Somma Vesuviana, Antonio Giuliano abbandona la Lega dopo 7 anni

Riceviamo e pubblichiamo

Dopo sette anni lascio la Lega – Salvini Premier. Lascio il gruppo giovanile e lascio un partito nel quale ho creduto profondamente, mettendoci sempre la faccia, il tempo e la passione.

Purtroppo, però, il partito di oggi non è più quello che ho conosciuto anni fa, fatto di persone e valori nei quali mi riconoscevo davvero.

La mia scelta non nasce tanto da divergenze sul fronte nazionale, che anche in quantità minori, in questi anni di governo è stato un po’ tutto il contrario di tutto, ma quanto da una realtà locale e territoriale che, almeno in Campania, di fatto non esiste.

La Lega-Campania non rappresenta più i valori della Lega – Salvini Premier.

Non c’è spazio per i giovani, non vengono valorizzati né i territori né le competenze. Mancano progetti concreti e una visione politica chiara.

A livello locale (Somma Vesuviana) è diventato impensabile fare politica in modo serio e trasparente, mettendo da parte gli attriti e facendo prevalere le competenze.

Si continua a delegare persone a rappresentare l’impresentabile, che si nascondono dietro liste civiche, dietro simboli che cambiano a seconda della convenienza, senza mai avere il coraggio di dire apertamente “sono leghista”. Si parla di presentare liste “Lega” senza credere realmente in un progetto politico, solo per qualche spiccio elettorale di ricambio. Comunicati fatti a nome e simbolo Lega senza mai invitare ad una riunione chi davvero la Lega la rappresentava e ci aveva messo la faccia. Tutto questo non fa altro che allontanare i giovani dalla politica.

Questo disagio non è solo personale o locale: l’addio del Generale Roberto Vannacci è l’ennesimo segnale, dopo quello di Pierro, Sasso e di tanti altri militanti e dirigenti leghisti  che oggi non si sentono più rappresentati come una volta. In particolare anche del consigliere Emanuele Papa con il quale ho condiviso molte battaglie politiche.

Si parla solo di candidature personali, di equilibri di potere, di persone che cambiano casacca con estrema facilità, che sostengono un partito e poi scompaiono, che mettono ostacoli invece di creare opportunità di crescita.

Nessuno sembra disposto a fare un passo indietro per il bene collettivo, pur di non perdere quel poco potere che possiede. E nemmeno il cambio del coordinamento regionale ha portato quella svolta che molti, me compreso, speravano.

In questi sette anni ho sempre creduto in un modo diverso di fare politica.

Oggi, con rispetto ma con fermezza, è arrivato il momento di salutare, ringraziare chi ha condiviso un tratto di strada con me e continuare il mio percorso politico con coerenza e serietà, restando fedele ai valori che mi hanno sempre contraddistinto: lealtà, tradizioni, cultura, perbenismo, attenzione verso il prossimo e un chiaro riferimento ai valori del centrodestra.

Per questo ho deciso di aderire a Futuro Nazionale , ringrazio Emanuele Papa, Carmela Rescigno per questa opportunità, vado in un partito nuovo di centrodestra che rappresenta la vera destra, che crede nei giovani, con un vero leader,  che dà spazio a chi ha voglia di mettersi in gioco e che valorizza le competenze. Un progetto politico che è pronto a partite nel quale mi riconosco pienamente. Chiunque volesse aderire e fare squadra mettendo in campo impegno e competenze troverà da me solo porte aperte.

Io ci sono. Se voi ci siete.

