I testi di Pino Daniele saranno studiati e approfonditi nelle scuole

Nell’anno scolastico in corso, gli studenti di Benevento e provincia avranno come materia di studio i testi delle canzoni di Pino Daniele. L’iniziativa è nata da un’idea di Salvatore Palladino, Presidente dell’Accademia di Santa Sofia, che ha inviato alle scuole del territorio sannita una richiesta di collaborazione per il coinvolgimento di giovani ragazzi nell’ampio progetto artistico e formativo, che prevede anche degli spettacoli. “Pino Daniele è un patrimonio culturale della Campania e di tutto il mondo. Ha saputo incarnare tante anime all’interno della sua musica, sicuramente quella partenopea ma tante sono le contaminazioni internazionali e le collaborazioni che ha avuto nel corso della sua straordinaria carriera. Ci sembra giusto e doveroso dare il nostro piccolo contributo affinché i ragazzi, di questa e delle future generazioni, conoscano ciò che è stato prodotto.” Ha dichiarato Palladino. A scuola si svolgerà un’analisi dei testi delle canzoni, come si fa per le poesie. Nella fase iniziale, che si concluderà nei primi mesi del 2024, sarà fornita ai ragazzi una playlist molto ragionata di 7/10 brani capace di racchiudere l’essenza della produzione dell’artista, anche se in maniera sintetica, poiché è stata davvero molto vasta e interessante. I referenti del progetto spiegano la difficoltà nella scelta dei testi in una produzione ampia e profonda. “È stato difficilissimo scegliere le canzoni. Abbiamo cercato di tracciare un percorso in parte cronologico ma soprattutto esistenziale. Pino Daniele ha saputo cogliere tanti temi, che vanno dal sociale all’intimistico, quindi abbiamo cercato di raccontare, attraverso le sue canzoni più rappresentative, una dimensione umana molto sfaccettata. Questi ragazzi studiando questa musica e iniziando a cantarla, potranno sicuramente ritrovare tanto del proprio vissuto.” “Il titolo che abbiamo dato allo spettacolo è “Yes, I Know My Way“, ci piaceva molto l’impatto plurilinguista. È molto interessante anche dal punto di vista della scrittura l’uso della lingua che Pino Daniele fa, scivolando in modo molto fluido da una lingua all’altra proprio per esprimere sentimenti ed emozioni. I brani più noti non potranno mancare, ci saranno sicuramente “A me me piac ‘o blues” e “Napul’è“, che ormai è un inno italiano più che campano.”

Acerra, niente Consiglio Comunale nella piazza della protesta: “Non ci sono le condizioni”

0
ACERRA – La Conferenza dei Capigruppo consiliari di Acerra, riunita ieri sera, ha respinto la richiesta di ‘ripetere’ la seduta del consiglio comunale in piazza sabato 14 ottobre, nel giorno della manifestazione indetta contro la quarta linea del termovalorizzatore. Una proposta pervenuta solo martedì 10 ottobre da parte di sette consiglieri – su nove – di minoranza. Su questo stesso argomento, infatti, l’Assise cittadina si è già espressa nelle scorse settimane con l’amministrazione comunale che ha già pubblicamente aderito all’iniziativa. Pertanto, la proposta di riunire il consiglio comunale in piazza contemporaneamente ad un’altra manifestazione è stata respinta poichè ritenuta una posizione strumentale. Gli esponenti dell’opposizione, sul tema, non hanno votato il documento proposto dalla maggioranza in consiglio comunale nel quale, oltre a ribadire il ‘no’ alla quarta linea, sono state definite anche una serie di misure a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. La richiesta di celebrare il consiglio comunale tra la folla, durante lo svolgimento di un’altra pubblica manifestazione, è un vano tentativo della minoranza di recuperare proprio questo mancato voto al documento della maggioranza che intende salvaguardare l’interesse collettivo della città di Acerra. Sono evidenti, in proposito, le tantissime difficoltà di svolgimento del civico consesso in una situazione come quella che si presenterà sabato: di conseguenza l’amministrazione comunale ha ritenuto le posizioni dell’opposizione totalmente funzionali a continuare a confondere i cittadini sulla realtà. Una realtà che vede l’amministrazione comunale votare in Consiglio contro l’eventuale quarta linea del termovalorizzatore, con l’opposizione, invece, che il documento contro la realizzazione della quarta linea non l’ha mai votato. Sulla partecipazione alla manifestazione di sabato 14 ottobre ogni singolo amministratore, tra l’altro, si è già pronunciato, aderendo ad essa. Durante la stessa Conferenza dei Capigruppo è stato sottolineato quanto affrontato per contrastare la presenza sul territorio acerrano di insediamenti industriali inquinanti in modo serio, senza strumentalizzazioni di parti politiche, con atti amministrativi concreti, con documenti approvati in consiglio comunale e facendo sentire la propria voce nelle sedi istituzionali regionali e nazionali esclusivamente per il bene della cittadinanza.

