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Nel servizio che segue le principali criticità indicate da Di Donna.   

Ripristinare il registro tumori, ripulire la Terra dei fuochi e “raccontare tutta la verità”. Queste le priorità che il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha illustrato ad Acerra il 26 settembre dello scorso anno, durante la manifestazione conclusiva della decima giornata del creato, svoltasi alla presenza dei vescovi campani, del cardinale Crescenzio Sepe, e del procuratore di Nola, Paolo Mancuso. Promesse che secondo quanto recentemente denunciato dal vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, non sono state mantenute.

“La situazione campana è drammatica – aveva detto il capo dell’esecutivo campano durante la conferenza sul Creato di un anno fa – e noi dobbiamo raccontare tutta la verità. C’è violenza, ci sono problemi, ma c’è anche la speranza, perché ci sono persone perbene che fanno il proprio dovere e lavoro. Dobbiamo liberarci – le parole di De Luca pronunciate durante l’evento acerrano – dall’abitudine di utilizzare le istituzioni per fare clientele di massa. Cominciamo a dare risposte per fare esclusivamente il bene della gente”. Durante la conferenza di un anno fa il presidente ha affermato che in tempi brevi sarebbe stato ripristinato il registro tumori e che sarebbero stati avviati “screening di massa permanenti”.

Nel frattempo sono comunque emerse novità di rilievo, tra le quali spiccano la decisione del governo di destinare 500 milioni allo svuotamento delle grandi discariche campane, la rimozione delle ecoballe dal gigantesco stoccaggio di Giugliano e la bonifica, completata appena l’altro giorno, dello sversatoio di Baronissi.