Antonio Giuliano

Nola, soldi in cambio di voti alle comunali 2022: dieci persone a processo

    NOLA – Un presunto sistema di compravendita di voti durante le elezioni amministrative del 2022 è finito al centro di un’inchiesta della Procura di Nola. Dieci persone sono state rinviate a giudizio su richiesta degli inquirenti, al termine di un’indagine condotta dai carabinieri della Compagnia locale. Secondo quanto ricostruito, gli imputati avrebbero offerto denaro a diversi elettori nel mese di giugno 2022 per ottenere consensi a favore di candidati poi eletti. In altri casi, invece, viene contestato anche il comportamento di chi avrebbe accettato somme di denaro in cambio della propria preferenza elettorale. L’indagine ha preso avvio da una denuncia presentata da due cittadini, che avevano segnalato possibili irregolarità legate al voto di scambio nella città bruniana. Da quel momento sono scattati gli accertamenti dei militari dell’Arma, supportati dall’ascolto di numerosi testimoni. Fondamentali, infatti, si sono rivelate le dichiarazioni di alcune persone che hanno riferito agli investigatori di aver ricevuto denaro per esprimere il proprio voto. Le somme, secondo quanto emerso, variavano tra i 60 e i 150 euro per singola preferenza. Non solo elettori: nel sistema avrebbero avuto un ruolo anche i cosiddetti procacciatori di voti. A questi ultimi sarebbero stati riconosciuti compensi di circa 2mila euro ogni 100 voti raccolti, con ulteriori premi in caso di successo elettorale. Tra le promesse avanzate, inoltre, figurerebbero anche possibilità di lavoro o interventi per evitare sfratti. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati ritenuti sufficienti dalla Procura per sostenere l’accusa in giudizio. Il procedimento si trova ora nella fase preliminare e sarà il giudice a stabilire eventuali responsabilità nel corso del processo.

Amministrative a San Giorgio, il centrosinistra con Carbone per la continuità

0

In vista delle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, Michele Carbone, candidato Sindaco per la città di San Giorgio a Cremano, annuncia la composizione definitiva della coalizione che lo sostiene: Partito Democratico, Avs/Centopassi, Progetto San Giorgio, Avanti, Ora, Per, Civici e Progressisti, Quartiere Mio, Free, A Testa Alta e Casa Riformista.

La sua candidatura nasce nel segno della continuità amministrativa, dell’esperienza maturata in questi anni di governo del centro-sinistra e della volontà comune di consolidare i risultati raggiunti, aprendo al tempo stesso una nuova fase di sviluppo per la città. La coalizione si riconosce nel lavoro svolto finora e nei traguardi ottenuti grazie a un’azione amministrativa improntata a responsabilità, competenza e visione. È da questa esperienza concreta che prende forma la proposta per il futuro della città.

In queste settimane è in corso un confronto costante tra tutte le componenti politiche e civiche per definire un programma unitario, che sarà frutto di una sintesi condivisa e rappresenterà l’unica piattaforma ufficiale della coalizione.

La forza del progetto risiede nell’unità, nella coerenza e nella capacità di elaborare una proposta comune, chiara e concreta per la città. La coalizione si presenta ai cittadini con l’obiettivo di garantire stabilità, continuità amministrativa e una prospettiva di crescita fondata su serietà e responsabilità.

“Ringrazio le forze della coalizione per la fiducia riposta in me – fa sapere Michele CarboneCome già fatto negli anni dell’amministrazione Zinno, abbiamo avviato un percorso di ascolto e condivisione per costruire un programma ambizioso e concreto. Ripartiamo dai risultati raggiunti, con la volontà di proseguire su quella strada affrontando le nuove sfide. Il programma sarà unico e condiviso, senza posizioni isolate dettate da logiche elettorali”.