Ci eravamo sbagliati

Ci eravamo sbagliati. Dopo una ripresa vista nelle ultime partite, dopo la sconfitta incoraggiante contro il Real Madrid, il Napoli di Garcia torna a fare un po’ di passi indietro.

 

Francese 0 – Italiano 1, questo potrebbe essere un altro titolo azzeccato per quanto visto al Maradona. La Fiorentina è squadra organizzata, e il Napoli non è sempre all’altezza delle sue capacità. Male sul vantaggio avversario (gol di Brekalo), la difesa del Napoli è presa alla sprovvista e Meret si fa passare la palla sotto le gambe. Nonostante i pericoli corsi, il Napoli ci prova, e alla fine del tempo Osimhen sfrutta un errore avversario per procurarsi il rigore e segnarlo. Nel secondo tempo si passa dalle stelle alle stalle. Prima si materializza la possibilità del gol di Osimhen, che ruba un pallone dopo un errore avversario, ma la ruota non gira sempre come vuole e sbaglia. Subito dopo, il Napoli non ha le giuste misure nella sua area, e una carambola favorisce il gol del vantaggio di Bonaventura. La viola chiuderà i giochi su contropiede Gonzalez. Questi i gol, ma avranno un ruolo fondamentale le sostituzioni. Fa riflettere l’effetto di alcune sostituzioni: Raspadori al posto dell’infortunato Anguissa con conseguente cambio di modulo e compiti difensivi, perdendo il controllo del centrocampo, il cambio di Politano, che seppur stanco avrebbe potuto dar fastidio su quella fascia e nel finale quello di Osimhen, unica energia perpetua in avanti. E’ facile parlare dopo e non prima, è vero, ma è giusto analizzare gli effetti di alcune decisioni. E queste sostituzioni non hanno dato i loro frutti, e forse dovrebbero far riflettere l’allenatore. In una fase calda, alla ricerca del gol del pareggio e del vantaggio, uno che la palla la prende sempre in area, come Osimhen, non si fa uscire mai dal campo. L’impressione è che in campo non si sappia sempre alla perfezione cosa fare, la squadra va a scatti, non ha equilibrio e fa errori nelle varie fasi di gioco.

Nel frattempo, le risposte del mister in conferenza stampa non convincono tutti, si vocifera sul possibile esonero. Tutto però resta come è ora. E resta il fatto che le prestazioni di una squadra che nei suoi effettivi è rimasta come quella della passata stagione non fanno gioire. Il Napoli di Garcia fa 2 passi in avanti e 3 indietro, e fa rimpiangere il Napoli della scorsa stagione, è a -7 dalla capolista Milan. Ci eravamo sbagliati, bisogna correre ai ripari, in qualche maniera.

