Si terrà domani, sabato 28 marzo, alle ore 17, presso la Cartolibromania di via Roma, 46 a Somma Vesuviana, la prima “Agorà poetica”, organizzata nell’ambito della rassegna letteraria “Una Somma di libri”. Ospiti dell’evento i poeti: Roberto Menna e Rosanna Lemma. In particolare, introduciamo l’opera “Pensieri Sospesi” con un’attenta analisi della silloge d’esordio del giovane poeta Menna.
Secondo la teoria formalista di Viktor Slovskij, la poesia è fondamentale per rompere l’automatismo con cui percepiamo il mondo. Attraverso il processo dello “straniamento”, vediamo il mondo come se fosse nuovo e la nostra percezione cambia radicalmente. Siamo abituati, infatti, a una quotidianità frenetica dove gli elementi intorno a noi diventano quasi “invisibili”, poiché tendiamo a darli per scontati. Invece, la poesia li rende di nuovo percepibili sia nella loro semplicità che nella loro complessità. La poesia, attraverso tecniche espressive particolari, diventa lo strumento per riappropriarsi di una realtà più intensa e significativa.
Secondo Alda Merini «la poesia è vita e la vita è la poesia», quindi la trascrizione dell’esperienza vissuta che si tramuta in parola. Lo stesso filosofo Friedrich Schlegel, considerato uno dei fondatori del primo Romanticismo tedesco, ricorda che la poesia diventa strumento per comprendere: non descrive semplicemente il mondo ma, nella sua potenza conoscitiva, getta le basi per costruirlo. Molti autori moderni sottolineano, infatti, il concetto di realtà molteplice, come lo stesso Luigi Pirandello o Giacomo Leopardi, che parla di tensione tra realtà e immaginazione.
Per immergersi in questo mondo “Ci vorrebbe un libro…” per imparare a guardare con occhi diversi, profondi, consapevoli e capaci di cogliere ciò che apparentemente ci sfugge. Quel libro è “Pensieri sospesi”, silloge d’esordio di Roberto Menna, edita LER.
«I lettori e le lettrici che mi immagino sono quelli che si guardano dentro e cercano di dare risposte a domande che molto spesso non ne hanno. Per me la poesia è questo: esprimere su carta emozioni e sentimenti che, nella vita quotidiana, tendiamo a reprimere.» Ha dichiarato l’autore.
Difatti, “Pensieri sospesi” è una vera e propria mappa emotiva delicata e sincera, un viaggio che si snoda tra i vicoli della memoria personale del poeta, allo scopo di dare un corpo solido a ciò che, per natura, è volatile. Menna dà voce alla sua generazione, sospesa tra il desiderio di realizzazione e la paura dell’ignoto, descrivendo quel “senso di vuoto” che solo la parola scritta riesce a colmare.
Ma cos’è la poesia per lui? «È qualcosa che rallenta, che ti costringe a fermarti e ti dà la possibilità di guardarti davvero dentro. In un certo senso, ti permette di dare voce a lati di te che magari, fino a quel momento, non pensavi nemmeno di avere.»
Volendo analizzare l’architettura del pensiero poetico di Menna, partendo dal titolo stesso, questa evoca un’immagine di attesa e di leggerezza. Come suggerito nella prefazione a cura della dott.ssa Fortuna Dubbioso, i suoi versi agiscono come una “finestra di carta e inchiostro”. L’autore si ferma sulla soglia tra il mondo interiore e la realtà quotidiana, lasciando che le sue riflessioni fluttuino e rapiscano il lettore. I versi scorrono con un ritmo naturale, quasi seguendo il battito di un cuore che cerca di analizzare ciò che è difficile esprimere a voce. La raccolta si articola attorno a nuclei tematici universali, declinati, però, con una sensibilità strettamente individuale. Dall’identità alle radici, emerge con forza il legame con la propria terra e con le tradizioni familiari. L’amore è trattato con una purezza quasi d’altri tempi, visto come ancora di salvezza.
La cifra stilistica di Menna risiede nella sua limpidezza. Rifuggendo da ermetismi astrusi, la sua è una poesia “democratica” e immediata. Raggiunge tutti e parla ai cuori di tutti. È una poesia che “scaturisce dal desiderio di ascoltarsi”, che fa riflettere, trasformando l’introspezione in un dono per il lettore.
E mentre si parla del suo ultimo lavoro, Roberto Menna ci confessa di essere già a lavoro per altre pubblicazioni. «Sto continuando a scrivere, a cercare ispirazione, a capire fin dove posso arrivare con le parole e con quello che sento.»