Carburante mischiato con solventi, maxi sequestro della Finanza

0
  Proseguono senza sosta i controlli della Guardia di Finanza di Napoli nel settore della distribuzione dei carburanti. Nell’ambito di un’attività di verifica contro le frodi energetiche, i militari hanno individuato un impianto irregolare nel comune di Quarto, dove veniva commercializzato gasolio non conforme agli standard previsti. L’ispezione è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Pozzuoli, che hanno concentrato l’attenzione sui serbatoi e sulle pompe destinate alla vendita al pubblico. I campioni prelevati sono stati analizzati per accertare eventuali alterazioni del prodotto, pratica purtroppo diffusa per ottenere maggiori profitti illeciti. Gli esiti delle verifiche hanno confermato i sospetti: il carburante presentava caratteristiche chimiche alterate, in particolare un livello di infiammabilità anomalo, pari a circa il 55%, inferiore ai parametri di legge. Questo dato rappresenta un chiaro indicatore della presenza di sostanze estranee, come solventi industriali o residui di lavorazione, utilizzati per “allungare” il prodotto. Le conseguenze di tali pratiche sono potenzialmente gravi. L’utilizzo di carburante adulterato può infatti causare danni ai motori, aumentare le emissioni inquinanti e rappresentare un rischio per la sicurezza stradale. Proprio per questo motivo, i finanzieri hanno proceduto al sequestro del carburante e delle attrezzature utilizzate per l’erogazione. Il titolare dell’impianto è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato di frode in commercio. L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli volto a garantire la trasparenza del mercato e la tutela dei consumatori. Le indagini proseguiranno per verificare eventuali ulteriori responsabilità, mentre resta valida la presunzione di innocenza fino alla conclusione dell’iter giudiziario.

Somma Vesuviana verso il voto, Barra (Pd): “Nessuno stallo, lavoriamo a un candidato di alto profilo”

0
Il segretario cittadino del PD chiarisce sulle dimissioni annunciate, sulle dinamiche della coalizione e sul nodo dissesto: “Serve sintesi, non personalismi”
Intervista  a Francesco Barra, segretario cittadino del Partito Democratico di Somma Vesuviana, in vista delle elezioni amministrative di maggio.
Lei ha annunciato al partito e ai tesserati le sue dimissioni. Annunciate, dunque, ma non rassegnate: perché questo annuncio?
Sì, ho annunciato le dimissioni via mail al partito perché ai tavoli di confronto, invece di discutere di programmi, si parlava esclusivamente di autocandidature. Considerato il momento particolarmente delicato, legato alla costruzione di una coalizione progressista di centrosinistra, il livello provinciale ha ritenuto opportuno bloccare questo percorso e ci siamo rimessi subito al lavoro insieme.
È stato lei a portare sui tavoli il nome di Gino Cimmino?
No, si trattava semplicemente di un nome emerso da un sondaggio, niente di più. Non c’è stata alcuna pressione da parte mia. Il sondaggio, svolto a livello provinciale, ha fatto emergere il nome di Gino Cimmino come figura di alto profilo.
Perché persiste questa fase di stallo nel centrosinistra?
Non parlerei di stallo. Oggi ci troviamo a mettere insieme sensibilità diverse: maggioranza e opposizione della precedente esperienza amministrativa. È naturale che emergano più proposte. Stiamo lavorando per trovare una sintesi che porti all’individuazione di un candidato condiviso, di elevato profilo politico e culturale.
È vero che ha partecipato a un incontro promosso dall’associazione “9 Marzo”?
Sì, era un incontro pubblico e aperto. Colgo l’occasione per chiarire che al tavolo del PD siedono diverse forze: M5S, Casa Riformista, A Testa Alta, Alleanza Verdi e Sinistra, PSI, CDU e tre civiche — Per Somma (U. Parisi), Movimento 4.0 (Fratelli Granato) e Antonio Coppola, che al momento non ha ancora una lista con un nome definito.
A proposito del gruppo “A Testa Alta”: Carmine Mocerino, ex consigliere regionale, è tra i nomi proposti?
In realtà, circa venti giorni fa, Carmine Mocerino — tramite un suo referente — ha fatto sapere di non essere disponibile ad alcuna candidatura.
Sul dissesto, o presunto tale, non vi sentite responsabili?
Certo, ma è bene ricordare — soprattutto a chi ci attacca, in particolare Forza Italia — che non abbiamo partecipato al consiglio comunale perché avevamo forti perplessità sulla delibera relativa alla Soficop, già espresse al sindaco Di Sarno.
Quella delibera era propedeutica all’approvazione del piano di riequilibrio. Per quanto riguarda il ritardo, sarà presentato un ricorso dalla Commissaria alla Corte dei Conti, Sezioni Riunite, e riteniamo che  il ricorso possa essere accolto almeno per quanto riguarda i termini temporali. Sul merito, invece, non ci sono ancora certezze.
Vorrei inoltre chiedere a Forza Italia come mai nel 2022 hanno votato un debito di bilancio pari a zero e, successivamente, uno di meno 12 milioni di euro.