Cicerone usò in modo magistrale nei suoi discorsi anche l’arma dell’umorismo e dell’ironia

0
Cicerone giunge a considerare la funzione del “comico” come essenzialmente difensiva, volta a stornare dalle nostre certezze, logiche e sentimentali,  ogni potenziale minaccia,  a smontarla, e, infine, a riderne: il riso è il segnale di cessato allarme: noi ridiamo perché la minaccia che credevamo, in un primo momento, consistente, si è sgonfiata.L’oratore latino  uguagliò la maestria di Demostene  e di Iperide nell’uso del diasyrmòs, la tecnica della demolizione dell’avversario: era un  piacere particolare quello che essi provavano nel fare a pezzi l’avversario senza lasciargli la possibilità di arrendersi.  Non facevano prigionieri.  Correda l’articolo il quadro di Cesare Maccari “ Cicerone attacca Catilina”.   Dopo la disfatta dei Pompeiani a Farsalo, Cesare  vendette all’asta i loro beni.  Servilia,  la madre di Marco Bruto, amante di Cesare, ottenne per quattro soldi una tenuta di grande valore, e Cicerone  la fulminò: “Servilia si è procurata il terreno, con lo sconto della terza parte: tertia deducta”, Ma Terzia si chiamava anche una figlia di Servilia, sposa di C.Cassio, e perciò Cicerone intendeva dire, con un’allusione assai pesante,  che amante di Cesare era stata non solo  Servilia, ma anche la figlia Terzia, che si era accoppiata “deducta” con il vincitore. . La lingua ha una comicità propria, oltre che quella strumentale: si pensi alle parole senza significato, e alle fantasie verbali, costruite in modo tale da capovolgere l’attesa. Rientrano in questo contesto gli errori di stampa e di trascrizione, le parole create per fusione, i termini polisemici, che possono generare il comico soprattutto in una traduzione infelice e distratta, l’omonimia, lo zeugma, e cioè l’accostamento della stessa parola a situazioni diverse. Fonte notevole di comico sono le ambiguità dei nomi propri , le catacresi, le congiunzioni improvvise di situazioni apparentemente analoghe. La Tyteca cita una battuta di Pope su Eugenio di Savoia, che si distinse per le molte prese di tabacco, oltre che di città. In genere sono comici tutti gli errori linguistici, diretti e indiretti. Cicerone non disdegna il comico delle parole, ex ambiguo dicta vel argutissima putantur ( De orat.II, 250), i motti a doppio senso sono ritenuti molto faceti, ma non sempre sono usati per lo scherzo, spesso hanno un tono serio. Nel “De signis, 49”, c’è il gioco di significati sull’aggettivo purus. Eupolemo invita a pranzo Verre, e ben conoscendo la sua passione per l’argento cesellato, ordina di usare il suo più bel servizio, ma di argento puro, cioè non lavorato, per non restare lui stesso purus, cioè spogliato. E più volte Cicerone giocò sul nome Verre, connettendolo a verres, il porco, a verruca, al verbo verro, io spazzo. Sfruttò anche le paronomasie, ricordando che Catone chiamava Marco Fulvio non nobilior ( il nobile), ma mobilior ( il volubile), e giocando spesso sull’affinità di emptio, acquisto, e ereptio, furto. Tizio è un appassionato giocatore di palla, di cui si dice in giro che sia solito rompere le statue sacre. Un giorno che è in ritardo a un appuntamento, Terenzio Vespa lo scusa, dicendo che la causa è la rottura di un braccio. Cicerone cita un calembour che Lucilio attribuisce all’ Africano maior: Che vuoi fare, Decio ? Nuculam an confixum vis facere ? Giuseppe Norcio ( Cicerone, Opere retoriche, I, Utet, Torino, 1970, pp. 382-3) traduce correttamente: Vuoi forse ridurre in poltiglia Nocella ? ma poi confessa in nota: L’espressione è oscura e non sappiamo in che cosa consistesse la facezia. In realtà, la “ nocella “ indica il nocciolo, che veniva tritato e usato in cucina. Perché si sprigioni il comico del linguaggio, è necessario che ci sia un accordo tra oratore e uditorio, e che l’oratore si adatti all’uditorio, soprattutto se egli cerca di produrre effetti comici usando ragionamenti fondati su presunzione, su massime, su omissioni volontarie di taluni passaggi logici Nel minuzioso elenco di tecniche e di argomenti del comico del discorso la Holbrechts- Tyteca ( Il comico del discorso, Feltrinelli, Milano, 1977, p. 89-90)  inserisce l’omissione volontaria di passaggi concettuali indispensabili: in questo caso, il riso scaturisce dall’improvvisa frattura della continuità logico-linguistica.  Esemplare è il colloquio che sarebbe avvenuto tra Nasser, il rais dell’Egitto, e Kossygin, ministro degli esteri dell’Urss. E’ il giugno del 1967. L’Egitto è in guerra con Israele: la guerra dei sei giorni. Israele con un attacco preventivo distrugge l’aviazione nemica: e poche ore dopo, è il 6 giugno,  le sue truppe corazzate circondano, nel Sinai, le divisioni di Nasser,  fanno migliaia di prigionieri, si impadroniscono di enormi quantità di armi, compresi cannoni e carri armati. Per l’Egitto è la disfatta. Ma Nasser non si arrende. Dice all’alleato Kossygin: “ Devi mandarmi al più presto 500 aerei e 1000 carri armati.”. E Kossygin ribatte sarcastico: “ Agli Israeliani serve altro ? “.  In verità, la battuta non è nuova. L’aveva già fatta l’esule Annibale, rispondendo a una domanda di Antioco di Siria, di cui era ospite ( Aulo Gellio 5,5 – Macrobio II, 2, 1 ). Antioco, che si appresta a dichiarare guerra a Roma, allestisce un potente esercito e lo fa sfilare davanti al condottiero cartaginese .  Gli mostra con orgoglio la cavalleria, sfavillante di corazze, di falere e di briglie d’argento, e i carri falcati ornati con lastre di bronzo, gli elmi e gli stendardi luccicanti di oro. Sicuro di sé e dei suoi, chiede ad Annibale: Basterà tutto questo per i Romani ?  E Annibale: credo che basterà, anche se sono insaziabili.  Vien da pensare che la sconfitta di Zama e l’esilio avessero sviluppato in Annibale, anche a livello linguistico, quel genio dell’ironia e dell’umorismo da cui era stato ispirato quando aveva preparato a tavolino, e mirabilmente realizzato sul campo, le trappole del Trasimeno e di Canne. A Zama  perse, perché cercò solo di ripetersi, di copiare Canne. .  

