Riceviamo e pubblichiamo
“Nessun percorso possibile con chi è corresponsabile del dissesto finanziario”. Cinque componenti del direttivo di Fratelli d’Italia – Sezione Vesuviana di Somma Vesuviana hanno rassegnato le proprie dimissioni immediate e irrevocabili dall’incarico, formalizzando la decisione in una nota indirizzata al commissario provinciale del partito.
Si tratta di Tommaso Piscitelli, Raffaele Nocerino, Rossella Improta, Raffaele Ciccarelli e Martina Cerciello.
Una scelta motivata da “ragioni politiche e organizzative gravi, non più ignorabili”, che – come si legge nel documento – rendono impossibile la prosecuzione di qualsiasi percorso condiviso all’interno del direttivo .
Alla base della decisione, l’assenza di confronto interno, mai attivato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, la chiusura della sede del partito e l’assunzione di posizioni politiche non condivise da parte del segretario cittadino.
Tra i punti più netti della presa di posizione, il giudizio sulla prospettiva politica che si sta delineando in città. I dimissionari respingono in maniera totale ogni ipotesi di sostegno alla candidatura di Antonio Granato, ritenuto “uno dei responsabili e protagonisti del dissesto del Comune di Somma Vesuviana”.
Una posizione che non riguarda dinamiche di schieramento, ma una valutazione politica precisa. I firmatari sottolineano infatti che, anche al di fuori di appartenenze partitiche e in eventuali percorsi civici, non sarebbe comunque possibile condividere un progetto con chi viene considerato corresponsabile del dissesto finanziario dell’Ente.
In questo quadro viene richiamato anche il ruolo istituzionale ricoperto da Granato come presidente del Consiglio comunale, indicato come uno dei principali riferimenti nella fase che ha portato alla mancata approvazione del piano di riequilibrio finanziario nei termini previsti.
Un passaggio confermato anche dalla Corte dei Conti, che ha accertato “la mancata approvazione da parte dell’Ente del piano di riequilibrio finanziario pluriennale entro il termine perentorio” , determinando un esito che ha inciso in maniera decisiva sul percorso finanziario del Comune.
Le dimissioni segnano così una rottura politica netta, fondata – come evidenziato nel documento – sull’impossibilità di proseguire un percorso in assenza di condivisione, trasparenza e coerenza con i principi che avevano portato all’adesione al partito.