Mito, religione, arte, storia: la pastiera napoletana è un dolce enciclopedico

“Il dolce che sconfina oltre i limiti del tempo, il più ricco di sapori e del sentimento che esprime la fusione della famiglia, è la pastiera, regina per la sua delicatezza e per la generosità dei suoi profumi, sui quali prevale quello semplice e casalingo dell’arancio, così fertile nei giardini napoletani.” (N. Oliviero). Un poeta cantò: “Mangiat’ ‘sta pastiera e ncopp’’a posta/ dimme cumm’era: aspetto ‘na risposta/ Che sarà certamente “Oh mamma mia /chesta nunn’’è nu dolce: è ‘na poesia.”.L’ “ovaiuola” napoletana: un simpatico personaggio, descritto da Ernesto Del Preite e “disegnato” da Filippo Palizzi.       Dal 3 aprile al 6 luglio 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) ospiterà la mostra intitolata “Parthenope. La Sirena e la città”, dedicata al profondo legame tra la figura mitologica di Partenope e la città di Napoli. Narra la mitica storia che la sirena si innamorò di Ulisse, ma venne respinta dall’eroe: e Partenope venne a vivere e a morire nelle acque del golfo in cui un giorno si sarebbe specchiata Napoli, la città “partenopea”. Per rendere omaggio alla sirena che aveva dato il nome alla città è probabile che si celebrasse a Napoli un culto misterico, durante il quale i sacerdoti offrivano a Partenope sette doni simbolici: la farina, simbolo di ricchezza; la ricotta, simbolo di abbondanza; le uova, simbolo di fertilità; il grano cotto nel latte, a rappresentare la fusione di regno animale e vegetale; i fiori d’arancio, profumo simbolo della terra campana; le spezie, per ricordare che il culto e la città erano aperti a tutti, e  lo zucchero, immagine di quella dolcezza che la splendida sirena aveva donato al mare, al cielo e ai luoghi di Napoli.   Sette erano i doni offerti dai sacerdoti e perciò sette, secondo alcuni studiosi, sono le strisce stese sulla pastiera. Antonio Latini (1642- 1692), il Cuoco “star” del Seicento, che per primo introdusse i peperoni nella “cucina”, fu anche il primo a parlare della “pastiera”, indicando come ingredienti il cacio parmigiano, la ricotta grassa di pecora, la farina di pane di Spagna, pepe, sale, cannella, i “pistacchi ammaccati macerati in Acqua Rosa muschiata”. Ippolito Cavalcanti, nella 5a edizione della “Cucina teorico-pratica “, pubblicata nel 1847, pubblicò un’articolata ricetta che indicava come ingredienti “il grano bianco, che sia il migliore, cinque libbra e mezzo di ottima ricotta, che non abbia nessuna parte sierosa, due libbra di zucchero fiorettato, una libbra di cocozza candita, mezza libbra di cedro candito, venti tuorli di uova fresche, e mezza quarta d’oncia di cannella pesta: il ruoto deve essere verniciato di sugna, e al di sopra con la pasta medesima ci farai una graticola con delle strisce di pasta.”   La pastiera fu creata, secondo gli storici, negli ultimi anni del ‘500, dalle suore del Convento di San Gregorio Armeno, che agli ingredienti simbolo di valori cristiani, il grano, la ricotta e le uova, avrebbero aggiunto le spezie orientali, che cominciavano ad essere presenti nelle cucine dei nobili, e il profumo dei fiori d’arancio che splendevano nel giardino del convento. Loredana Limone, la scrittrice e gastronoma, autrice anche del libro “Il fagiolo magico e altre fiaboricette”, racconta che quando i servitori dei potenti  andavano a ritirare le pastiere al convento di San Gregorio Armeno, “dalla porta del convento, che una monaca odorosa di millefiori apriva con circospezione, fuoriusciva una scia di profumo che s’insinuava nei vicoli intorno e, spandendosi nei bassi, dava consolazione alla povera gente per la quale quell’aroma paradisiaco era la testimonianza della presenza del Signore.”. E così la pastiera diventava una squisitezza democratica, capace di donare gioia e alti pensieri anche alla “povera gente”.   Si racconta che la pastiera produsse un altro prodigio: riuscì a far sorridere perfino Maria Teresa d’Austria- Teschen, la seconda moglie di Ferdinando II di Borbone, che era perennemente imbronciata. Il re ne fu contento, e accettò anche il fatto che, per veder sorridere la moglie, avrebbe dovuto aspettare un altro anno e la prossima Pasqua. Le uova fresche erano fondamentali per la pastiera: e per le vie di Napoli girava uno straordinario personaggio, “l’ovaiuola”, a cui De Bourcard, nella sua antologia “Usi e costumi di Napoli e contorni”, dedicò un malizioso articolo di Emmanuele Rocco e un disegno di Filippo Palizzi (immagine in appendice). Rocco fa un ironico elogio di queste venditrici che portano “in giro e lungi dal paterno casolare le loro bellezze e coi zoccoli e colle mani callose” sanno “preservarle da ogni pericolo” e dichiara, malinconico, che questo mestiere sta per scomparire perché ora i battelli a vapore e i treni portano a Napoli ogni giorno le uova di Terra di Lavoro e del Principato Citeriore che costano poco.   L’ “ovaiuola” napoletana tornerà nel casolare paterno dal “ninno suio che la vò bene; de chillo meglio n’auto non trova…ova fresc’ova, ova fresc’ova”. E’ la parte finale della canzone “l’ovaiola”, di cui Ernesto del Preite scrisse il testo e il Maestro Labriola la musica e che Rocco citò nel suo articolo.    