Somma Vesuviana, Di Sarno: “Pugno duro e tolleranza zero per chi sversa rifiuti”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Per la prima volta i marciapiedi in Via Marigliano. Continuano le operazioni di pulizia degli alvei. Ritornati allo splendore i canali borbonici. E tolleranza zero nei confronti di tutti coloro i quali abbandonano, sversano e scaricano rifiuti senza rispettare luoghi, ambiente e norme. Salvatore Di Sarno – Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Se necessario arriveremo ad utilizzare anche le fototrappole. L’ordinanza prevede sanzioni amministrative e apposite denunce all’Autorità Giudiziaria”. “Stiamo lavorando ad ampio raggio. Cantieri in contemporanea come ad esempio la pulizia degli alvei. Gli alvei non sono semplici lagni, ma sono canali borbonici realizzati dai Borboni per consentire il flusso delle acque dalla montagna verso valle. La manutenzione degli alvei è fondamentale al fine di  mitigare il rischio geo – idrologico. Siamo intervenuti su quasi tutti gli alvei ma le azioni non sono ancora terminate. In località Via Marigliano, oltre alla pulizia dell’Alveo Fossa dei Leoni, dove l’intervento ha riportato allo splendore il canale borbonico che rappresenta anche una testimonianza storica, abbiamo per la prima volta, realizzato i marciapiedi. Via Marigliano è una via di collegamento molto importante, soprattutto dopo l’apertura della superstrada 268. Non erano stati mai realizzati marciapiedi, quelli di questi giorni sono i primi in assoluto. E’ chiaro che completeremo lungo tutta Via Marigliano, strada lunga tra Somma Vesuviana e Marigliano ”.  Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Pugno duro e tolleranza zero nei confronti di coloro i quali lasciano sacchetti per strada o sversano rifiuti. “Abbiamo affisso anche l’ordinanza sul divieto di abbandonare i rifiuti. E’ vietato abbandonare e depositare i rifiuti di qualsiasi tipo sul suolo  e in tutti i luoghi e con modalità differenti da quelli stabiliti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani . E’ vietato depositare e abbandonare ma anche scaricare su aree pubbliche, su strade comunali – ha continuato Di Sarno –  provinciali e statali, nei fossi di scolo per le acque piovane, ma anche su panchine, qualsiasi tipo di rifiuti indifferenziati, differenziati, ingombranti, o sacchetti contenenti rifiuti. E’ fatto obbligo, a tutti gli utenti di conferire i propri rifiuti secondo le regole della raccolta differenziata e nel rispetto del calendario. Per le violazioni si procederà alle sanzioni amministrative pecuniarie dai 25 ai 500 euro, in aggiunta alle sanzioni previste si imporrà al trasgressore anche la bonifica dell’area deturpata. Nell’eventualità di abbandono di rifiuti tossici e pericolosi, si procederà ad inoltrare apposita denuncia all’autorità giudiziaria competente. Ci avvarremo anche di videocamere e fototrappole che potranno essere dislocate dove ritenuto necessario”.  

