In uno dei finali più emozionanti degli ultimi anni, l’Italia strappa al 98′ il pareggio che consente agli azzurri di qualificarsi agli ottavi dell’Europeo senza dover aspettare gli altri gironi per vedere le 4 migliori terze: il prossimo avversario sarà la Svizzera, che ha ben figurato anche contro i padroni di casa del Germania, rischiando di arrivare prima nel suo girone.
La partita contro la Croazia ha confermato i limiti che si erano intravisti contro l’Albania e sono poi divenuti molto evidenti contro la Spagna. Limiti in parte caratteriali, a partire da Spalletti, decisamente conservativo già nei cambi contro l’Albania e poi nell’atteggiamento contro gli spagnoli e nella formazione di ieri sera: si pensa prima a non prenderle e si avverte una chiara paura di sbagliare, che non porta a rischiare la giocata come ha fatto invece Calafiori nell’azione del gol qualificazione.
Ma limiti soprattutto tattici, che non permettono ad alcuni calciatori di rendere al meglio; si pensi a Chiesa e Dimarco, per i quali l’equivoco della linea difensiva a 3 o a 4 rappresenta un ostacolo nel fare la differenza. Chiaramente, per mister Spalletti c’è l’attenuante del poco tempo a disposizione per dare un’identità chiara alla squadra e la speranza è che i ragazzi si esaltino nelle difficoltà, come accaduto ad altre selezioni del passato.