Somma Vesuviana, “Le gustose avventure con Nonno Gigi tra riti e ricette”: quando il cibo diventa racconto

0
Presentato alla Tenuta San Sossio di Somma Vesuviana il libro di Antonio Raia e Filomena Castaldo     Fuori un tempo da lupi: pioggia, freddo e vento. La primavera tarda ad arrivare. Dentro un caldo tepore: tende e broccati rigorosamente bianchi. Fuori la tormenta, dentro solo belle parole.In questo contrasto climatico e cromatico si è svolta, ieri, presso la Tenuta San Sossio a Somma Vesuviana, la presentazione del libro “Le gustose avventure con Nonno Gigi tra riti e ricette”, scritto dall’ingegnere Antonio Raia e dalla vulcanica nutrizionista dottoressa Filomena Castaldo. Un pubblico composto, cortese e attento ha seguito tutte le fasi di un evento che, a tratti, è sembrato un vero e proprio spettacolo.   Antonio Raia ha illustrato con dovizia di particolari i passaggi di un libro pensato per i ragazzi, capace di riportare alla luce antiche leggende, miti e riti della tradizione sommese. La dottoressa Castaldo si è soffermata con precisione sugli aspetti nutrizionali della Dieta Mediterranea, sul corretto rapporto tra alimentazione e natura, evidenziando come il cibo sia anche cura e rispetto dell’ambiente. Non solo atmosfere e profumi, dunque, ma anche difesa del Creato. Due interventi trasmessi via Internet hanno arricchito l’evento. Il giornalista Luciano Pignataro ha portato il suo saluto, manifestando grande interesse per la pubblicazione, di cui ha curato la prefazione.   Don Sergio Chiesa, presidente onorario dell’associazione “Cibo e Salute”, ha invece offerto una riflessione che ha intrecciato nutrizione e spiritualità, particolarmente significativa nel contesto della settimana santa. Il pubblico ha seguito in religioso silenzio, applaudendo con partecipazione i vari momenti della serata. A rendere ancora più viva l’atmosfera, la rappresentazione teatrale curata da Simona Seraponte e Mimmo Angrisani, con il prezioso contributo dei giovani Rebecca, Amber, Roberto e Mario, che attraverso poesie, canti e suoni hanno restituito una testimonianza autentica del patrimonio culturale popolare sommese. Un vero abbraccio tra fede, cultura, scienza e poesia.   Molto apprezzato anche l’intervento di Irene Molaro, imprenditrice di Somma Vesuviana, che ha dialogato con autori e pubblico sul tema delle mense scolastiche e sull’importanza della cultura nutrizionale. A conclusione della serata, un gustoso menù ispirato alle ricette del libro: casatiello, tortano, zuppa di fagioli, ragù e polpette, accompagnati da un’ottima catalanesca di annata. Nonostante i rigori di un inverno che tarda ad andar via, a Somma si è vissuta una serata bella e serena, lontana dalle polemiche politiche delle imminenti elezioni amministrative. La tempesta, però, si avvicina.  

