Il pastore Cannavacciuolo, le cui greggi furono abbattute per la presenza di diossina, ha presentato istanza alla Procura Generale contro gli assolti in appello. Ma è un’ennesima corsa contro il tempo.
Mario Cannavacciuolo sta sollecitando la Procura Generale affinché faccia ricorso in Cassazione contro l’assoluzione di alcuni esponenti delle forze dell’ordine, due carabinieri, assoluzione spuntata dal secondo grado del processo Carosello Ultimo Atto, un grande traffico di rifiuti tossici dal Nord alle campagne della provincia di Napoli.
Intanto ha depositato formalmente questa istanza appena l’altro giorno l’allevatore che con il suo apporto di parte civile ha molto contribuito a far condannare per disastro ambientale gli imprenditori acerrani dello smaltimento Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini.
Ma c’è poco tempo per chiamare in causa il giudice di terzo grado. La Procura Generale ha infatti fino a sabato 13 giugno per fare ricorso. Questo perché la sentenza di secondo grado risale al 29 gennaio mentre le motivazioni sono state depositate il 23 aprile. Quindi, in base al calcolo di legge, i 90 giorni per ricorrere in Cassazione scadranno tra una settimana.
Ecco il contenuto integrale dell’istanza:
Il sottoscritto Mario Cannavacciuolo, parte civile costituita nel procedimento penale numero 2521 del 2014 a carico del maresciallo Giuseppe Curcio, ex comandante della stazione carabinieri di Acerra, dell’appuntato Vincenzo Addonisio e di altri, vista la sentenza numero 680 del 2015 emessa in data 29 gennaio 2015 dalla Corte di Appello di Napoli, IV sezione penale ( presidente Eugenio Giacobini, relatore Rosa Molè ), depositata in cancelleria il 23 aprile del 2015 e con la quale, in riforma della sentenza del 29 marzo 2015 del tribunale di Napoli, sono stati assolti Vincenzo Addonisio, Giuseppe Curcio, Cuono e Giovanni Pellini dal delitto loro ascritto al capo M perché il fatto non sussiste ed il Curcio altresì dal delitto di cui al capo C per non aver commesso il fatto. Riscontrata l’ingiustizia del provvedimento all’esito delle rilevanze processuali, considerato che la eventuale irrevocabilità con la conseguente formazione del giudicato, andrebbe ad avvalorare la opinabile ricostruzione storico rappresentativa della verità dei fatti processuali, chiede che la Procura generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Napoli, esaminati gli atti processuali, voglia provvedere alla proposizione del ricorso in Cassazione ad ogni effetto penale avverso la sentenza indicata.