Brigadiere in pensione sventa furto di una 500x e fa arrestare 3 giovani vesuviani

0

 “Anche se in pensione un Carabiniere deve continuare a fare il suo dovere”. Questo è il pensiero di un ex Brigadiere in servizio per anni presso il Comando Provinciale di Benevento, che grazie al suo spirito d’osservazione, evidentemente non ancora sopito, nel pomeriggio di ieri, notato alcuni giovani che stavano cercando di forzare la portiera di una FIAT 500 X, segnalava immediatamente ai suoi ex colleghi della Centrale Operativa quanto stava accadendo.

Veniva così allertata una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia che riusciva a rintracciare ed intercettare, anche grazie alle precise indicazioni fornite dal Brigadiere in pensione un SUV di grossa cilindrata, con il quale i giovani si erano nel frattempo allontanati dal luogo ove era parcheggiata la FIAT 500, evidentemente per non essere riusciti nel loro intento.  All’alt intimato dai militari, il conducente del SUV in un primo momento rallentava fingendo di fermarsi, poi con una manovra repentina riprendeva la marcia dandosi a spericolata fuga per le vie cittadine.  Così, anche grazie all’ausilio di altre due autoradio che nel frattempo erano state attivate per supportare l’inseguimento, il SUV veniva bloccato nei pressi del cimitero cittadino.

All’interno del veicolo venivano identificati tre giovani con pregiudizi per reati contro il patrimonio, rispettivamente un 33enne residente a Boscoreale, un 22enne residente a Torre Annunziata e un 20enne residente a Terzigno.

Nel corso degli accertamenti venivano rinvenuti e sequestrati arnesi e dispositivi elettronici comunemente usati per i furti d’auto, nonché la borsa appartenente alla proprietaria della Fiat 500X, oggetti che i tre avevano vanamente avevano tentato di disfarsi all’atto del controllo operato dai militari.

I predetti, venivano tratti in arresto e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotti presso la Casa Circondariale di questo capoluogo.