Operazione della polizia ad Acerra, fermati 27 con precedenti

0
Servizio straordinario di controllo del territorio ad Acerra da parte della Polizia di Stato. Nella giornata di sabato, gli agenti del locale Commissariato, supportati dal Reparto Prevenzione Crimine Campania, hanno messo in campo un’operazione mirata a rafforzare la sicurezza e la presenza delle forze dell’ordine sul territorio cittadino. L’attività si è concentrata nelle zone ritenute più sensibili, con posti di controllo e verifiche mirate sia su strada che nelle aree maggiormente frequentate. Nel corso dell’operazione sono state identificate complessivamente 90 persone, tra cui 27 già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia. Un dato che conferma l’attenzione degli agenti verso soggetti ritenuti potenzialmente a rischio sotto il profilo della sicurezza. Parallelamente, sono stati controllati 55 veicoli, con verifiche approfondite sui documenti di circolazione e sulle condizioni dei mezzi. Le attività hanno portato anche alla contestazione di 4 violazioni del Codice della Strada, a testimonianza di un monitoraggio costante non solo sotto il profilo della sicurezza pubblica ma anche della prevenzione degli illeciti legati alla circolazione. L’operazione rientra in un più ampio piano disposto dalla Questura di Napoli, volto ad intensificare i controlli nei centri dell’area metropolitana, con l’obiettivo di prevenire reati e aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini. La presenza capillare delle pattuglie sul territorio rappresenta infatti uno strumento fondamentale sia per contrastare fenomeni criminali sia per garantire un presidio visibile nelle aree urbane più frequentate. I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, con servizi analoghi già programmati per mantenere alta l’attenzione e assicurare un costante monitoraggio del territorio.

