
Giovanni Sodano si occupa di comunicazione strategica e social media marketing. Esperto di naming e posizionamento sui motori di ricerca, ha lanciato diverse startup di successo. Vive a Napoli e lavora “dietro le quinte“.

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