Il provvedimento oggi eseguito è una misura pre-cautelare, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, adottato nella fase delle indagini preliminari e il destinatario dello stesso è allo stato indagato e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Camorra nel Vesuviano, decapitati 2 clan: 21 arresti

Boscoreale e Boscotrecase. Camorra. Carabinieri arrestano 21 persone. In data odierna, i militari del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 persone, di cui 13 sottoposte alla misura della custodia in carcere e otto a quella degli arresti domiciliari, in quanto ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, dei delitti di associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché di vari reati-fine, commessi con “metodo mafioso” e con la finalità di agevolare le organizzazioni camorristiche denominate “Pesacane” e “Gallo-Limelli-Vangone”, operanti nei territori di Boscoreale e Boscotrecase. Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

Regno del pezzotto nel Vesuviano, sequestrati 16mila capi contraffatti

0
SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Da un negozio al dettaglio del pescarese ai centri di stoccaggio merce disseminati tra Roma, Napoli e San Giuseppe Vesuviano. È triangolare la rotta della contraffazione ricostruita dalle Fiamme Gialle pescaresi all’esito delle indagini condotte in materia di sicurezza prodotti e tutela del “Made in Italy”, nell’ambito del piano d’azione “STOP FAKE”. Oltre 16mila i capi d’abbigliamento ritirati dalla vendita e sequestrati, perché privi di etichettatura conforme alla normativa del Regolamento Europeo e del Codice del Consumo. Violazioni per cui sono state irrogate sanzioni con massimali da 20 mila euro. Le investigazioni, sulla scorta dell’esame della documentazione contabile rinvenuta, hanno portato i militari della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria a risalire la filiera illecita della merce e scoprire così tre diversi opifici per grossisti gestiti da cinesi. I responsabili, attivi sul mercato con ampi depositi e magazzini destinati all’esposizione per il commercio e la vendita di articoli non sicuri sul territorio nazionale, sono stati segnalati alle competenti Camere di commercio. Il settore moda si conferma come tra i più colpiti dal business della contraffazione. Secondo l’ultimo rapporto Censis, l’abbigliamento sportivo, casual e intimo, e oltre 100.000 esemplari tra hand bag, pochette e zaini, rappresentano le principali tipologie di articoli sequestrati. La Cina è il principale luogo di origine dei pezzi. Dalla Via della Seta proverrebbe, inoltre, più del 60% della merce non sicura e potenzialmente tossica circolante nel sommerso nazionale. A Napoli, in particolare, sembrerebbe essere operativa una vasta filiera del falso per la produzione e la commercializzazione di capi di abbigliamento low cost lungo i corridoi adriatici e tirrenici della penisola. Le quantità enormi di queste tipologie di prodotti accendono i riflettori sui traffici illeciti mondiali, dove l’“ipertrofia” della contraffazione ha ormai un attore assoluto: il crimine organizzato transnazionale. Difatti, le organizzazioni criminali spesso sono attratte dalla produzione o distribuzione di merce contraffatta, attività scarsamente rischiose e, al contempo, altamente lucrative, per via dell’elevata domanda dipendente dalle notevoli differenze di prezzo tra gli originali e le loro copie. Un delta questo che, nella maggior parte dei casi, è dovuto ai livelli di tassazione, alla necessità da parte dei produttori legali di recuperare il capitale investito per lo sviluppo e la produzione dei propri prodotti, e, soprattutto, alla diversa qualità delle materie prime utilizzate e dunque del prodotto finale. Questa “catena di montaggio illegale” si fonderebbe sullo stretto legame che unisce le organizzazioni criminali italiane a quelle cinesi, ma anche sul frequente utilizzo da parte della criminalità organizzata di un cosiddetto sistema di triangolazione appunto, per cui le merci provenienti dall’Oriente vengono immagazzinate e poi smerciate in momenti successivi nelle varie destinazioni, di norma ritenute più sicure perché permettono di mascherare l’origine delle merci traendo in inganno gli organi deputati ai controlli doganali. “I delitti di contraffazione, se realizzati in forma organizzata, costituiscono attività criminose produttive di enormi profitti” afferma il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Pescara, Col. t.ST Antonio Caputo. “Quando questi guadagni si riversano nell’economia legale, alterano il mercato e fungono da ulteriore incentivo per la commissione di una serie di reati. La tutela della proprietà intellettuale non è solo la difesa del marchio, ma anche un argine per salvaguardare la salute pubblica, i diritti dei lavoratori e delle imprese, il corretto sviluppo della libera concorrenza ed evitare, inoltre, il possibile insorgere di problematiche connesse all’ordine ed alla sicurezza pubblica, messe a rischio dalla sottrazione di risorse all’erario, dalla perdita dei posti di lavoro e dalla chiusura di aziende produttive”.