Somma Vesuviana, l’arte e il senso di comunità rigenerano vico Lentini

Riceviamo e pubblichiamo Una mattinata di profonda emozione e cittadinanza attiva quella vissuta oggi presso l’Hub-Side, lo spazio della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Al centro dell’evento, la presentazione del progetto “Una Via Crucis in Vico Lentini”: un percorso di quattordici bassorilievi nato dalla sinergia tra l’Istituto Superiore “Caravaggio” di San Gennaro Vesuviano e l’associazione “Amici del Casamale”, con il prezioso sostegno dell’azienda F.lli Ciampa srl.   Il valore del “Noi” contro l’individualismo L’incontro è stato aperto da Salvatore Aliperta, presidente dell’associazione “Amici del Casamale”, che nei saluti di rito ha rivolto un ringraziamento corale ai parroci, ai soci e, soprattutto, agli studenti del “Caravaggio” per l’impegno profuso nella riqualificazione del vico.       L’intervento di Giuseppe Ciampa, sponsor e membro dell’associazione, che ha spostato il focus sull’importanza del legame sociale: “Viviamo in un mondo che ci spinge all’indipendenza estrema e al pensiero fisso su se stessi. Dobbiamo invece ricordare che siamo parte di una comunità, la quale cresce solo grazie al contributo che ognuno di noi decide di apportare.”   Un concetto ripreso con forza dal Professor De Simone, storico del territorio, che ha esortato i giovani artisti a farsi custodi della bellezza: “Coltivate e preservate l’arte, perché è l’unico strumento capace di dare un’anima vera al territorio”.     Il talento degli studenti e la forza del riscatto La Dirigente Scolastica, Annarita Cortese, ha espresso grande orgoglio per il lavoro svolto da studenti e professori, sottolineando il valore educativo di un progetto che esce dalle aule per farsi “strada”. Il racconto tecnico è stato affidato al Professor Marco Domestico, responsabile delle riprese video, che ha illustrato le fasi realizzative evidenziando come gli alunni abbiano operato in totale autonomia, dimostrando maturità e competenza tecnica. L’anima creativa del progetto, il Professor Vincenzo De Luca, ha spiegato la filosofia dietro la scelta dei bassorilievi: l’arte come antidoto al degrado. “L’arte in Vico Lentini rimarrà nel tempo,” ha dichiarato De Luca, “ma serve la coscienza di tutti per far rivivere i luoghi e sottrarli all’abbandono che purtroppo oggi li caratterizza.”     Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico Un momento di grande impatto emotivo è stato la proiezione del video di presentazione, che ha mostrato il “prima e dopo” del vico: un contrasto netto che ha reso tangibile il miracolo della riqualificazione operata dai ragazzi. A conclusione della presentazione, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco Don Nicola De Siena, i partecipanti si sono spostati in processione verso Vico Lentini. Qui, tra le mura antiche del borgo, sono state ufficialmente inaugurate le 14 stazioni della Via Crucis, trasformando il vicolo in un sentiero di fede e civiltà che da oggi è ufficialmente restituito alla comunità di Somma Vesuviana.  

Somma Vesuviana, niente unità del centrodestra: si dimettono cinque componenti del direttivo di Fratelli D’Italia

Riceviamo e pubblichiamo “Nessun percorso possibile con chi è corresponsabile del dissesto finanziario”. Cinque componenti del direttivo di Fratelli d’Italia – Sezione Vesuviana di Somma Vesuviana hanno rassegnato le proprie dimissioni immediate e irrevocabili dall’incarico, formalizzando la decisione in una nota indirizzata al commissario provinciale del partito. Si tratta di Tommaso Piscitelli, Raffaele Nocerino, Rossella Improta, Raffaele Ciccarelli e Martina Cerciello.   Una scelta motivata da “ragioni politiche e organizzative gravi, non più ignorabili”, che – come si legge nel documento – rendono impossibile la prosecuzione di qualsiasi percorso condiviso all’interno del direttivo . Alla base della decisione, l’assenza di confronto interno, mai attivato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, la chiusura della sede del partito e l’assunzione di posizioni politiche non condivise da parte del segretario cittadino. Tra i punti più netti della presa di posizione, il giudizio sulla prospettiva politica che si sta delineando in città. I dimissionari respingono in maniera totale ogni ipotesi di sostegno alla candidatura di Antonio Granato, ritenuto “uno dei responsabili e protagonisti del dissesto del Comune di Somma Vesuviana”.   Una posizione che non riguarda dinamiche di schieramento, ma una valutazione politica precisa. I firmatari sottolineano infatti che, anche al di fuori di appartenenze partitiche e in eventuali percorsi civici, non sarebbe comunque possibile condividere un progetto con chi viene considerato corresponsabile del dissesto finanziario dell’Ente. In questo quadro viene richiamato anche il ruolo istituzionale ricoperto da Granato come presidente del Consiglio comunale, indicato come uno dei principali riferimenti nella fase che ha portato alla mancata approvazione del piano di riequilibrio finanziario nei termini previsti. Un passaggio confermato anche dalla Corte dei Conti, che ha accertato “la mancata approvazione da parte dell’Ente del piano di riequilibrio finanziario pluriennale entro il termine perentorio” , determinando un esito che ha inciso in maniera decisiva sul percorso finanziario del Comune. Le dimissioni segnano così una rottura politica netta, fondata – come evidenziato nel documento – sull’impossibilità di proseguire un percorso in assenza di condivisione, trasparenza e coerenza con i principi che avevano portato all’adesione al partito.