Home Cronaca Truffe assicurative: la Guardia di Finanza di Torre Annunziata smaschera un’agenzia di...

Truffe assicurative: la Guardia di Finanza di Torre Annunziata smaschera un’agenzia di consulenza

145
0
CONDIVIDI

Dalle prime ore di questa mattina, il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale oplontino, sta eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali nei confronti di undici indagati, appartenenti ad un’associazione a delinquere, attiva soprattutto nelle truffe assicurative e in diverse condotte delittuose (falso ideologico, sostituzione di persona e falsa testimonianza). Eseguita anche una misura degli arresti domiciliari nei confronti di un finanziere e di un avvocato, implicati nelle attività associative.

Con il gruppo di soggetti stabilmente associati, si è scoperto anche un vasto coinvolgimento, a vario titolo, di numerosi soggetti, tra cui periti, avvocati, carrozzieri e falsi testimoni. Il quadro indiziario ricostruito ha consentito di mettere in risalto come il capo di questa compagine delittuosa fosse Francesco Verde, titolare di un’agenzia di consulenza di Boscoreale, attorno alla quale si è sviluppato il gruppo criminale.

Il maggiore indagato, facendo del suo studio la base operativa per l’associazione e avvalendosi del supporto di un esperto nel settore, aveva degli “agenti” smistati sul territorio che, sulla scorta delle sue direttive e delle sue indicazioni, attiravano una clientela interessata al loro illecito business. L’accordo consisteva nel mettere in piedi una falsa versione dei fatti sui sinistri stradali, mettendo a disposizione dell’associazione le proprie autovetture o i propri motocicli, ricavandone dei profitti assicurativi. Tali “agenti”, alcuni dei quali con una lunga militanza delinquenziale, si occupavano innanzitutto di ritirare, dai legittimi proprietari compiacenti, i veicoli; questi venivano poi condotti presso alcune carrozzerie ubicate nei comuni di Boscoreale e Scafati, ove si provvedeva a danneggiarli materialmente o a sostituirvi parti illese con altre incidentate. Gli stessi si occupavano anche del carteggio necessario all’istruttoria finalizzata all’ottenimento dell’indennizzo, indirizzando le false pratiche di consulenza a periti coinvolti, procurando documentazione fittizia e ingaggiando talvolta falsi testimoni.