Per Acerra Unita chiede consiglio comunale in piazza durante corteo anti-quarta linea

0
Coalizione civica per Acerra Unita protocolla richiesta di Consiglio comunale urgente e straordinario per il 14/10.
I consiglieri comunali Casoria Giuseppe, Catapane Domenico, Fausto La Montagna, Salvatore Maietta, Salvatore Messina, Antonio Nocera e Andrea Piatto,
nel prendere atto della convocazione della conferenza dei capigruppo che riscontra, con irrituale e immotivato ritardo, la richiesta del Comitato Unitario contro la 4 linea,
tenuto conto della previsione regolamentare che all’art. 2 recita che “su proposta del Sindaco o del Presidente del Consiglio Comunale, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo Consiliare può stabilire, a maggioranza dei Consiglieri rappresentati, che l’adunanza del Consiglio si tenga eccezionalmente in luogo diverso dalla sede comunale, per ragioni di carattere sociale, culturale e sportivo che facciano ritenere opportuna la presenza del Consiglio sui luoghi ove si verificano situazioni particolari, esigenze ed avvenimenti che richiedono l’impegno e la solidarietà generale della Comunità” hanno formalizzato una richiesta.
chiedendo al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale di esercitare, per i motivi di cui sopra, le prerogative richiamate all’art. 2 del vigente Regolamento di Organizzazione e Funzionamento del Consiglio comunale, convocando seduta urgente e straordinaria dell’organo consiliare il giorno 14.10.2023 alle ore 16:00 in Piazza Duomo. I consiglieri proponenti si dichiarano disponibili a votare positivamente una sintetica proposta deliberativa che contenga un dispositivo di adesione formale alla manifestazione, proposta dal Sindaco e redatta d’intesa con il Comitato Unitario.
“La serietà della funzione istituzionale e la complessità della vertenza impongono che la decisione di adesione alla manifestazione si formi quale volontà solenne ed unitaria del Consiglio comunale – dichiarano i consiglieri comunali proponenti – per questo ci dichiariamo fin da subito indisponibili a scorciatoie tattiche e a riti di politica politicante che sono lontani da una città che sta per urlare il suo disprezzo verso chi vuole giocare con la sua salute”.

Uccisa dalla sua auto, Mena lavorava da un mese in farmacia: autopsia e indagini

È stato deciso l’esame autoptico sulla salma di Filomena La Montagna, la 40enne di Somma Vesuviana morta questa mattina in via Strettola a Casalnuovo. L’incidente è avvenuto davanti scuola e a quanto pare la giovane mamma si stava recando nella farmacia dove aveva cominciato a lavorare da appena un mese. Le indagini degli agenti della municipale puntano sulla fatalità e sul mancato funzionamento del freno a mano, che però in quel modello di auto, la Fiat 500X si attiva automaticamente. Cordoglio alla famiglia è stato espresso dal sindaco Massimo Pelliccia: Questa mattina c’é stato un drammatico incidente nei pressi di via #Strettola. Una giovane donna 40enne, non residente a Casalnuovo, é morta in tragiche circostanze dopo essere stata investita dalla sua stessa auto lasciata in sosta vicino al luogo di lavoro. Un incidente terribile sul quale le forze dell’ordine stanno facendo chiarezza. Siamo vicini alla famiglia per questa immane tragedia che ha lasciato l’intera comunità sotto shock.” In lutto anche Marigliano, dove si è tenuta una veglia di preghiera e Brusciano, dove si era trasferita recentemente.